Mazzarino parte da Montecitorio, passa da Santa Marinella e arriva a Ladispoli

Giu 9, 2026 | Ladispoli, Nazionali, Politica

Ebbene si, sebbene non richieste torniamo a proporre ai lettori le nostre considerazioni di politica spicciola, per chi vorrà avere la pazienza di leggerci.

Abbiamo deliberatamente saltato a piedi pari tutta la fase del referendum  e delle elezioni per non dare l’impressione di tifare per l’uno o per l’altro mentre, tradizionalmente le nostre considerazioni cercano di volare al di sopra delle fazioni, più o meno interessate.

Il giro di elezioni amministrative è terminato ed il risultato a livello nazionale è che non c’è stata spallata al governo, tanto che nei comuni da doppio turno da qualche parte ha vinto il centrosinistra, da altre il centrodestra provocando non pochi mal di pancia.

Questo nonostante il risultato del referendum che aveva acceso qualche speranza ma, parafrasando quanto riportato come detto dal Presidente Prodi “…magari ce l’avessimo noi una Meloni”. Ma si parlava di amministrative, dei sindaci, quelli che stanno vicini ai cittadini, che vengono giudicati per ciò che fanno e non per le ideologie generiche e la prova vivente è Vincenzo De Luca che con una dura ossatura di Liste Civiche ha ‘stravinto’ a Salerno, dove è evidente che ricordano ancora quanto abbia trasformato la città, nonostante le sue posizioni non sempre ortodosse con i politici di mestiere.

E come lui molti altri sindaci si sono imposti portando avanti una immagine principalmente civica, con le mani abbastanza libere dalle segreterie di partito, tanto che in molti casi le hanno tenute a basso profilo, proprio per accattivarsi l’elettorato che guarda con diffidenza i partiti. Guardando le elezioni dell’ultimi quindici anni ci sembra si possa dire che è sempre più cresciuta la diffidenza, ove non addirittura il disprezzo per la politica, specialmente quella calata dall’alto.

Ma la politica non sembra accorgersene e continua a pensare di essere scelta per i propri meriti mentre invece è spesso scelta come tentativo di cambiare nella speranza di cambiare la decadenza sociale che vive l’Europa nel suo complesso.

Così abbiamo visto partiti e politici crescere e sprofondare in tempi brevissimi, tanto è valso per Alleanza Nazionale, i 5 Stelle, per Renzi ed oggi vediamo in difficoltà La Lega ed anche la Meloni, sicuramente facilitata dalle difficoltà altrui. Gli elettori quando vanno a votare scelgono di pancia, non per scelte razionali o conoscendo cosa viene proposto, e da qui conseguono le basse percentuali al voto e le crescite steroidee seguite da depressioni nel giro di pochi anni.

Venendo alle nostre parti ciò si è palesato nel successo a Santa Marinella del dott. Manuelli, al quale, ovviamente, vanno i nostri complimenti e gli auguri di buon lavoro. Qualcuno pensiamo dovrebbe riflettere su questo schema-identikit. Innanzitutto non era un iniziato dell’amministrazione avendo avuto esperienze precedenti, perché la competenza è fondamentale per poter garantire una buona amministrazione.

Ma crediamo che l’arma vincente sia stata aver caparbiamente optato per una scelta totalmente ed orgogliosamente civica e questo lo ha premiato. Sconfitti sono stati i partiti sia di sinistra classica con Tidei che rappresentava il vecchio sistema, ma anche la destra che pure presentava un candidato sulla carta civico, ma blindato dalla nomenklatura di partito che ha fatto passerella al gran completo per supportarlo ma, probabilmente ha finito per danneggiarlo.

Diverso è stato l’approccio di Tidei il quale, sapientemente, ha scelto un basso profilo con un enforcement peraltro sfuggito alla maggior parte degli elettori.

Quindi cos’ha veramente vinto a Santa Marinella? Un candidato con una forte impronta civica, competente di amministrazione, dietro il quale un vecchio politico ha avuto il buon senso di non fare la primadonna.

Cos’ha perso? Un onesto candidato che al primo turno si era imposto con una buona percentuale ma supportato dalla vecchia politica che non ha capito che la politica della “passerella dei potenti” ormai non incanta più gli elettori.

Risultato finale ribaltato al ballottaggio con un impietoso 62% a 38%. I voti impietosi dimostrano questo e qualcuno che era stato indicato a dirigere questa campagna campale dovrebbe spiegare perché Gasparri non ha attratto voti dopo il primo turno. L’unica ad aver intuito l’andazzo è stata la dirigenza di Forza Italia che ha presentato una candidata indipendente che poche speranze poteva avere viste le premesse.

Probabilmente a Cerveteri e Ladispoli qualcuno dovrebbe cominciare a trarre qualche conclusione. Sia a Cerveteri che a Ladispoli è evidente il crescere di attività guerrigliere di sottobosco che vorrebbero far cadere i sindaci per evitare di far loro gestire gli ultimi mesi di consigliatura.

A Cerveteri la Gubetti sta “come d’autunno sugli alberi le foglie” appesa ai capricci di personaggi ancora non sazi di potere, con qualcuno riccamente retribuito con soldi pubblici con l’arroganza di chi non rispetta la legge di rendere pubblico il proprio compenso.

A Ladispoli l’intento è lo stesso ma nessuno vuole intestarsi pubblicamente la responsabilità di far cadere il sindaco Grando per cui preferisce agire nell’ombra. E’ abbastanza squallido vedere gente che per anni ha gestito milioni con varie deleghe, non sempre con trasparenza adamantina, essersi messa a tramare per raccogliere i frutti e puntando sull’unzione dagli alti papaveri cercando di essere nominato candidato sindaco.

Chi ci legge sa che non abbiamo mai fatto sconti al sindaco Grando, ma con coerenza neanche a chi ha fatto per anni opposizione da operetta. Così abbiamo sempre denunciato che la devastazione urbanistica è cominciata dopo l’amministrazione Ciogli con l’amministrazione Paliotta e continuata dall’amministrazione Grando anche con sceneggiate poco degne della dignità che dovrebbe avere l’aula di un consiglio comunale che sono state però fumo negli occhi.

Ma è deprimente vedere personaggi che con il sindaco Grando hanno avuto deleghe importanti comportarsi oggi come se fossero rivoluzionari zapatisti glissando sul proprio passato pretendendo di essere unti dai loro signorotti per essere uno candidato sindaco e l’altro manovratore occulto. Andando a memoria abbiamo visto molte cose che abbiamo sempre stigmatizzato, dal concorso di Allumiere al discutibile pozzo di Statua al Castellaccio di Monteroni ancora senza un senso pratico, al rapporto con ATO2 che non ci sembra efficiente e molto altro ancora.

Sempre a Ladispoli abbiamo assistito ad un project financing di circa 30 milioni di euro per l’illuminazione pubblica senza che sia stata creata una società di scopo come imposto dall’art. 194 del codice degli appalti. Ebbene questi personaggi ambiscono a diventare e pilotare il prossimo sindaco di Ladispoli rinnegando Grando prima del cantar del gallo, quel Grando che ha garantito loro dieci anni di governo e potere diversamente gestito. Viceversa il sindaco Grando sembra aver intuito che l’onda nuova deve svincolarsi dai partiti e sta approntando una coalizione di liste civiche salvo poi trovare il candidato giusto cosa non facile perché non potrà essere uno degli yes men per palese carenza di capacità amministrative e prova ne sono vari incidenti di percorso in cui sono caduti.

A sinistra brancolano personaggi che, come Diogene, girano con la lampada cercando l’uomo, o la donna. C’è un usato come Ascani che per ora non ha ricevuto grande riscontro alla presentazione mentre il PD sta cercando il suo nome. Ci sembra che Ladispoli Attiva possa vantare una posizione civica con sani principi che ha coerentemente portato avanti anche se non sembra avere ancora un peso specifico di esperienza amministrativa in grado di garantire sufficiente esperienza, almeno per ora.  Se questo pretende di essere il nuovo possiamo citare Manzoni “Non sempre quello che viene dopo è progresso”, ma abbiamo ancora alcuni mesi prima di conoscere i nomi dei candidati che verranno messi in campo come pure i programmi, ma di questo parleremo in un futuro prossimo.

Cardinal Mazzarino

(immagine IA)