Riceviamo e pubblichiamo – Il giorno 6 maggio noi studenti delle classi 2H e 3H dell’IC “Corrado Melone” di Ladispoli siamo andati a visitare la Frasca di Civitavecchia. Questa uscita culturale rientrava nel progetto promosso da SCUOLAMBIENTE “IL MARE RACCONTA” che ha visto coinvolte le classi eco-laboratorio con una serie di attività programmate nel corso di tutto l’anno scolastico. Siamo partiti da scuola con il pullman verso le 9.00 pieni di entusiasmo e con tante aspettative. Questa uscita è stata diversa dalle altre che già abbiamo fatto, perché a farci “da guida” e quindi a spiegarci “il come, quando, dove e perché” di ciò che vedevamo, sono stati dei ragazzi di poco più grandi di noi, precisamente gli studenti delle classi IIB e IIC dell’Istituto Stendhal di Civitavecchia. Questo incontro è stato preparato da una lezione introduttiva a scuola tenuta dalle professoresse Paola Alessandroni e Maddalena Lauteri.
La mattina appena arrivati nel luogo di ritrovo, i ragazzi con le due professoresse (organizzatrici dell’uscita) ci hanno accolti e accompagnati in un bar per fare colazione e riposarci un po’ prima di cominciare la lunga camminata. Una volta ristorati ci siamo incamminati verso il mare: abbiamo attraversato una strada costeggiata da alberi e prati, fino ad arrivare al mare, limpido da poter vedere il fondale! Qui a turno i ragazzi ci hanno spiegato vari aspetti di quel tratto di costa lungo circa tre chilometri: dalla centrale a carbone dell’Enel fino a S. Agostino. La costa è rocciosa e presenta una “banchina”, scogli levigati e corrosi dal mare. Su questo fondale si alternano, a macchie, distese di poseidonia che non è un’alga ma una pianta marina; abbiamo anche visto dei mucchi di questa pianta depositati sulla spiaggia che seccandosi assume un colore marroncino. Subito dopo ci hanno spiegato il motivo per cui quel luogo si chiama “Frasca”: anticamente in epoca etrusca e romana in quel punto si trovava un approdo, dove erano stati piantati dei pali con rami che venivano incendiati di notte per avvisare i marinai della presenza degli scogli che potevano recare gravi danni alle barche e, grazie a quei fuochi, le imbarcazioni riuscivano a raggiungere la terraferma. Questa zona è anche un punto di grande interesse archeologico per la presenza di resti dei resti di “Porto Canale”, importante per l’ approdo delle navi e di una villa di epoca romana, edificata forse su un preesistente insediamento ancora più antico.
E’ stato bello notare l’entusiasmo e l’impegno dei ragazzi più grandi, infatti cercavano di farci capire la fauna e la flora del luogo, esprimendosi in modo semplice e divertente.
Camminando lentamente, siamo arrivati in un punto dove si poteva vedere la centrale a carbone di Civitavecchia: un grande complesso industriale che si affaccia sul mare, in fondo, in lontananza il porto. Questi edifici contrastavano molto con la bellezza naturale del luogo! Ripreso il cammino siamo tornati verso la pineta che caratterizza la Frasca: si trova davanti alla spiaggia e al mare e viene considerata il polmone verde di Civitavecchia. Entrati in pineta, abbiamo provato un grande stupore nel vedere quanto fosse sporca: è un luogo molto frequentato ma non tutti rispettano quell’ambiente e per terra c’era tanta sporcizia, soprattutto oggetti di plastica. Questo aspetto non ci ha fatto trascurare la bellezza della natura: la grandezza e l’altezza di questi pini, molti dei quali piegati dal vento che spira dal mare. Era quasi l’ora di pranzo, ma mancavano le ultime spiegazioni: abbiamo imparato che quei pini sono stati piantumati verso gli anni Cinquanta come barriera frangivento ai retrostanti campi coltivati. Oggi la macchia mediterranea, che era stata estirpata per lasciare spazio alla pineta, si sta riappropriando di quel luogo e alcuni tratti della costa sono pieni di ginestre, olivastro, cisto, lentisco etc.
Finalmente potevamo pranzare! Le professoresse ci hanno detto che potevamo fare tutto con molta calma, perché saremmo rimasti lì per tutto il pomeriggio. Dopo pranzo, ci siamo rilassati, divertiti, abbiamo ballato e i ragazzi hanno giocato a calcio. Poi, verso le 15.00, i professori hanno deciso di tornare al bar dove ci aspettava l’autista con il pullman, per prendere un gelato, da bere e riposarci dopo la lunga passeggiata. Qui ci siamo riposati, ma allo stesso tempo ci siamo divertiti. Purtroppo era giunto il termine di questa meravigliosa esperienza, arrivato il pullman, abbiamo salutato con un po’ di tristezza i ragazzi che ci hanno accompagnato.
E’ stata una gita interessante, ma anche divertente, perché i ragazzi della scuola superiore sono stati molto simpatici con noi, molto allegri, avevano molta energia che sono riusciti a trasmetterci.
Classe II H IC “Corrado Melone” di Ladispoli
