Ladispoli, oggi l'installazione dei nuovi cestini ma lo svuotamento si paga dallo scorso 25 giugno - Terzo Binario News

di Francesco Scialacqua

Sotto forma di smentita il delegato all’igiene urbana del comune di Ladispoli Carmelo Augello conferma quanto da noi scritto circa l’aumento del contratto di raccolta rifiuti.

L’appalto rifiuti è infatti aumentato di 228.573,46 euro a fronte di nuovi servizi per 321.172 euro e per depotenziamento di altri per un importo di 111.046 euro. Ma andando a studiare la documentazione e la variante di perizia emergono numerose incongruenze a partire dal fatto che il potenziamento dei servizi, tra cui lo svuotamento dei cestini, riguarda il periodo che va dal 25 giugno scorso al 9 settembre prossimo, mentre le nuove postazioni a 4 cestini costate 83.000 euro stanno per essere installate solo oggi (9 agosto).

La perizia della variante riporta un computo analitico preciso dei costi di tutti i servizi aggiuntivi, quantificando le ore di lavoro richieste ed il relativo prezzario orario. Prezzi fatti per lo svuotamento di “46 ecopostazioni per la raccolta differenziata” postazioni quindi a 4 cestini (uno per ciascun rifiuto) mentre dal 25 giugno ad oggi si continuano a svuotare i cestini indifferenziati che sono un quarto di quelli previsti nella perizia. In pratica dal 25 giugno si paga lo svuotamento di complessivi 184 cestini mentre fino ad oggi erano presenti soltanto 46 (del solo indifferenziato). Se per ogni servizio in più si aumenta il compenso per la Massimi perché quando viene fatto qualcosa in meno non si procede alla decurtazione? Va detto infatti che per ricavare gli importi da destinare ai nuovi acquisti il comune ha proceduto a depotenziarne altri. Da settembre infatti saranno diminuiti rispetto allo stesso periodo degli scorsi anni lo spazzamento delle strade e la pulizia in zona mercato. Se si fosse invece provveduto a sottrarre le prestazioni che non sono state effettuate forse tale depotenziamento si sarebbe potuto evitare. Facendo infatti gli stessi calcoli presenti nella perizia (di cui alleghiamo le immagini) risulta che il servizio di svuotamento delle ecopostazioni è previsto per un complessivo di 77 giorni, di cui 53 feriali e 24 festivi tra il 25giugno ed il 10 settembre. Il servizio costa per ogni giorni feriale 878,20 euro mentre nei giorni festivi 1.1149,36 euro. Il costo totale è di 74.139,13 euro. Ammesso che i cestini saranno svuotati per la prima volta domani 10 agosto in quanto posizionati per la prima volta oggi il servizio effettivamente verrà effettuato per 31 giorni invece che 77. Il costo da riconoscere alla ditta sarebbe quindi di 30.000 euro piuttosto che 74.139 risparmiando quindi 44.000 euro (metà del costo dei cestini). Non riconoscere questa evidenza significherebbe tutelare gli interessi della ditta piuttosto che quelli del comune e dei cittadini e ci auguriamo che il delegato Augello abbia già provveduto a dare mandato di modifica all'”Atto di sottomissione e verbale nuovi prezzi”.

Ma anche sulla fornitura dei cestini emergerebbe un’anomalia portata in luce da Gianni Crimaldi, da sempre critico sull’appalto di igiene urbana al punto da diventare personaggio scomodo per la passata amministrazione. Per Crimaldi è del tutto anomalo che si introduce una fornitura all’interno di un appalto di servizio. L’acquisto dei cestini sarebbe dovuto essere effettuato direttamente dal comune mentre l’installazione spetterebbe alla ditta che svolge il servizio in quanto previsto dall’appalto. L’importo per i cestini, circa 83.000 euro, sarebbe dovuto quindi passare per appalto di fornitura in quanto superiore alla soglia di 40.000 euro. L’appalto avrebbe messo in competizione più fornitori con un ribasso del prezzo. La fornitura come variante del contratto invece lascia alla ditta possibilità di ulteriore margine nell’acquisto senza alcuna comparazione di offerte.

Ma altra questione di cui da mesi non riusciamo ad avere risposta da Augello riguarda le anomalie riscontrate in una nostra inchiesta sull’appalto. Secondo il delegato “Il Comune paga un servizio che deve essere garantito e la ditta, per assurdo, potrebbe assumere anche 5000 operai”. La curiosa affermazione del delegato, che sembra prendere le difese della ditta piuttosto che difendere gli interessi del comune che rappresenta, è falsa in quanto in sede di gara e di offerta la ditta si è impegnata a garantire un numero ben preciso di addetti e di mezzi. Da anni infatti le rappresentanze sindacali fanno presente che il numero di addetti non è mai aumento di fronte ad un aumento dei servizi. Dall’aggiudicazione del 2014 ad oggi l’appalto sarebbe aumentato di 4 milioni di euro soprattutto per l’incremento di prestazioni. Suona del tutto anacronistico che all’aumento dei servizi non sia corrisposto un proporzionale aumento di addetti impiegati. In pratica la ditta svolge 4 milioni di servizi in più con lo stesso numero di operai e quindi senza aumentare le sue spese.

E’ chiaro che qualcosa non torna ed il nostro portare alla luce certe anomalie non è, come sostiene per vittimismo Augello, un modo per attaccare l’amministrazione comunale, ma per dare uno spunto di miglioramento ad un servizio che risulta anomalo da anni, da quando il delegato nella vita si occupava d’altro e noi seppure con al governo della città un’amministrazione di colore opposto scrivevamo sostanzialmente le stesse cose. Le nostre stesse considerazioni sulle varie anomalie erano tra l’altro condivise dall’allora consigliere d’opposizione Alessandro Grando che più volte ha cercato di fare chiarezza sull’aumento indiscriminato della TARI a Ladispoli. Non vorremmo che le cose si reputano vere quando fanno comodo e false altrimenti.

Pubblicato giovedì, 9 agosto 2018 @ 11:43:10     © RIPRODUZIONE RISERVATA