La critica di Barbara Costanzo nei confronti del Pincio
“Passerella per disabili o passerella per farsi pubblicità? Un’altra toppa del Governo di Civitavecchia”
“È bastata una passerella, improvvisata e obsoleta, a far credere al Comune di Civitavecchia o meglio, a chi lo guida di aver risolto il problema dell’accessibilità ai disabili negli stabilimenti balneari. Eppure, basta guardare quel pezzo di plastica storto e instabile, posato con evidente fretta sulla sabbia, per rendersi conto che qui non si tratta di rendere fruibile l’accesso , ma di apparenza.
Giannini, insieme al Sindaco, ha voluto mettere una “toppa” su una questione che da anni attende una soluzione vera: l’accesso dignitoso e sicuro alle spiagge per tutte le persone con disabilità.
Una questione di civiltà, che invece è stata trattata come un fastidio estivo, un “problemino” da sistemare con poco sforzo e, soprattutto, poca spesa.
Ma quella passerella non è una soluzione. È un simbolo. Un simbolo di come certa politica locale continui a sottovalutare il tema dell’appartenenza della persona con disabilità all’interno della comunità , trattandolo come un ostacolo burocratico, o peggio, come un’occasione per una foto da postare sui social. Una passerella inutile, ma potenzialmente pericolosa , instabile, non a norma. E senza alcuna considerazione delle reali esigenze di chi si muove con una sedia a rotelle o con altre difficoltà motorie.
Giannini, dovrebbe avere empatia verso chi vive ogni giorno una disabilità e non può accontentarsi di “gesti”, ma ha bisogno di infrastrutture pensate, progettate, e soprattutto testate.
E mentre il Comune si autoassolve, resta la realtà: la città continua a non essere accessibile. Non basta una passerella sbilenca per lavarsi la coscienza. E chi governa dovrebbe saperlo. Oppure, se davvero pensa che basti così poco, allora forse il problema non è solo la passerella: è il livello di comprensione, o di disinteresse, verso i diritti fondamentali dei cittadini.
Perché sì, caro Giannini, caro Sindaco: l’accessibilità non è una gentile concessione. È un diritto. E voi, con quella passerella arrangiata, lo avete calpestato.
Mentre in tante città italiane (e non solo) si progetta un turismo accessibile e moderno, Civitavecchia resta impantanata nella retorica e nelle soluzioni da sagra di paese. La “patata bollente” dell’accessibilità non si raffredda con una tavola di plastica posata male. Si affronta con competenza, ascolto e rispetto. Tre qualità che, evidentemente, in Comune scarseggiano”.
Barbara Costanzo
