di Francesco Scialacqua
Tariffe in alcuni casi raddoppiate rispetto al passato. Questa la sorpresa per alcune associazioni sportive che usufruivano da anni di strutture comunali.
Il comune ha emesso il nuovo bando per l’assegnazione delle strutture pubbliche sportive da utilizzare negli orari liberi. Si tratta per lo più di palestre scolastiche che il pomeriggio non sono utilizzate dalle scuole e vengono affidate alle tante associazioni sportive del territorio. Ogni anno l’ente emette un bando per la selezione delle associazioni e pochi giorni fa Palazzo Falcone ha annunciato la pubblicazione ai fini dell’assegnazione della prossima stagione.
Le associazioni però non avevano fatto i conti con il cospicuo aumento delle tariffe deciso dalla giunta comunale ad inizio anno. Era il 23 gennaio 2018 quando l’amministrazione aveva determinato le nuove tariffe per i “Servizi pubblici a domanda individuale” tra cui rientrano la mensa per anziani, la refezione scolastica, la gestione del teatro e degli immobili adibiti ad uso culturale e gli impianti sportivi. Tra questi servizi quelli ad aver avuto un aumento considerevole sono stati proprio questi ultimi.
Le palestre, che sono catalogate in 4 categorie (A,B,C,D) hanno per il prossimo anno tariffe pressoché raddoppiate. Il costo orario per le palestre di categoria A passa da 9 a 16 euro e da 18 a 32 euro nei giorni di sabato e domenica. Le palestre categoria B passano da 6,10 euro a 12 euro l’ora, da 12,20 a 24 euro il sabato e la domenica. Le palestre categoria C passano da 3,80 euro a 8 euro l’ora, oltre il doppio rispetto al passato. Le palestre categoria D passano da 2,25 a 4 euro. Aumentano le tariffe anche per i campi esterni da 2,25 a 3 euro all’ora.
Va poco meglio per gli impianti sportivi il cui canone mensile aumenta rispetto al passato. La tariffa per il campo da calcio di Marina di San Nicola passa da 800 a 850 euro al mese, il Bocciodromo di Via Bordighera passa da 250 a 300 euro al mese, il Pattinodromo di via Canova passa da 300 a 350 euro mensili.
Le associazioni sono preoccupate. Gran parte di queste svolgono attività senza fine di lucro e con il raddoppio dei canoni di locazione rischiano di non rientrare economicamente per il servizio che svolgono. Inevitabile sarà una ripercussione nei costi delle attività che saranno sostenute dai cittadini.

