Nell’ex Parco Serbatoi esiste già un ecosistema cresciuto nel tempo. Mentre altri interventi di rimboschimento mostrano tutte le difficoltà di ricreare la natura, il Comitato chiede al Ministero di tutelare un patrimonio ambientale che appartiene alla comunità.
Ci sono numeri che raccontano una storia meglio di tante parole. Oltre 7 ettari di area verde compromessa. Migliaia di piante e arbusti perduti. Un intervento nato con finalità ambientali che non ha prodotto i risultati attesi. Ma questa vicenda racconta anche un’altra storia.
Questo Comitato ha già trasmesso diverse note manifestando la propria preoccupazione per il destino del bosco realizzato nell’area dell’ex Parco Serbatoi.
I NUMERI
- 7 ettari di area verde compromessa
- 3.580 piante perdute
- 1.322 arbusti persi
- Specie interessate: Frassini, Aceri, Querce, Pini
- Finanziamento: Fondi pubblici PNRR
«Non stiamo discutendo una compensazione sulla carta. Stiamo discutendo un bosco che esiste.»
Un bosco può essere progettato. Può essere finanziato. Può essere piantato. Molto più difficile è farlo crescere. Nell’area dell’ex Parco Serbatoi questo risultato è stato raggiunto. Per questo chiediamo che ogni decisione sul suo futuro parta da un dato semplice e concreto: non da quello che il bosco era destinato a diventare, ma da ciò che è già diventato. Un patrimonio ambientale fatto di alberi, biodiversità, suolo e tempo. Tempo della natura. Tempo che non si può ricostruire con una delibera. Per questo prestiamo la nostra voce ad un bosco che non può parlare da solo e chiediamo che venga valutato per quello che è: un bene comune.
