E’ di qualche giorno fa l’articolo sul settimanale “Giallo” in cui veniva riportata l’affermazione di un’infermiera in turno la sera dell’omicidio di Marco Vannini al Pronto Soccorso che avrebbe detto ai carabinieri “Ho visto e sentito Ciontoli che diceva a delle persone che aveva di fronte cosa dovessero dire in caso i carabinieri avessero chiesto loro del ferimento del ragazzo a cui stavamo disperatamente cercando di salvare la vita“. A prendere le distanze da questa dichiarazione tuttavia, sono alcuni dei sanitari in turno quella sera i quali affermano di non aver rilasciato nessuna dichiarazione alla stampa e smentiscono nettamente ciò che è stato riportato dal settimanale.
A disconoscere il contenuto della dichiarazione del settimanale “Giallo” la scorsa settimana fu lo stesso Avvocato Miroli, legale della famiglia Ciontoli il quale, in una nota, affermò di non essere a conoscenza di tale affermazione.
Della stessa linea anche il legale della famiglia Vannini il quale dichiara di non sapere nulla in merito a questa testimonianza riportata dal settimanale “Giallo”.
Intanto sono partite le prime querele verso coloro che, ancor prima di un processo, hanno diffamato il nome della famiglia Ciontoli.
“Bisogna dare corso alla giustizia – dichiara l’avvocato Miroli – e tutelerò i diritti dei miei assistiti in tutte le sedi”.
Giustizia che è in attesa dei primi risultati delle analisi fatte sul corpo di Marco e sui componenti della famiglia Ciontoli, che non arriveranno però prima della fine dell’estate.
