Sprar Ladispoli, parla l'ex sindaco Crescenzo Paliotta • Terzo Binario News

Sprar Ladispoli, parla l’ex sindaco Crescenzo Paliotta

Set 30, 2017 | Ladispoli

Riceviamo e pubblichiamo dall’ex sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta – “Avendo seguito come Sindaco la vicenda Sprar nel 2016 e ‎nella prima metà del 2017 ,ritengo opportuno fare alcune precisazioni, oltre ad esprimere la mia opinione.

1) Come molti (ma a quanto pare non tutti ) sanno con l’acronimo Sprar ‎si indica il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. Le procedure sono state regolate in Italia dalla legge num.189 del Luglio 2002 ( la Legge Bossi-Fini). Sistemi simili ci sono in tutta Europa : e’ una procedura quindi che non riguarda i cosidetti “clandestini” ,ma solo persone e nuclei familiari che sfuggono da guerre o persecuzioni politiche o religiose.

‎2) In tutti i dibattiti sui media e nelle dichiarazioni pubbliche nessun esponente politico ha negato la giustezza dell’accoglienza per chi sfugge dalle guerre. Si e’ fatta spesso differenza tra richiedenti asilo e “migranti per cause economiche”, negando da parte di alcuni l’opportunita’ di accoglienza per i secondi.
Senza entrare in questo tipo di valutazione, lo Sprar comunque non riguarda i “migranti economici”.

3) Il 25 gennaio scorso i Sindaci sono stati convocati dal Prefetto ‎che ha fatto presente che era aumentata l’esigenza di collocazione di richiedenti asilo nella Provincia di Roma. Riunioni analoghe si sono tenute naturalmente in tutte le Prefetture d’Italia.
Per quanto riguarda la Provincia di Roma un terzo dei Comuni aveva gia’ aderito spontaneamente nel 2016 (nella nostra zona ad esempio S.Marinella e Tolfa) :la proposta della Prefettura era di 140 persone a Ladispoli,anche scaglionate negli anni.
Per i Comuni c’era e c’e’ la possibilità di presentare progetti di accoglienza (gestiti direttamente dagli Enti Pubblici) entro Aprile e Settembre di ogni anno.

4 ) Successivamente ho chiesto un incontro diretto con il Prefetto, incontro che si e’ tenuto il 28 Marzo scorso.
Al Prefetto ho riferito che Ladispoli e’ sempre stata una città accogliente e solidale e quindi non ci saremmo tirati indietro. Ho fatto pero’presente alcune difficoltà : l’avvicinarsi della stagione estiva,periodo nel quale e’ più difficile trovare appartamenti da affittare ; la carenza di personale del Comune, soprattutto nel settore Servizi Sociali, settore che dovrebbe gestire eventuali progetti Sprar. Ho detto comunque al Prefetto che poteva essere portato in Consiglio Comunale a Settembre 2017 un progetto per 40 persone richiedenti asilo (naturalmente ho fatto presente che ci sarebbero state le elezioni comunali a Giugno e i progetti e le volontà sarebbero potuti variare).
Nei due incontri avuti ho chiesto di non attivare bandi da parte della Prefettura per Ladispoli,bandi ai quali avrebbero potuto rispondere proprietari di ex Alberghi o strutture analoghe. L’eventuale accoglienza gestita dal Comune avrebbe dovuto riguardare nuclei familiari in appartamenti.
5 ) Tutte queste cose sono state oggetto di comunicati stampa da parte del Comune, ripresi dalle testate locali e commentati da diversi consiglieri della passata consiliatura, e non c’e’ stata quindi nessuna “sorpresa guardando nei cassetti ” su questo qrgomento.

Fatta chiarezza su quanto avvenuto finora, vorrei esporre alcune considerazioni:

1) Accogliendo le osservazioni di molti Sindaci, il governo e le Regioni hanno messo a disposizione dei Comuni che accetteranno di gestire gli Sprar‎ ,somme aggiuntive da spendere autonomamente per i Servizi Sociali verso i residenti.

‎2) Le somme necessarie per gestire gli Sprar vengono dai fondi europei: non solo quindi non ci sono spese per i Comuni ,ma ci sono a disposizione somme aggiuntive che possono essere spese a favore dei residenti in stato di necessità.

3) A Ladispoli, come in tante altre città italiane, ci sono da anni diversi richiedenti asilo assistiti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite. Nel nostro Comune sono almeno trenta,ma nessuno se ne e’ accorto perché non c’e’ stato da parte loro alcun problema.
In conclusione penso si possa fare una riflessione,al di fuori di ogni stumentalizzazione politica : premesso che non ci sono costi per ‎il Comune ,che anzi avrebbe fondi aggiuntivi per i residenti, premesso che l’accoglienza per il 2018 potrebbe riguardare nuclei familiari per un totale di 40 persone in appartamenti sparsi nella citta’,premesso che Comuni del nostro comprensorio hanno gia’ in atto progetti simili : pensiamo davvero che lo Sprar di queste dimensioni possa creare turbativa alla vita della nostra cittadina?
E,ultime considerazioni: l’accogliere chi fugge da guerre o persecuzioni non e’ un principio di civiltà e umanità che la comunità internazionale si e’ data, almeno dal secolo scorso?
E se non si e’ pronti a fare la propria piccola parte, come si può chiedere agli altri paesi europei di accogliere chi arriva in Italia ma vorrebbe poi andare in altre nazioni?