Il sindaco della maxi-città si chiamerà Lucumone o Lucumona
Sulla scorta della candidatura di Tarquinia a Città della Cultura 2028 insieme alle altre città del territorio, è nata l’idea che si attuerà a breve: la fusione dei comuni di Tarquinia e Cerveteri per dare vita a un nuovo soggetto istituzionale che si chiamerà Etruschia.
Fra le due città, ripercorrendo in un certo senso l’esperienza di qualche secolo fa della Dodecapoli e dei Rasna (che si autodefinivano gli Etruschi), c’è un’interlocuzione in corso per stabilire il modo in cui dovrà funzionare il nuovo soggetto istituzionale.
intanto è stato scelto il gonfalone: il rosso è stato ripreso da Tarquinia mentre il verde è di Cerveteri, così come le tombe a cumulo e i Cavalli Alatri.
Etruschia Nord ed Etruschia Sud potrebbe essere un modo efficace per distinguere le due entità comunali che restano sì separate da qualche decina di km oltre che dai comuni di Civitavecchia e Santa Marinella anche se i territori sono già definiti dai confini comunali attuali oltre ad essere ben collegati da Aurelia, autostrada e linea ferroviaria senza dimenticare che entrambe le città sono patrimonio Unesco e gli stessi parchi archeologici rientrano sotto una stessa direzione unica.
Peraltro l’avvio delle zls in Regione è stata un’occasione per approfondire, dando un benestare di massima, all’iniziativa etrusca.
Insomma, ci sono le condizioni perfette per una fusione comunale.
Anche in questo senso Etruschia sarà una novità nel panorama nazionale alla quale, chissà perché, non si era mai pensato prima.
E sempre riprendendo le tradizione dell’antico popolo italico dei Rasna, il primo cittadino non si chiamerà sindaco ma Lucumone, o Lucumona nel caso in cui a guidare la maxi-città dovesse essere una donna.
Comunque si capirà meglio l’evoluzione della fusione dopo il primo aprile.
