Riceviamo e pubblichiamo dal comitato San Nicola – Il prossimo sei ottobre è stata convocata la Commissione Urbanistica del Comune di Ladispoli per l’approvazione del progetto di copertura del denitrificatore in gestione al Consorzio.
Nell’ agosto scorso la stessa Commissione, chiamata ad approvare il progetto di copertura del denitrificatore, si è riservata di valutare il reale impatto rispetto ai costi e ai benefici sia dell’impianto (copertura compresa) , che dell’allaccio tra le due reti idriche. L’opera in questione è già costata ai consorziati circa 400.000 Euro. Basti pensare che in soli sei mesi ,nel 2014, sono stati spesi oltre 37.000 euro per l’immissione di sale nel denitrificatore per un quantitativo pari a quasi 400 tonnellate. Eppure, ancora oggi, l’impianto che eroga l’acqua potabile non ci da le dovute garanzie per quanto concerne la salute dei cittadini.
Dal 2013 ad oggi c’è stata una alternanza di situazioni che hanno determinato più volte la non potabilità. Ad oggi nulla è stato risolto in maniera definitiva ed efficace. Nonostante i soldi spesi per la manutenzione continua dell’impianto e quelli inerenti ai costi del sale. Abbiamo assistito, invece, al continuo balletto di analisi nascoste, documentazione non data ai consorziati e di risposte aleatorie da parte del Presidente del Consorzio mentre in Consiglio Comunale siamo stati testimoni delle assurde ed incomprensibili giustificazioni del Sindaco in materia di acqua potabile.
Quello che resta di tutto ciò è la continua richiesta di danaro da parte del Consorzio per cercare di trovare una soluzione ai problemi che il Consorzio stesso ha creato. Il Comitato ha più volte sollecitato l’amministrazione comunale affinché il problema dei nitrati fosse risolto una volta per tutte attraverso la congiunzione dell’acquedotto comunale con quello esistente nella frazione di San Nicola.
Ancora oggi attendiamo risposte significative da parte del Sindaco che sembra essersi dimenticato del nostro quartiere. Intanto, l’acqua presenta valori sempre oscillanti ma molto vicini ai valori massimi consentiti dalla legge senza dimenticare che l’estate 2015 è iniziata con un’ordinanza sindacale di non potabilità, nonostante i quantitativi enorme di sale utilizzato.
Il Comune e l’amministrazione del Consorzio sono i due lati di una stessa medaglia: mentre il Sindaco si dimentica della frazione il Consorzio impone a ratifica un impianto, senza preventivamente portare in assemblea tutte le soluzioni alternative. E’ ancora più assurdo che vengano imposti costi di manutenzione elevatissima senza aver prima effettuato una stima dei medesimi. Tutto ricade sempre sulle tasche dei cittadini!
Il Comitato San Nicola ha chiesto al Sindaco di interpellare l’istituto superiore di Sanità per certificare l’idoneità di tale impianto. Ad oggi nessuna risposta. Il Comitato ha scritto al Sindaco ed alla Flavia Acque per conoscere se avessero provveduto a stimare i costi di allaccio. Non abbiamo avuto nessuna risposta dal primo cittadino, mentre, la Flavia Acque ci ha comunicato invece telefonicamente di non aver ricevuto in merito nessuna segnalazione per avviare tale stima.
Chiediamo a tutte le forze politiche, presenti o meno in consiglio comunale, di affiancare i cittadini di San Nicola per risolvere un problema così serio e di civiltà come quello dell’acqua potabile.
Che la situazione consortile sia ormai al massimo dell’esasperazione viene palesata da quanto sta accadendo per la stipula della nuova convenzione tra Comune e Consorzio. Il Comune ha richiesto che vengano consegnate le opere in quanto il Consorzio ha ormai terminato la sua funzione. A questo punto il Comune deve, intanto, procedere all’acquisizione dell’acquedotto consortile.
Il Comitato San Nicola ha presentato in Commissione Urbanistica e ai consiglieri comunali la proposta di prosecuzione della vita del Consorzio attraverso l’istituzione di un“ Consorzio Stradale”, unica via percorribile. Vogliamo ancora una volta ribadire la nostra positiva posizione riguardo la nascita del Consorzio Stradale mentre ci opporremo fortemente a qualsiasi tipo di costruzione, possa essere anche un impianto sportivo, che graverebbe ancora sulle spalle dei consorziati.
Quindi diciamo basta ad ulteriori deturpazioni del territorio e basta al cemento.
