(foto Today-La Presse) Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma stanno dando esecuzione a un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura capitolina, che dispone la misura della custodia cautelare nei confronti di 13 persone, indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico, cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi e munizioni da guerra, ricettazione, lesioni personali gravi, estorsione, tentata rapina e tentato omicidio, alcuni dei quali aggravati dall’aver agito con modalità mafiose.

Tra gli arrestati, che torna in carcere, vi è uno dei più importanti esponenti dell’organizzazione criminale nota come Banda della Magliana il quale, grazie alla sua vicinanza con alcuni autorevoli esponenti del clan SENESE e di una cosca di ‘ndrangheta, è indiziato di aver favorito l’attività di approvvigionamento del narcotico che veniva poi smerciato nelle piazze di spaccio dei quartieri Trullo, Corviale, Magliana Nuova, Monteverde Nuovo e Garbatella di Roma.
Si tratta di Raffaele Pernasetti, “er Palletta” uno dei boss della criminalità romana, vicinissimo a Enrico “Renatino” De Pedis.

In particolare, grazie all’antico rapporto esistente con il vertice del clan SENESE, risalente ai primi anni ’80, una volta tornato in libertà, il leader della cosiddetta batteria dei testaccini avrebbe ottenuto il benestare, dal clan di origini napoletane, a operare nei quartieri romani di Trastevere e Testaccio, con propaggini anche alla Magliana e al Trullo, ove negli anni 80’ e 90’ aveva imperato. Privilegiato luogo di incontri con ‘ndranghetisti ed esponenti della criminalità organizzata romana, puntualmente monitorati da telecamere nascoste e microspie, era il ristorante di famiglia a Testaccio dove lo stesso ha lavorato per anni come cuoco. In aggiunta alle contestazioni relative al narcotraffico, lo storico esponente della banda della Magliana è indiziato di aver percosso e minacciato con una pistola alla testa un meccanico al fine di farsi consegnare una cifra di 8 mila euro quale corrispettivo di una pregressa vendita di sostanze stupefacenti e poiché tali minacce non andavano a buon fine, è indiziato di aver ordinato a un gruppo di fuoco composto da tre persone di punire il debitore che, il 25 marzo 2024, veniva attinto da 3 colpi d’arma da fuoco alle gambe in via Pian delle Torri, nel quartiere Magliana, il tutto aggravato dal metodo mafioso.
A capo dell’organizzazione finalizzata allo spaccio ci sarebbe però un altro personaggio storico della mala romana, in particolare del Trullo, già arrestato dagli stessi Carabinieri, poiché indiziato di essere uno dei mandanti dell’omicidio di Cristiano MOLÈ, avvenuto con modalità idonee a evocare l’agire mafioso il 15 gennaio 2024 nel quartiere di Corviale.
