“Nessuno dimentichi che bisogna votare Alessio Pascucci per salvare Cerveteri. Questo è l’appello semplice che deve dimostrare che pensiamo alle nostre comunità e non a noi stessi”.
E’ la conclusione di un appassionato intervento del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, salito quest’oggi sul palco di Piazza Risorgimento, a Cerveteri, in sostegno del sindaco uscente Alessio Pascucci nella corsa per il ballottaggio.
“Permettetemi di fare un appello – ha detto il governatore – io sono un militante del Pd e ho rispettato la scelta di tutti, soprattuto al primo turno, però, da militante del Partito Democratico lo pretendo…quando si sta al ballottaggio e i candidati sono due gli elettori del PD votano Alessio Pascucci, senza se e senza ma, se vogliamo avere una politica coerente”.
“Oggi c’è la possibilità di continuare questa storia molto bella”, ha continuato Zingaretti, “noi dobbiamo rieleggere Alessio Pascucci perché in questi anni drammatici ha difeso Cerveteri ed è stato un grande sindaco di questa città”.
Una visita pesante quella odierna del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti a Cerveteri. Non solo per la rilevanza del personaggio, ma soprattutto per il significato politico della sua presenza nella città etrusca e per le parole che ha pronunciato. L’autonomia decisionale sui territori è un valore per i democratici e, anche oggi, nessuno osa metterla in discussione, ma l’invito al voto di Zingaretti è destinato a provocare inevitabili mal di pancia proprio fra le fila dei suoi compagni di partito. La dirigenza locale rimane fortemente critica nei confronti dell’operato di Pascucci e, malgrado il candidato sindaco PD Juri Marini si sia fermato al 5,71%, il PD non ha preso una posizione al ballottaggio per nessuno dei due contendenti.

Il Presidente Zingaretti a colloquio con il consigliere comunale Carmelo Travaglia e con militanti del Partito Democratico
Nel suo intervento di apertura, declamato in una Piazza del Risorgimento gremita, il sindaco uscente ha ricordato che già cinque anni fa l’allora presidente della provincia di Roma Zingaretti non aveva fatto mancare la propria presenza.
“Eppure all’epoca non avevavamo 6 mila voti di vantaggio sul secondo”, ha scherzato Pascucci, che ha rivolto al governatore del Lazio frasi di riconoscenza e attestazioni di stima, enumerando i vari finanziamenti concessi dalla Regione Lazio al comune di Cerveteri, l’appoggio nello snellimento delle procedure burocratiche e nella valorizzazione del sito Unesco della Necropoli etrusca, nonché il tempestivo supporto sulla questione rifiuti dopo la diffusione da parte di Pascucci e del sindaco di Fiumicino Montino della nota della Città Metropolitana sulle zone bianche.
Non è mancata l’offensiva nei confronti dell’avversaria Anna Lisa Belardinelli.
“Quando si dicono le bugie, queste hanno le gambe corte – ha attaccato Pascucci. “In questi ultimi giorni di campagna elettorale – ha continuato – sarò costretto spesso a salire sul palco con una sedia vuota perché nonostante i giornalisti e le associazioni hanno provato ad organizzare i confronti la mia competitor ha deciso di non partecipare perché ha detto che aveva molti impegni. Io le ho detto che lo possiamo fare pure alle 4 di notte un confronto, tanto io non dormo né fino al 25 né per i prossimi cinque anni. Se c’è necessità siamo in prima linea”.
Al termine del suo discorso anche Pascucci ha fatto un appello agli elettori del Partito Democratico, cui poi si è associata la successiva presa di posizione di Zingaretti.
“Il mio appello va necessariamente agli elettori del Partito Democratico – ha detto Pascucci – a quegli elettori, uomini e donne della nostra città che hanno deciso al primo turno di votare il Partito Democratico. Perché nonostante in queste ore il Partito Democratico abbia deciso di dare ai propri elettori libertà di scelta credo non ci sia nella nostra città libertà di scelta. Chi ha votato Partito Democratico al primo turno non può che votare noi se veramente si ritrova in quegli ideali, se veramente pensa che la gestione del territorio debba basarsi sulla tutela del bene pubblico, sulla tutela del più debole, delle classi che hanno bisogno di una mano. La politica è una cosa semplice: noi dobbiamo tutelare chi sta più indietro, perché chi sta più avanti si tutela da solo.”
La mano tesa agli elettori del Pd, la presenza oggi in Piazza Risorgimento del senatore PD Bruno Astorre, del segretario PD della Provincia di Roma Rocco Maugliani e di altri dirigenti e militanti dem, sventolanti la bandiera col simbolo del PD (cosa che ha creato anche qualche malumore con altri appartenenti alla coalizione Esserci) sono tutti elementi di una contraddizione politica che, forse, le parole di Nicola Zingaretti contribuiranno a sciogliere. Quella di un sindaco uscente fortemente appoggiato dal Partito Democratico a livello regionale e provinciale (v. Città Metropolitana), durante tutto il suo mandato, che incontra l’ostilità, al primo turno, e la neutralità, al ballottaggio, del circolo locale del partito.

