Ladispoli, Assobar su TARI commercianti: "Nuovo regolamento sarà un salasso" • Terzo Binario News

Ladispoli, Assobar su TARI commercianti: “Nuovo regolamento sarà un salasso”

Apr 4, 2016 | Ladispoli, Politica

Riceviamo e pubblichiamo  dal presidente di Assobar Marco Nica – Prendiamo consapevolezza del fatto che l’amministrazione comunale delle esigenze dei commercianti non ne vuole sapere niente.

Nessuna categoria e stata convocata (come invece prevede la normativa) per la stesura del nuovo regolamento TARI C’è  da dire tra l’altro che neanche ci avevano avvertito di un nuovo regolamento che sostituisce quello esistente. Molti commercianti si sono organizzati ad inizio anno in base al  regolamento ancora in vigore datato luglio 2015, ma siamo venuti a conoscenza del nuovo regolamento nella seduta di consiglio comunale del 31 marzo e per fortuna grazie al suggerimento del consigliere Grando l’amministrazione ha capito l’importanza di confrontarsi con le categorie che producono i rifiuti speciali, cioè commercianti e artigiani ed imprese.

Molti i punti da chiarire nel nuovo regolamento tari 2016 (almeno per le utenze non domestiche ) In primis il costo effettivo della  tariffa dato. Non di riesce a capire quanto effettivamente si deve pagare al comune.  Poi  lo sconto da applicare per chi non usufruisce del servizio comunale. Si parla del 30% sulla parte variabile quando la normativa prevede uno sconto pari alla quantità di rifiuto che viene portato a riciclo.

Se si dovesse confermare uno sconto del 30 % sarebbe un salasso per i commercianti sia se usufruiscono del servizio comunale che privato.

Sinceramente pensavamo che l’amministrazione nel decidere le sorti e le tariffe da adottare legate alla categoria dei rifiuti speciali ci avrebbe chiamato  in causa almeno nella fase istruttoria.

Sia chiaro ognuno è padrone di fare ciò che vuole e prendersi le responsabilità delle sue azioni, ma poi non si venga a dire che i commercianti  o almeno una  parte (quella che non usufruendo del servizio comunale , sta smaltendo il rifiuto a proprie spese e non alle spalle dei cittadini ) , sono dei disfattisti e confusionari.

Il comportamento ambiguo ed arrogante del 2015 a gia portato a risultati assurdi , tra cui il mancato pagamento della TARI da parte dei commercianti per colpa del comune che non sa cosa fare con lo sconto e relativo ammanco finanziario nel bilancio comunale. Inoltre l’amministrazione ha fatto sì che si distinguessero due categorie di commercianti una che si è pagata, e si paga da sola  lo smaltimento e che ha diritto allo sconto secondo normativa  e una che ha usufruito del servizio comunale non pagando  lo smaltimento (per i iniziativa del comune)  creando un danno erariale  a tutti i cittadini (sia chiaro non per colpa dei commercianti che ovviamente si sono fidati del comune) e che non hanno diritto in questo caso allo sconto.

Questo perché lo sconto è previsto secondo normativa per le utenze non domestiche che producono rifiuti speciali  provvedendo autonomamente al loro smaltimento tramite ditta privata con il rilascio dei FIR.

Nel secondo gruppo di commercianti (quelli serviti da ditta comunale) il comune ha più volte dichiarato che non ha fatto pagare  lo smaltimento perché è in regime di privativa e che ha assimilato i rifiuti speciali agli urbani.

Punto primo se fosse così lo ha fatto solo per  alcuni commercianti senza farlo sapere ad altri. Punto due per entrare in regime di privativa si doveva fare una delibera di consiglio comunale e non la si è fatta
Punto tre se ha assimilato i rifiuti speciali agli urbani ha di fatto tolto, ai commercianti serviti, l’unico motivo che la legge prevede per applicare lo sconto. Quindi i commercianti  che si sono serviti del servizio comunale do fatto non possono usufruire degli sconti promessi

tasse Speriamo che una volta tanto il buon senso prevalga e l’invito a consultare le associazioni di categoria possa servire a trovare una soluzione definitiva.