“L’indice Istat sulla fiducia delle imprese e dei consumatori e’ in profonda discesa.
Normale, con 130 miliardi di consumi in meno. Soltanto a Pasqua le chiusure previste incideranno per 2,8 miliardi.
Premetto che stiamo vivendo una situazione drammatica ,per le vittime, per il sistema sanitario, per l’economia, o almeno una parte di essa.
Va dato atto alle imprese del terziario, e alle proprie organizzazioni, di avere garantito il rispetto della legge; affidarsi ad un populismo economico, e dire di aprire nonostante i divieti sarebbe stato più semplice.
Bisogna essere consapevoli che la legalità e ’il prerequisito necessario per uno sviluppo economico sano ,ed il rispetto delle leggi, in particolare, in un paese dove molto spesso sulla base di morali personali si invita a non rispettare leggi e contestare decisioni della magistratura. Scrivere “io sto con chi apre “avrebbe avuto migliaia di like,ma avrebbe scardinato la logica dello stato.
Ora però la situazione sta assumendo veramente contorni tragici devastanti sia per l‘economia ,sia per le persone che per le aziende.
Per chi non ha mai frequentato il mondo del commercio, le botteghe,non può comprendere che la incertezza può essere l’unico elemento che mette in crisi i bilanci.
I bottegai non occupano strade, non fanno scioperi,vogliono semplicemente tirare su le serrande e lavorare.
L’incertezza sul futuro,ovviamente è comprensibile in un momento sconvolgente come quello che stiamo vivendo,ma difficile da gestire dalle aziende,dopo un anno di chiusure/aperture.
Credo che non solo alcune imprese ,ma un intero sistema rischi di saltare, con conseguenze evidenti sia dal punto di vista economico,che occupazionale.Solo,il turismo determina il 14% del nostro pil.In questa città oltre Il 60% dell’occupazione deriva dal terziario.E si deve aggiungere che a Civitavecchia è venuto meno tutto l’indotto delle crociere.
Anche la Pasqua ormai è ormai andata,e non credo che si possano sopportare ulteriori ipotesi di chiusura.O meglio C’e’ bisogno di un cambio di passo ,per cui ci sono soltanto due soluzioni possibili.
Bisogna pianificare le aperture sulla base di protocolli rigidi, decisi da medici e organizzazioni, ma che permettano la sopravvivenza di un intero sistema produttivo. Ho detto volutamente la sopravvivenza ,non lo sviluppo.
Segnali di ripresa estiva nel comparto turistico ci sono, ma solo a fronte di una campagna vaccinale poderosa,e nel mettere fine a errori clamorosi,decisioni errate.
Nel caso in cui queste ipotesi non fossero possibili,sarà necessario allora pensare a forme di indennizzi diversi da quelli ad oggi previsti. Quelle relative all ultimo decreto sono state veramente scarse, sulla falsariga del governo passato ,utili ad imprese zombie,ma insoddisfacenti per le aziende che vogliono tenersi sul mercato. Queste insieme a sostegni sulle liquidità, sgravi fiscali consistenti, ammortizzatori sociali, sono le uniche forme per mettere fine ad una tragedia di proporzioni bibliche, da un punto di vista sanitario, ma altrettanto tragiche per alcuni settori economici; identità e risorsa per questo paese e di questa città. Basta dare uno sguardo al nostro centro storico, ormai pieno di negozi chiusi, per comprendere la situazione.
Cultura,commercio ,turismo sport,sono elementi di sviluppo e di occupazioni rilevanti,ma sono a rischio deflagrazione o scomparsa.
Bisogna avere la consapevolezza di perdere ,per sempre,un vero sistema economico ,ad oggi determinante per il nostro sviluppo,per la sicurezza,e per l’attrattivita delle nostre città.
Bisogna fare di tutto per salvarlo e permettere di tornare a lavorare: a tutti i livello istituzionali”.
Tullio Nunzi
