«Allarme telefoni nelle celle del carcere di Civitavecchia», la denuncia del Sappe • Terzo Binario News

«Allarme telefoni nelle celle del carcere di Civitavecchia», la denuncia del Sappe

Gen 24, 2024 | Civitavecchia, Cronaca

Altri due telefoni cellulari trovati nel carcere di Aurelia a Civitavecchia.

È un vero e proprio allarme quello lanciato dal sindacato del Sappe che – dopo aggressioni, mancanza di personale e problemi di sovraffollamento, solleva la questione di cui si è parlato anche in passato ma che ora è un fenomeno preoccupante.

E di armi per contrastarlo gli agenti ne hanno poche e spuntate. Sono due gli apparecchi trovati durante le perquisizioni ordinarie che si svolgono nel penitenziario. Uno piccolissimo, l’altro un vero e proprio smartphone che tra gli altri aspetti evidenzia una falla non indifferente nella sicurezza.

«L’ingresso illecito di cellulari negli istituti è ormai un flusso continuo» denuncia Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che fa riferimento all’ultimo episodio registrato a Civitavecchia: «Durante una perquisizione ordinaria nel Reparto Accettazione, sono stati trovati un telefono smartphone ed un altro micro. I detenuti sono di nazionalità italiana e lo smartphone è stato trovato a un detenuto ristretto nel reparto di Alta Sicurezza e l’altro a un detenuto del circuito normale.

Il Sappe si compiace ancora una volta con le donne e uomini della Polizia Penitenziaria in servizio a Civitavecchia». Apprezzamento ai Baschi Azzurri in servizio nella Casa circondariale di via Aurelia per la sagacia, la professionalità ed il senso del dovere arriva anche da Donato Capece, segretario generale del Sappe, che aggiunge: «Non si contano più i rinvenimenti e i sequestri di questi piccoli apparecchi. Le vie d’ingresso diventano molteplici, come le scarpe nel caso in questione ma non ultima anche quella aerea a mezzo droni che sempre più spesso vengono avvistati e intercettati. Grave è che denunciamo queste cose ormai da più di dieci anni e nessuno ha ancora fatto qualcosa.

Le donne e gli uomini del Corpo sono quotidianamente impegnati nell’attività di contrasto all’introduzione di telefoni cellulari ed alla diffusione della droga nei penitenziari per adulti e minori. E nonostante la recente previsione di reato, nel Codice penale, per ingresso e detenzione illecita di telefonini nelle carceri, con pene severe che vanno da 1 a 4 anni, il fenomeno non sembra ancora attenuarsi. Vanno adottate soluzioni drastiche come la schermatura delle sezioni detentive, delle celle e degli spazi nei quali sono presenti detenuti, all’uso dei telefoni cellulari e degli smartphone». Ad Aurelia fra gli agenti penitenziari regna la preoccupazione. Non si hanno molti mezzi per contrastare gli ingressi illeciti, come anche quello delle droghe. «Servirebbero le presenze dei cinofili, almeno la mattina – suggerisce sommessamente qualcuno – perché in cella sono presenti le prese di corrente. Vuol dire che arrivano clandestinamente pure i caricabatteria e in qualche caso sono rinvenuti pure dei tablet. E la condanna, in casi simili è irrisoria, specie per chi deve scontare anni di pena».