Si stende sul davanzale in mansarda, perde l’equilibrio e precipita: Allumiere piange David Conti • Terzo Binario News

Si stende sul davanzale in mansarda, perde l’equilibrio e precipita: Allumiere piange David Conti

Lug 18, 2023 | Allumiere, Carabinieri, Cronaca

Si stende sul davanzale in mansarda, perde l’equilibrio e cade di sotto, da un’altezza di una dozzina di metri.

Così ha perso la vita stanotte David Conti, 46enne di Allumiere. A trovarlo, ieri mattina sono stati i vicini quando ormai non c’era più niente da fare.

Il paese è scosso per quanto accaduto. David da anni viveva a Roma con la compagna, alle dipendenze della Selex, azienda di informatica, senza però rinunciare a tornare in collina dalla mamma. E proprio nell’abitazione della madre di via Monte Roncone (nella contrada del Ghetto, vicino al santuario della Madonna delle Grazie) ha trovato la morte.

Stando alle indagini svolte dalla stazione dei Carabinieri di Allumiere, con i rilievi effettuati dal Nucleo Radiomobile della compagnia di Civitavecchia, sembrerebbe che il 46enne fosse abituato a stendersi all’aria aperta sul davanzale della mansarda, senza che però questa montasse dei parapetto.

Per cause che stabilirà l’autopsia, Conti è precipitato. Correva voce circa un possibile suicidio ma gli inquirenti escludono questa possibilità. È stata una disgrazia, che ha lasciato sgomenta Allumiere.

Le associazioni del paese non riescono a capacitarsi di come sia successo e sui propri canali social hanno voluto ricordare David Conti. Su tutti la contrada Ghetto e gli Amici della Musica allumieraschi: «Tutta la Contrada Ghetto si stringe in un grande abbraccio alla famiglia Conti. Ti ricorderemo così, felice e vittorioso. Grazie per aver fatto parte di noi, sarà difficile dimenticarti. Che tu possa riposare in pace e vegliare sui tuoi cari. Ciao David» il ricordo dei contradaioli. «Sei stato un ragazzo allegro, solare, pieno di entusiasmo e di voglia di vivere , sempre circondato da tanti amici. Appena potevi tornavi in paese e correvi a salutare la banda, la nostra banda, quella in cui sei entrato da bambino e in cui sei cresciuto, quella in cui per anni hai suonato, prima il flicorno e poi la tromba. Sei stato l’animatore di tutte le nostre gite, il compagno d’avventura ideale, l’amico con il cuore più grande. All’improvviso siamo in silenzio, i nostri strumenti non hanno fiato» l’omaggio degli Amici della Musica.