A Roma è stata sospesa l’attività di un negozio di ottica per cluster familiare. Questo quanto riferito, domenica 26 luglio, dall’Unità di Crisi della Regione Lazio. Tre le persone positive: in corso l’indagine epidemiologica.
“Ormai sembrano saltate tutte le regole, dal contingentamento agli ingressi al distanziamento sociale, fino al corretto uso delle mascherine – ha dichiarato Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – i lavoratori del commercio vivono in luoghi di lavoro che potenzialmente possono trasformarsi in veri e propri focolai. E mentre la Regione Lazio traccia con pervicacia il cittadino del Bangladesh salito sul bus Cotral positivo al Covid-19 rendendo noti tutti i suoi spostamenti, giustamente, non da nessuna indicazione sull’attività commerciale, impedendo di fatto a chi è stato in quel negozio a fare acquisti o semplicemente a “dare un’occhiata” di potersi sottoporre al test”.
“Richiamiamo, ancora una volta, con forza l’assessore alla Salute D’Amato e la Sindaca Virginia Raggi – ha proseguito il rappresentante sindacale – entrambi responsabili della salute dei cittadini di Roma e provincia, a vigilare, attraverso gli enti preposti, sul rispetto di quelle regole che sono a salvaguardia dei lavoratori e dei consumatori”.
“Il lassismo di molti, che vedo tutti i giorni nei luoghi di lavoro del commercio, accompagnato dall’arroganza di clienti che si sentono al di sopra della legge e del buonsenso, non può avere la meglio sulla salute di chi lavora e sulle istituzioni. Che Raggi e D’amato intervengano celermente e con decisione” ha concluso Iacovone.
