Santa Marinella, Fiorucci: "La Perla deve puntare sul turismo invernale" • Terzo Binario News

Santa Marinella, Fiorucci: “La Perla deve puntare sul turismo invernale”

Ott 24, 2018 | Senza categoria

“Santa Marinella nell’immaginario Comune vivrebbe solo d’estate, di turismo estivo, e purtroppo ultimamente di presenze “mordi e fuggi”. Da albergatore, da cittadino , da consigliere comunale mi piacerebbe che la considerazione , la vocazione turistica della nostra città fosse stravolta, benevolmente.

Santa Marinella può, anzi deve vivere anche d’inverno! Le potenzialità che corrono tra la Via Aurelia, il mare e le colline sono enormi , e ridurle alla sola Estate è sintomo di scarsa programmazione e poca sensibilità recettiva. Da bravi amministratori, imprenditori lungimiranti, cittadini impegnati abbiamo l’obbligo di far crescere e promuovere Santa Marinella anche quando la stagionalità la relegherebbe a sito turistico prettamente estivo. Ai più non può sfuggire, passeggiando in città , la presenza di turisti esteri che apprezzano l’ancora mite e soleggiato clima …bene a questi visitatori noi dobbiamo offrire un soggiorno fatto si di sole e mare, ma anche di scorci romantici, resti antichi, Castelli incantati e soprattutto di sorrisi, accoglienza, e decoro urbano. L’imperativo deve essere pianificare strategicamente, programmare nel medio lungo periodo. Per farlo, ritengo si debba partire da ciò che abbiamo, dal territorio, dalle risorse, chiaramente con una opportuna riqualificazione. Da imprenditore, mi piacerebbe immaginare che la destagionalizzazione del turismo di Santa Marinella passasse dapprima per un’organizzazione delle risorse del territorio: esercenti, associazioni, Enti sovracomunali. Poi sarebbe giusto “confezionare” l’offerta turistica, affidandosi a tour operator che sappiano “vendere” soggiorni tutto l’anno, sfruttando , ricordiamolo, un potenziale flusso di migliaia di persone che viaggiano sulla direttrice Civitavecchia –Roma: sono certo che potremmo loro offrire giornate uniche su un litorale prezioso. Per perfezionare il tutto, dopo le Istituzioni e gli operatori locali, ecco i fruitori finali, i cittadini, coloro i quali gioverebbero di ricadute economiche, visibilità, possibilità di lavoro. I cittadini potrebbero partecipare con idee, associazionismo, partecipazione. Bisogna fare sistema! Il territorio offre davvero tanto, ma dobbiamo tirar fuori il meglio. L’accoglienza turistica va ripensata, rimodulata. Penso ad appuntamenti periodici con il management dei grandi operatori turistici, a tour per le produzioni televisive, a contatti con le federazioni sportive, all’offerta per soggiorni studio (campi archeologici, naturalistici). Il tutto però stride con qualche altra considerazione di sviluppo: quella urbanistica, a volte indiscriminata. L’idea delle case popolari, di ulteriori strutture non ben definite, ancora cemento, ancora grigie colate camuffate dalla voce “servizi” possono minare l’idea, mai sopita, di una città che potrebbe essere protagonista nel panorama turistico regionale. Per ovviare alla potenziale esigenza di case popolari prenderei l’esempio del Comune di Prato dove l’amministrazione ha indetto un bando per l’acquisto di appartamenti e palazzine da privati da adibire a case popolari, ciò con un indiscusso vantaggio sia a livello ambientale che economico.
Ho l’idea di una città che coccoli il turista, tutto l’anno. Lo accolga indirizzandolo alla meglio verso un tessuto urbano fatto di verde, di dimore storiche, terrazze sul mare, buona cucina, e passeggiate al tramonto. Penso ad una Fiera del borgo, un momento per catapultare il gioiello CacciaRiserva tra le mete ambite sui depliant di tutto il Mondo, oppure uno Stato maggiore del turismo Regionale, da ospitare proprio in Città. E poi, un invito al recupero, della memoria, del passato. Restauriamo i fontanili, i casolari, le testimonianze antiche lungo l’Aurelia, magari con l’aiuto dei privati.
Si potrebbe inoltre, con l’aiuto di realtà Nazionali (vedi bus ecologici Enel a Civitavecchia) predisporre navette ecologiche in grado di trasportare in lungo ed in largo chi voglia apprezzare le nostre bellezze.
Poi, con un pizzico di romanticismo, incentiverei l’apertura di botteghe artigianali, riproponibili attraverso contributi Regionali, fondi europei, microcredito. Significherebbe rivitalizzare un tessuto fondamentale fatto di sapienza e passione, maestri d’ascia, incisori, fiorai, pescatori…un passato romantico”.