Omicidio Vannini: una petizione alla Ministra Trenta per ascoltare il Brigadiere Manlio Amadori • Terzo Binario News

Omicidio Vannini: una petizione alla Ministra Trenta per ascoltare il Brigadiere Manlio Amadori

Apr 28, 2019 | Cerveteri, Cronaca, Ladispoli

Una ulteriore deposizione del Brigadiere Manlio Amadori potrebbe riaprire interessanti scenari per ricostruire le cause che hanno portato alla morte di Marco Vannini.

Ne sono convinti in tanti sia dopo la prima deposizione del Brigadiere che dopo le sue dichiarazioni all’inviato de Le Iene Giulio Golia.

Amadori sembra non essere convinto che a sparare quella notte sia stato Antonio Ciontoli. Un fatto messo in parte in evidenza con la sua dichiarazione circa la volontà di non mettere nei guai suo figlio Federico.

Del resto i buchi sulla ricostruzione di quanto avvenuto quella notte in casa Ciontoli sono numerosi. Al momento la verità processuale è di fatto affidata a quelle che sono le dichiarazioni degli imputati, che più volte hanno dimostrato di non dire la verità. Questo emerge in maniera abbastanza evidente in Antonio Ciontoli che racconta almeno due versioni completamente opposte di come sono andati i fatti. Ma vi è un passaggio poco chiaro circa il ruolo di chi ha messo in sicurezza le armi.

Questa la richiesta inviata al Ministro della Difesa che sta in questi minuti raggiungendo la soglia di 5.000 firme in pochissime ore.

Caro Ministro,

abbiamo appreso in questi ultimi mesi tanta vicinanza da parte delle Istituzioni alla Famiglia Vannini, soprattutto per le incongruenze che ci sono state e continuano ad esserci, ma che nell’ultima sentenza depenalizzano ancora coloro che hanno cagionato la morte di Marco.

Nelle tante vicinanze abbiamo appreso anche la sua e per questo le chiediamo la cortesia di perdere ancora del suo prezioso tempo riguardando l’ultima puntata del giorno 24 Aprile 2019 delle Iene che ha dedicato quasi quattro ore, facendo un sunto complessivo tra indagini intercettazioni e testimonianze.

Nelle testimonianze alla fine il conduttore (Golia) si è anche dedicato al Brigadiere (all’epoca nella Caserma di Ladispoli) Manlio Amadori.

L’ex Brigadiere, che lavorava proprio quella notte, ha fatto intendere alla fine che lui onora l’arma e non si terrà mai indietro per la ricerca della verità, ma una verità che deve andare di pari passo con la realtà.

Realtà secondo il Brigadiere che non può esprimere per non avere conseguenze nell’ambito del suo lavoro… in pratica fa capire che se avesse le autorizzazionpotrebbe rispondere a delle domande giuste e inerenti a quella notte e fa capire soprattutto che vorrebbe parlare a nome di tutti i Carabinieri Onesti.

E allora caro Ministro chi meglio di Lei può autorizzare adesso il Maresciallo Manlio Amadori e magari dare un po’ di luce di quella maledetta notte?

Milioni di Italiani vorrebbero essere rappresentati da tutte le Istituzioni, soprattutto chi ha perso questo figlio, cioè Mamma Marina e Papà Valerio che ogni giorno, ogni udienza, ma soprattutto ogni sentenza si sentono trafitti da migliaia coltellate nonostante tutto!

Non vorremmo n’è stracciare le tessere elettorali e neanche espatriare….però chiediamo chiarezza che non c’è mai stata!

Gli Italiani.