Riceviamo e pubblichiamo da Potere al Popolo di Ladispoli – Cerveteri una nota in merito ad una raccolta di dati svolta dal 17/05/18 al 17/06/18 nei comuni di Ladispoli e Cerveteri. Obiettivo di tale iniziativa è stato mostrare indicativamente le generiche condizioni di lavoro dei ragazzi nel territorio con età compresa tra i 18 ed i 24 anni. Il questionario è stato proposto a chi lavora o ha lavorato (nella sua ultima esperienza lavorativa) nei comuni in questione.
“Sentiamo molto spesso dire che i giovani di oggi non hanno voglia di lavorare. Noi di Potere al Popolo di Ladispoli e Cerveteri, convinti che nella nostra zona, oltre ad esserci poco lavoro ci sia anche uno sfruttamento giovanile, abbiamo svolto un sondaggio tra i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni.
Anche se, ai fini statistici, il campione di ottanta giovani risulta esiguo, ci dà comunque un’idea della realtà locale.
Il risultato è stato che il 67 % dei giovani non hanno avuto un contratto adeguato alle ore di lavoro e nessun contributo pagato mentre il restante 32,5 % si. Quelli che hanno lavorato più di cinque giorni alla settimana sono stati il 38,75 % , tra i tre e cinque giorni il 31,5 % e meno di tre giorni sono il 30 %.
Se andiamo a considerare chi è stato retribuito, al più cinque euro l’ora, il dato è disarmante, perché parliamo del 67,50 %, rimane un 32,25 % di giovani che sono stati retribuiti con più di cinque euro l’ora .
Quando abbiamo chiesto loro, quante ore giornaliere svolgevano, il dato è che il 20 % ha lavorato meno di cinque ore al giorno, il 36,25 % tra le cinque e le otto ore, il 31,25 % tra le otto e le dieci ore e quelli che hanno lavorato più di dieci ore sono stati 11,25 %.
E’ davvero preoccupante rilevare che per i loro diritti e la loro tutela, solo il 20 % si rivolgerebbe al sindacato. La gran parte, il 40 %, ne parlerebbe in famiglia il 22,5 % denuncerebbe autonomamente e il restante 17,5 % non agirebbe affatto.
Osservando tutti i nostri dati se ne deduce che i giovani retribuiti tra i tre ed i cinque euro l’ora non hanno un contratto regolare e sono 81 % mentre il 52,4 % lavora tra le otto e le dieci ore. Concludendo, un’altra considerazione riguarda il dato di coloro che si rivolgerebbero ad un sindacato e di coloro che denuncerebbero autonomamente per far valere i propri diritti: in entrambi i casi sono in maggioranza giovani con più di vent’anni.
Questo breve sondaggio ci fa comprendere, perlomeno indicativamente, le condizioni di lavoro dei giovani presenti sul nostro territorio, condizioni inaccettabili per retribuzione, orario di lavoro e tutela contrattuale.
E’ da tener presente che proprio in questi giorni il parlamento e quindi l’attuale governo ha bocciato il ripristino dell’articolo 18 che tutelava i lavoratori. Certo è che i nostri giovani, facendo affidamento su un mercato del lavoro che sfrutta sempre più e paga sempre meno, non avranno molte possibilità di costruirsi un futuro stabile.
I nostri dati come detto possono dare solo un quadro indicativo, ma l’andamento che si figura dietro a questo studio approssimativo è dei più tristi. Chiediamo dunque un’indagine più accurata delle autorità competenti, una raccolta dati maggiore con strumenti a noi poco accessibili potrà far ulteriormente luce sull’oscuro mondo del lavoro nero presente nel nostro territorio”.
