Patrizia Arcioni porta Civitavecchia al “Più libri, più liberi” con le sue Anime Itineranti • Terzo Binario News

Patrizia Arcioni porta Civitavecchia al “Più libri, più liberi” con le sue Anime Itineranti

Dic 13, 2021 | Civitavecchia, Cultura

Un pezzo di Civitavecchia del dopo guerra, un’immagine della città che non c’è più è arrivato alla Nuvola dell’Eur, tra 520 espositori e ben 600 eventi. Potere della scrittura.

Reduce dalla Fiera dell’editoria “Più libri, più liberi”, la scrittrice, poetessa, insegnante, attrice, viaggiatrice e artista a tutto tondo, Patrizia Arcioni presso la sala Gurrado della Fondazione Cariciv ha presentato alla sua città natale i 23 racconti che formano il suo ultimo libro, “Anime Itineranti”, selezionato, dopo una dura gara, da Barbara Alberti nella collana “Nuove voci” che la scrittrice, sceneggiatrice e opinionista cura per la casa editrice Albatros.

Su scaffali verniciati di celeste c’era di tutto: le penne biro a sei colori erano le mie preferite. Era così piacevole scrivere con tanti colori diversi…».

Svelando la propria anima, da donne a donne, ma non solo, la Arcioni ha raccontato senza paura di violenze, amori, inganni, passioni, sofferenze, amicizie, viaggi, il tutto condito da una buona dose di salvifica ironia. E si è autenticamente emozionata nel ricordare, attraverso il racconto dal titolo “La nostra trasmissione”, la sua infanzia a Civitavecchia.

Tra domande del pubblico e confidenze, l’autrice si è così lasciata intervistare in un appuntamento promosso dall’Associazione Amici del Fondo Ranalli guidato da Maria Grazia Verzani (la cronaca dell’incontro è disponibile su Youtube). Il tour della Arcioni con il suo libro “Anime itineranti” continuerà in Toscana, dove l’Arcioni ora abita.

«Pugliesi vendeva materiale scolastico: in primavera si facevano soste continue, ogni scusa era buona per comprare Ciocorì e le figurine o le matite colorate dal signor Pugliesi di via XVI settembre.

Vendeva di tutto all’interno di un minuscolo negozio: c’era un bancone alto, il doppio di noi ragazzi, con tanti cassetti trasparenti. Alla sommità le giuggiole ricoperte di zucchero erano sempre più invitanti, ognuna di colore diverso, senza parlare di pescetti e bastoncini di radice di liquerizia, che noi succhiavamo per ore… 

Stefania Mangia