“Il coordinatore comunale non deve indicare la linea politica ma pensare all’unità del partito”
Non parla spesso, ma quando interviene è graffiante. La consigliera di Fdi Miriam De Lazzaro, dall’Aventino dove è salita con Giovanni Ardita e Raffaele Cavaliere, va all’attacco del neo coordinatore comunale del partito Renzo Marchetti che finora – a suo dire – non si è mosso alla ricerca dell’unità fra i due circoli ladispolani ma piuttosto ha pensato a sposare subito la causa del sindaco Alessandro Grando.
«La priorità di Marchetti – attacca la De Lazzaro – deve essere la ricucitura dello strappo fra i due circoli di Fdi, non spostare la causa di Grando senza interpellare nessuno. Il ruolo di coordinatore serve a ricucire dapprima lo strappo interno al partito, poi semmai quello esterno con gli altri soggetti della coalizione. Ad oggi Marchetti non ha contattato nessuno per convocare una riunione dei circoli Almirante e Borsellino per le dovute riflessioni. Certo non si aspetti che sia Ardita a chiamarlo».
Poi una rivisitazione dell’attività consiliare fra le due fazioni in conflitto: «Diverse mozioni presentate da Fdi a livello nazionale e riportate nell’assise ladispolana, lui e Daniela Marongiu non le hanno condivise. Mi chiedo se hanno fatto gli interessi del partito o solo quelli del sindaco. Per ora Marchetti sta parlando solo a titolo personale, dettare la linea politica non è compito suo. Quando la presidente Giorgia Meloni ha detto che a Civitavecchia e Ladispoli si rimane leali e quindi fuori dalle maggioranze, vuol dire chenoi siamo fuori dalla maggioranza».
Da qui in poi invece l’attenzione della consigliera si sposta sul primo cittadino, su cosa ha fatto e cosa non ha fatto: «Bisogna tornare all’inizio – continua la De Lazzaro – quando venne eletto, c’era un accordo con il partito secondo cui a Fdi spettavano un assessorato e il ruolo del vice sindaco e dopo pochi mesi venne mandato via Francesco Prato. Arrivò il contentino con Pierpaolo Perretta che di Fdi non lo è stato mai. Poi Grando è passato alla Lega senza dire nulla a nessuno. Che fa, va nei partiti che sono sulla cresta dell’onda in base al momento ? Speriamo di no, altrimenti Fdi rischia di tornare a numeri da prefisso telefonico. Di partiti e di persone, vorrei ricordare al consigliere Marchetti delle umiliazioni che lui stesso ha subito davanti a maggioranze intere e quindi ha perso la memoria, come qualcuno ha perso il controllo della città?!».
Poi si torna sulle questioni squisitamente ladispolane: «Dopo 4 anni dove sono gli impegni assunti con i cittadini? I punti programmatici del suo mandato? Piazza Grande, il basta cemento, il sociale con le associazioni che direttamente o indirettamente ha spaccato; il nulla sull’Olmetto Monteroni dove peraltro Marchetti è delegato. Il palasport non è un regalo come lo vogliono far passare, mentre il rifacimento delle strade rientra nell’ordinaria amministrazione. Non solo: così facendo è altissimo il rischio di accollare mutui sulle spalle del ladispolani per anni e ritrovarsi sempre strade sempre rotte».
Finale proprio su Ladispoli: «A noi sta più a cuore la città che la poltrona. Non vogliano nessun ruolo ed è arrivato il momento di smetterla con le farse e con le strumentalizzazioni, queste ultime legate soprattutto all’utilizzo disinvolto dei simboli» la conclusione di Miriam De Lazzaro.
