Nella maggior parte dei casi, la tappa finale rappresenta una sorta di passerella per il vincitore del Giro, in questo caso Pogacar, mentre a giocarsi la vittoria sono di solito i velocisti. Il percorso della tappa romana, in effetti, favorisce un arrivo in volata e tutto fa presagire che saranno proprio i corridori dallo sprint più potente a giocarsi la vittoria di tappa, ma non è da escludere un possibile attacco, magari di qualche cacciatore di tappa, nelle ultime battute di gara, visto che difficilmente le fughe verranno permesse dal gruppo.
Alla tappa finale, come dicevamo, di solito si arriva con una situazione di classifica già ben delineata. E quest’anno c’è un Pogacar che è stato il numero uno sin da subito e non vede l’ora di entrare nella leggenda poiché ha ormai staccato gli avversari nel corso delle 19 tappe, provando così l’accoppiata Giro-Tour per replicare l’impresa di Marco Pantani nel 1998, l’ultimo ciclista in grado di vincere la corsa rosa e la Grand Boucle nel corso dello stesso anno.
Anche gli appassionati di scommesse sono ormai certi che Pogacar possa ripetere quella clamorosa impresa ed entrare dalla porta principale nella leggenda del ciclismo, con un’accoppiata che fa strabuzzare gli occhi a tutti i tifosi. Sul portale Betsson Italia e non solo, infatti, le quote manifestano un’affermazione del fenomeno sloveno al Giro d’Italia. L’evento sportivo è infatti giunto alla 19esima tappa nella Mortegliano-Sappada, e Pogacar sembra pedalare verso la vittoria anche per gli addetti ai lavori, i quali difficilmente vedono qualche altro ciclista in grado di dar effettivamente fastidio allo sloveno fino all’ultimo, ovvero fino alla tappa romana. Tuttavia, ora come ora bisogna porre l’attenzione anche sul successo meritatissimo del Joker Vendrame, che a Sappada, 19esima tappa, ha attaccato a una trentina di chilometri dall’arrivo e soprattutto è riuscito con brillantezza a resistere alle incursioni degli altri ciclisti.
Il percorso della tappa di Roma
È stato proprio il direttore del Giro, Mauro Vegni, a raccontare qualche tempo fa le caratteristiche di questa ultima tappa del Giro 2024. Se nel suo complesso la corsa rosa è cominciata con delle salite notevoli già durante le prime giornate, la tappa romana è chiaramente tutta pianeggiante e, come dicevamo in precedenza, in assenza di strappi o salite, i velocisti dovrebbero giocarsi la vittoria, con una classifica che, sostanzialmente, è già bella che chiusa a doppia mandata. A proposito però di salite, si sottolinea come la 19esima tappa, ossia quella di Sappada, si sia conclusa con la grande vittoria del Joker Vendrame.
Tornando al percorso di Roma, la tappa prevede la partenza da Roma Eur: i corridori prendono la Cristoforo Colombo, poi, per raggiungere Ostia. Il traguardo, invece, sarà collocato in via di San Gregorio, dopo aver toccato alcuni luoghi iconici che rappresentano la storia millenaria di Roma, ovvero il Colosseo, ma anche i Fori Imperiali e via Vittorio Emanuele. Saranno ben otto i giri che dovranno essere eseguiti dai ciclisti nel tracciato predisposto nel centro storico della capitale.
Il circuito sarà lungo 9,5 chilometri e, come detto, si snoderà lungo le principali vie della città. Qualche breve ondulazione si intervalla a dei rettilinei piuttosto lunghi. Scordatevi una tappa che scorre lungo i sanpietrini, dal momento che i tratti in pavé che i ciclisti dovranno affrontare saranno estremamente limitati, con la tappa che si correrà più che altro su un manto stradale asfaltato.
Anche Vincenzo Nibali, vincitore del Giro nel 2013 e nel 2016, ha evidenziato come la scelta di concludere il Giro d’Italia per la seconda volta di fila a Roma è più che azzeccata, contribuendo a dare una visione differente di questa corsa in tutto il mondo. Anche le varie aziende sponsor del Giro d’Italia sono estremamente felici di tale decisione, visto che l’ultima tappa a Roma sarà senz’altro uno spettacolo unico in termini di forza, potenza, agonismo e determinazione.
Una festa per lo sport a Roma
Una carovana rosa che saprà sicuramente emozionare anche quest’anno e che la tappa del 26 maggio ne rappresenterà senz’altro la degna conclusione. Una festa in tutto e per tutto, non solo per la gara in sé, ma anche per lo spettacolo di portare Roma nuovamente ad essere capitale dello sport. D’altro canto, il legame tra ciclismo e Roma si rinsalda ancora di più. Se è vero che si tratta della prima volta che la corsa rosa termina per due edizioni consecutive a Roma, è altrettanto bello sottolineare come già nel corso della prima edizione del Giro, che si è svolta nel 1909, nella capitale fu organizzata la quarta tappa. Complessivamente, a Roma sono arrivate ben 50 tappe, compresa quella dell’edizione 2024, e per la quinta volta sarà il punto di conclusione della carovana rosa.
I numeri fatti registrare lo scorso anno, d’altro canto, evidenziano come Roma e i romani nutrono un’enorme passione nei confronti del Giro d’Italia. D’altro canto, si arriva nella capitale dopo tre settimane di grandi fatiche, ricche di emozioni, successo e tanta tensione, con un percorso che quest’anno è stato ancora più duro. Il Giro d’Italia, infatti, si è sviluppato lungo più di 3300 chilometri, e al momento i ciclisti hanno concluso dunque la 19esima tappa, dopo due crono, sei tappe in pianura e ben cinque tapponi di montagna. Si è cominciato subito in salita, in tutti i sensi, dal momento che i corridori hanno affrontato una prima tappa molto impegnativa da Venaria Reale a Torino, per non parlare della seconda tappa, con l’arrivo allo storico Santuario di Oropa.
I ciclisti sono poi tornati a salire in maniera impegnativa all’ottava tappa, da Spoleto fino a Prati di Tivo, con l’ultima ascesa particolarmente lunga, sono più di 14 chilometri, con dei tratti anche al 12%. Da cerchiare con la matita rossa sul calendario le tappe numero 15, 16 e 17, dove molto probabilmente si è deciso il Giro, ma per gran parte degli esperti in realtà non c’è mai stata competizione: si era già certi della vittoria di Pogacar dopo una settimana. Precedute dalla cronometro di Desenzano del Garda, si è partiti il 19 maggio con il tappone che ha portato a Livigno, in cui l’ultima salita ha avuto tratti con una pendenza anche fino al 19%. Selvio, Passo Pinei e Santa Cristina Val Gardena nella sedicesima tappa, mentre in quella successiva sono stati scalati Passo Sella, Passo Rolle, Passo Gobbera, e le due scalate del Passo Brocon.
