Trasferta negli Usa per la cuoca tarquiniese Vittoria Tassoni • Terzo Binario News

Trasferta negli Usa per la cuoca tarquiniese Vittoria Tassoni

Gen 30, 2024 | enogastronomia, Tarquinia

La chef dell’Alleanza Slow Food a Cape Cod, Massachusetts, tiene cooking class e cucina in un ristorante italiano

di Cristiana Vallarino

Vittoria Tassoni ai fornelli. Niente di strano per la cuoca tarquiniese dell’Alleanza Slow Food, se non fosse che si trova nella cucina di un ristorante italiano negli Usa, precisamente il “Siena” nella presigiosa area turistica di Cape Cod, Massachusetts.

L’avventura a stelle e strisce di Vittoria, che durerà fino al 20 febbraio, è cominciata qualche tempo fa, quando grazie a una guida turistica di Tarquinia, Isa Bianchi, ha conosciuto Jennifer Carnevale Lozada.

“Lei venne un paio di volte a casa mia – racconta la chef – per le cooking class, con alcune sue amiche arrivate dagli Usa. Tra una ricetta e l’altra le dissi che mi sarebbe piaciuto andare in America per imparare un po’ la lingua, ma in una famiglia e in un ristorante dove non avrei avuto modo di parlare Italiano. Lei mi ha detto che si sarebbe interessata. Io non immaginavo che dopo un mese mi avrebbe mandato un messaggio dove diceva che mi avrebbe ospitato e aveva trovato il ristorante, appunto il “Siena” a Masphee, disposto a prendermi. Ho fatto subito il biglietto”.

La settimana di Vittoria è davvero densa di impegni, “very busy”: “In genere ho il lunedì libero, martedì lezione di inglese con un’insegnante, mercoledì giovedi e

venerdi dalle 10 alle 3 al ristorante, domenica verso le 2 del pomeriggio tengo le cooking class, da Jennifer o in altre case”.

Sono perlopiù italiane di seconda o terza generazione le allieve della Tassoni, conoscono diverse cose della nostra cucina e vogliono imparare a rifarle a casa.” Jennifer Carnevale Lozada, avendo una casa a Tarquinia, ha un’alimentazione sana e molto simile alla nostra” aggiunge.

“Qui dove sto io, al supermercato si trovano ingredienti che non ci si immaginerebbe – racconta Vittoria – però poi la mortadella classica non c’è, solo piccola. La mozzarella c’è ma va per la maggiore quella grande, a tranci. Per il riso italiano non c’è una grande scelta, il Carnaroli costa 5.99 dollari al chilo, la semola 680 g si compra a 4.99$, niente lievito fresco: solo secco. La vita qui è molto più cara della nostra.”

Cucinando al ristorante Vittoria ha notato che i clienti mettono formaggio e molte salse sopra a quasi tutto: “Metterli sempre, a lungo andare, secondo me, disgusta” commenta, poi però aggiunge di aver imparato a usare in modi alternativi altri ingredienti tipicamente Usa. Per esempio il peanut butter: “Conoscevo il burro di arachidi, ora ho scoperto tante altre ricette in cui utilizzarlo”, ma sto sperimentando anche le altre cucine, cinese, messicano, ecc.

Vittoria Tassoni naturalmente sta anche facendo la turista. “Sono andata a Boston – dice – Nella locale Little Italy, il North End ho incontrato un signore italiano che però ormai vive qui da tantissimo e non parla quasi più la lingua d’origine. Certo, nei negozi i nomi sono tutti italiani, ma sono rimasti solo quelli hanno perso la propria italianità”.