Mazzarino boccia SuperProvincia e piani integrati di Ladispoli • Terzo Binario News

Mazzarino boccia SuperProvincia e piani integrati di Ladispoli

Mag 2, 2024 | Ladispoli, Politica

Come da noi anticipato il Consiglio Comunale del 30 Aprile si è svolto ed il sindaco ha portato a casa sia l’adesione al progetto di adesione ad una nuova provincia che altra cubatura sotto forma di piani integrati che è ormai la missione principale che Grando persegue da anni.

Furbescamente Grando ha posto il cemento in discussione dopo la discussione sulla Provincia, in modo da ridurre i tempi naturali di discussione e mischiare il sacro con il profano, facendo il solito gioco delle tre carte e sfiancando consiglieri e ascoltatori.

La maggioranza non è stata esattamente coesa, ma approfondiremo più avanti quando parleremo anche delle cubature artificiali e delle criticità connesse alla progettazione urbanistica a macchia di leopardo.

Ma andiamo con ordine: il Consiglio Comunale si è aperto con un primo punto “Istituzione della Provincia Porta d’Italia”.

Pochissimi cittadini sanno di cosa si stia parlando se non da qualcosa apparso sulla stampa. In parole povere, i consiglieri hanno approvato di distaccarsi dalla attuale provincia che si chiama Città Metropolitana di Roma per aderire ad una nuova costituenda Provincia che si chiamerà “Porta d’Italia”.

La discussione è stata molto lunga e con interventi fra i quali il più completo sicuramente è stato quello del consigliere Fabio Paparella, contrario a questa nuova Provincia. In realtà possono esserci motivi a favore, come l’ingombrante presenza di Roma Capitale che condiziona le scelte di un territorio con caratteristiche diverse dalle sue e pertanto si avrebbe un ente più vicino al territorio.

Ma ci sono anche motivi contrari come il fatto che le risorse economiche ed il peso di attrazione di fondi sarebbe molto minore, senza contare i costi dovuti alla duplicazione in termini di personale ed alla separazione dei servizi. Vale la pena ricordare che nel 2014, con la legge Del Rio, le Province non vennero abolite ma trasformate in, scusandoci per il termine inadatto, in SuperConsigli sovracomunali con potere limitato a pochi ambiti al fine di ridurre costi e duplicazioni. Ma la nuova provincia implicherà poltrone e soldi pubblici da gestire in meno soggetti istituzionali.

Pertanto la creazione di questa nuova Provincia, dal nome impresentabile, va controcorrente e non era neanche minimamente prevista nel programma del sindaco. In realtà essa nasce a tavolino da una iniziativa di Fiumicino e Civitavecchia e vuole rimorchiare con la forza tutti i comuni del litorale. La cosa è possibile e garantita dall’art. 133 della Costituzione che però viene interpretato in modo riduttivo e dirigista ed i cittadini non solo non sono stati coinvolti come pure la Costituzione garantisce e non verranno consultati interpretando a proprio comodo l’art. 133 succitato. Lo scopo è agire nel maggior silenzio possibile.

Non solo ma addirittura con certe interpretazioni autoritarie che limitano la volontà a chi non volesse sottostare a questa prepotenza. La triste realtà è che al sindaco Grando è stato ordinato di aderire dai suoi livelli superiori e per farlo senza avere bastoni fra le ruote ha scelto la strada del silenzio e fare solo ciò che era strettamente indispensabile per evitare ricorsi. Nella realtà, Ladispoli contava poco in Città Metropolitana di Roma e conterà poco in una provincia dominata da Fiumicino e Civitavecchia, più popolose e ricche di produttività, con buona pace della brochure, pagata al solito consulente, che presenta dati inverosimili.

Di brutto in questa vicenda c’è il metodo arrogante e verticista con il quale Fiumicino e Civitavecchia hanno imposto il soggetto istituzionale ai comuni del litorale minacciando addirittura che andrebbe accettata obtorto collo dai comuni inclusi nel territorio. Ironicamente Grando è stato trattato con la stessa indifferenza con la quale lui tratta i consiglieri ovvero “credere, obbedire zitto e mosca”, specialmente se punti al consiglio regionale. Non ci sarà neanche una semplice consultazione e questo la dice lunga su quale sia l’andazzo futuro, ed almeno la scelta del nome meritava più rispetto visto che è obbrobrioso.

Si è poi passati al piatto forte della grandopolitica ovvero i piani integrati, di cui abbiamo già parlato. Vale la pena ricordare che è tutta cubatura artificiale che nasce da giochi di prestigio, non sempre chiari, ricavata con varie ‘libere’ interpretazioni. Accorpando aree che da decenni sono abbandonate o addirittura sono già giardini pubblici ma intestati al vecchio proprietario e dei quali non si trova l’atto di cessione, strano eh?. Piani integrati che dicono di anticipare la variante ma non si capisce la logica visto che la variante è in fase finale. Dato che parliamo di zone di città gravate da problemi di traffico e scarsi servizi sarebbe molto più logico procedere all’esproprio, ammesso sia dovuto, e farne usi socialmente utili.

La conversione in cubatura è volontà politica come anche il desiderio di mantenere questa cubatura premiale in aree che hanno criticità ed anche danneggiando i cittadini che vedranno cubatura dove dovevano esserci servizi mentre almeno poteva essere spostata.

Da notare l’appassionata battaglia fatta da Paparella alla quale in sindaco ha risposto in modo indegno per un Consiglio Comunale, segno che gli argomenti erano seri ed i dubbi tanti. Vista la totale inadeguatezza al proprio ruolo del Presidente del Consiglio Comunale verso certi comportamenti, i consiglieri dovrebbero prendere in seria considerazione l’opzione di querelare le offese gratuite utilizzate solo per coprire le carenze. Così la maggioranza è stata portata a votare qualcosa che potrebbe risolversi in danno erariale se qualcuno trovasse nelle carte prove della artificialità delle manovre a tavolino, e non a caso non tutti in maggioranza erano li a dire signorsì.

Nota a parte per Trani che ha dichiarato l’incompatibilità per il secondo piano mentre per il primo, capita l’aria che tirava e che sarebbe stato comunque approvato, ha dichiarato la propria astensione solo con l’assicurazione che le aree pubbliche vengano vincolate da subito a progetti socialmente utili come il “Dopo di Noi” e non abbandonate come accaduto fino ad oggi.

Ribadiamo e sottolineiamo che questa urbanistica a macchia di leopardo, ma ci sembra più a ‘macchie di sugo sulla canottiera del mago Oronzo’, è devastante e ridicola. Il sindaco ha speso anni a parlarci della variante che ora dice essere in chiusura per cui non si capiscono queste manovre. Patetica la scusa dei contributi straordinari per le casse, ma come il comune non ha problemi a spendere 360mila euro per il concerto di Capodanno poi ne ha per espropriare terreni ad uso pubblico che sono di fatto tali da decenni e Dio sa se abbiano pagato sempre l’ICI dovuta?

In chiusura una piccola nota sul alcune assenze rilevanti in opposizione fa scalpore quella di Pascucci che avrebbe potuto esercitare un ruolo nobile e competente su tutti i punti in discussione ma che non ha partecipato, come tante altre volte. Ma sono anche da notare le assenze nei banchi della maggioranza, segno che qualcuno ha cominciato a sentire puzza di bruciato e manda avanti gli altri a votare le cose rischiose, visto che si parla di argomenti in contrasto con quanto avevano proposto nel programma elettorale, come fatto notare da Paparella provocando le ire del sindaco. In questo squallido panorama vale la consueta citazione di chiusura. “Se il denaro scorre veloce, tutte le porte si aprono.” W. Shakespeare.

cardinal Mazzarino