Al Salotto Belvedere apprezzata la degustazione offerta dalla “Porta del Pellegrino”, a cura della Cna Viterbo Civitavecchia, col contributo di Camera di Commercio Roma e Slow Food
di Cristiana Vallarino
Tre assaggi, a base di diversi pesci di lago, accompagnati da “bollicine” di qualità e dalle spiegazioni dei prodotti usati e della “filosfia” dietro ciascuna ricetta. Ecco ciò che è stata, giovedì pomeriggio, la penultima degustazione del calendario della “Porta del Pellegrino”, progetto “Cibo come Cultura” promosso da CNA di Viterbo e Civitavecchia, grazie al contributo della Camera di Commercio di Roma.
Ad accogliere gli iscritti, i padroni di casa del Salotto Belvedere, delizioso e accogliente locale che si affacia sul lago di Bracciano: Gioia Ruggeri e Domenico Massimini, coppia nella vita e pure ai fornelli, da quando hanno deciso di lasciare le loro professioni (lei agente di commercio, lui architetto) per dedicarsi a tempo pieno alla passione che li accomuna, la cucina. Ma di qualità, con prodotti stagionali, locali, seguendo idee innovative, inserendo nei piatti erbe e spezie inusuali, all’insegna del minimo spreco.

I due, entrambi chef dell’Alleanza Slow Food, nel loro locale servono spesso pesce di lago, non facile da reperire vista la carenza di pescatori a Bracciano. Spesso, se si trova, è di pezzatura piccola, il che, viste le molte spine, lo rende difficile tra lavorare. Giovedì hanno proposto delle sottili bruschette di pane giallo di Allumiere con coregone marinato, su una crema di legumi, condito da una riduzione di aglio nero con gocce di idrolato di alloro. E poi ravioli ripieni di luccio, in un brodo delicato fatto con gli scarti dei broccoletti e aromatizzato da fiori di cartamo ed erba cedrina. A chiudere, lattarini e anguilla fritti con leggera pastella di farina di riso, su un letto di scarola al forno.
A descrivere le qualità e i metodi di produzione dello spumante Bombino – scelto da Gioia per accompagnare il pesce di lago -, realizzato da un vitigno antichissimo, è stato Dario David (foto sotto), enologo in versione sommelier, il quale ha raccontato la storia dell’azienda di famiglia, Terre del Veio, all’interno del parco, nata col capannone in cui suo nonno vendeva uva e diventata oggi, dopo 70 anni, spesi cercando sempre di migliorare, un nome della vinificazione nazionale.

C’era anche, a guidare i commensali nella comprensione dei sapori e nell’individuazione degli ingredienti e ad “interrogare” Gioia sulle ricette, Alessandro Ansidoni, responsabile della Condotta Slow Food Costa della Maremma Laziale e del lago. Il quale, da appassionato gourmet e storico del cibo, ha, fra l’altro, sottolineato la necessità di assecondare la stagionalità dei prodotti che mettiamo nel piatto, prediligendo quelli cresciuti nelle vicinanze.
Il compito di illustrare la “Porta del Pellegrino” è stato assolto da Benedetta Sereni. La rappresentante della CNA Viterbo Civitavecchia ha ribadito che l’obiettivo del progetto, attraverso una serie di azioni mirate, è rafforzare l’identità locale, sostenere le imprese del comparto agroalimentare e turistico e promuovere il territorio come meta di qualità per visitatori e viaggiatori. Nella foto sotto, da sinistra, Benedetta, Gioia e Domenico, Alessandro. Nella foto, in alto: al bar Elena che aiuta in sala.

Sui tavoli del Salotto c’era la Guida del Pellegrino, opuscolo informativo in italiano e inglese. Analogo al minisito online “La Porta del Pellegrino”, collegato alla pagina ufficiale della CNA.
Gli appuntamenti (gratuiti ma con obbligo di prenotazione) sono iniziati a settembre, da Civitavecchia proseguendo a Tolfa ed Allumiere, abbinando gli assaggi in vari locali anche escursioni, visite guidate nei centri storici o nei musei.
L’ultima degustazione sarà venerdì 28, quando, alle 18, al ristorante Orsola di Allumiere si assaggerà la tipica cucina della collina.
