Tolfa, l’abbraccio della banda saluta l’inaugurazione della “nuova” piazza Vecchia

Giu 14, 2026 | Comune, Tolfa, Urbanistica

Sabato tanti al taglio del nastro nel cuore antico del paese restaurato ricordando come era nel passato

di Cristiana Vallarino

Tanta gente, sabato pomeriggio, all’inaugurazione della “nuova” piazza vecchia di Tolfa. Alla fine dei lavori piazza Matteotti è tornata ad essere quasi come era una volta, quando era il fulcro della vita del paese.

Per l’occasione, i dovuti discorsi delle autorità, sindaca in primis nella doppia veste anche di direttrice della banda, la lettura della lunga storia della piazza da parte del consigliere Domenico Lucianatelli, le spiegazioni dell’architetta Enza Evangelista (nella foto con la sindaca), che, con Daniela Sgriscia, ha curato il progetto del restauro, ispirandosi alle immagini antiche della piazza e rendendolo più fruibile alle persone. E ancora le canzoni interpretate dalla bella voce di Alice Paba. Non è mancato il taglio dfel nastro, sorretto da un gruppo di bambini festanti, da parte della sindaca Stefania Bentivoglio, affiancata dalla vice sindaca Laura Pennesi con gli assessori Alessandro Tagliani, Mauro Folli e i consiglieri Tiziano Tedesco, Domenico Lucianatelli, Giampaolo Mura e Flavio Morreale, con il comandante della municipale Mario Pacchiarotti, e pure Enza Evangelista e Daniela Sgriscia, responsabile del progetto per il Comune.

La coregrafia della cerimonia ha rievocato una bellissima foto d’epoca, quando la banda la stessa era disposta a cerchio con il maestro al centro. “Un atto di profonda fiducia tra il maestro e chi sta dietro, ma, musicalmente parlando, molto interessante per i componenti perche tutti i suoni viaggiano all’interno del cerchio – ha spiegato come direttrice la Bentivoglio -. Una banda che si è espressa con brani classici quali Scala reale, Puglia e Parata d’ eroi”.
“Sono particolarmente orgogliosa di restituire oggi questa piazza alla nostra Comunità – ha detto la prima cittadina – . L’intervento appartiene ad un progetto molto piu ampio e complesso della linea Borghi che ha portato alla realizzazione di ben 13 attività tra le quali l’intervento strutturale su palazzo Buttaoni con il rifacimento della facciata e degli impianti interni e l’attivazione della scuola della Catana, giunta ormai al terzo corso per il rilancio dell’artigianato locale, il restauro di Palazzaccio e l’installazione di un museo interattivo, la residenza artistica presso il Mugnitore, ma ancora il partenariato con l’università Roma 3 e Archivio Paese, la cui presentazione si terrà domenica 21 in piazza Bartoli. Un intervento di grande soddisfazione quello sulla piazza Giacomo Matteotti, complesso e che ha richiesto sacrifici e adeguamenti, ma si sa, dal nulla, nulla viene. Oggi la piazza ha un sapore di profonda bellezza e siamo convinti che il senso educante del Bello vada promosso ogni giorno, vada diffuso e partecipato attivamente da tutti. Una piazza dalla quale scompare l’asfalto e compaiono alberi e panchine torna ad essere una piazza per le persone e per la socialità”.

Come raccontato al microfono da Lucianatelli,.la piazza vide luce dopo il 1460, quando nelle colline dei Monti della Tolfa fu scoperto uno dei giacimenti di allume più ricchi d’Europa. “Fu una svolta epocale: l’allume era una risorsa indispensabile per la lavorazione dei tessuti, per la concia delle pelli e per numerose attività artigianali e industriali. Fino ad allora l’Europa occidentale dipendeva quasi interamente dalle importazioni dall’Anatolia, controllate dall’Impero Ottomano. La scoperta tolfetana ruppe questo monopolio e trasformò il paese in un attore di primo piano del commercio internazionale rinascimentale. Tolfa passò sotto il controllo dello Stato Pontificio, e la ricchezza generata dalle cave si riversò sull’urbanistica del paese. Fu in questo periodo di massimo splendore economico che nacque la Piazza Vecchia – la prima piazza rinascimentale di Tolfa – concepita come nuovo cuore rappresentativo di un borgo che si stava espandendo oltre le antiche mura medievali. La piazza segnò fisicamente e simbolicamente il passaggio da villaggio incastellato a centro urbano del Rinascimento. Con i proventi dell’allume, attorno alla piazza e nelle vie adiacenti sorsero i grandi palazzi rinascimentali che ancora oggi caratterizzano il centro storico di Tolfa. Palazzo Buttaoni e Palazzo Panetti”.

.”L’estrazione dell’allume continuò, seppur in misura calante – così prosgeue la storia -, fino al XVIII secolo, quando l’avvento della rivoluzione industriale e delle nuove tecniche di produzione chimica pose fine all’industria mineraria di Tolfa, segnando la fine di un’epoca che aveva plasmato il volto stesso della città. Nei periodi successivi, Piazza Vecchia rimase il cuore pulsante della comunità tolfetana. Mercati, raduni, cerimonie civili e religiose si svolgevano in quello spazio aperto che univa il vecchio borgo medievale con la città rinascimentale in espansione. Fino agli inizi del Novecento la piazza svolgeva anche una funzione economica concreta e quotidiana: i braccianti agricoli vi si raccoglievano ogni mattina in attesa di essere assunti a giornata dai proprietari terrieri, testimonianza di una vita rurale che scorreva immutata nonostante i secoli. Nel 1888 la piazza si arricchì di un elemento nuovo e prezioso: il primo acquedotto cittadino portò l’acqua corrente fino al cuore del centro storico, e con esso fu eretta una fontana pubblica che divenne subito punto di riferimento per gli abitanti. L’acqua, elemento vitale e a lungo portato a fatica da pozzi e cisterne, scorreva ora liberamente in piazza, trasformandola sempre di più anche in un luogo di ritrovo quotidiano attorno alla fonte”.

“Nel corso del ventesimo secolo la piazza cambiò nome due volte, rispecchiando le trasformazioni politiche del paese. Per decenni fu chiamata Piazza Vittorio Emanuele, in omaggio alla dinastia sabauda. Nel 1944, al termine della Seconda guerra mondiale e con la fine del regime fascista, fu ribattezzata Piazza Giacomo Matteotti, in memoria del deputato socialista brutalmente assassinato nel 1924. Il nome popolare però rimase sempre lo stesso: Piazza Vecchia, come la chiamano ancora oggi gli abitanti di Tolfa, con quella fedeltà alla memoria che i paesi antichi sanno custodire meglio di qualsiasi lapide. La Piazza Vecchia è, in sintesi, la storia di Tolfa fatta pietra: una piccola piazza di “provincia” che ha attraversato il Rinascimento europeo, la Controriforma, l’Unità d’Italia, il fascismo e la Repubblica, uscendone sempre con il suo nome antico intatto”.