Riceviamo e pubblichiamo la nota dei Consiglieri comunali Paola Meloni, Giuseppe Miccoli e Angelo Petrillo della lista “Ezio Pagliuca Sindaco”
L’ Aula Consiliare è la sede istituzionale per eccellenza, il luogo deputato al dibattito, al confronto politico democratico, alle decisioni e deliberazioni che rappresentano la volontà dei cittadini attraverso le persone da loro elette.
La “CACCIATA DEI CONSIGLIERI” eletti dal loro spazio dedicato e la conseguente scelta di adibire a “teatro cabaret” l’emiciclo che rappresenta lo stato, è un’ulteriore conferma (e ne rappresenta l’emblema) dell’uso discutibile di potere dell’amministrazione Baccini.
Le commissioni consiliari sono state relegate in spazi alternativi, privi di acustica, microfoni e registrazioni, ridotte al rango di una chiacchierata da bar di cui non esistono più registrazioni e il cui verbale è affidato alla fiducia degli appunti dello staff politico.
Questo è il rispetto istituzionale che si registra a Fiumicino, dove anche gli stessi Presidenti di commissione sono figure marginali, mesti figuranti nel contesto amministrativo che si muove esclusivamente tra pochi consoli e consulenti rampanti.
Perfino alla commissione trasparenza (garanzia delle minoranze e del controllo sulla regolarità amministrativa) e alla sua presidente Paola Meloni, è stata negata ed osteggiata la possibilità di riunirsi, decretandone la legittimità ai soli casi di comprovata irregolarità degli atti e non anche, come vuole la legge, a scopi istruttori, conoscitivi e di garanzia.
L’aula consiliare è divenuta in alternativa palcoscenico da avanspettacolo, vetrina di personaggi divisivi come Palamara e Vannacci spacciati addirittura per “kermesse culturali”, ormai luogo di assemblea tematica di parte politica.
Scelte di potere a senso unico, lontane anni luce dal concetto di rappresentanza e confronto democratico, lontane anni luce dal concetto di eleganza istituzionale che mette al centro la sacralità della democrazia e in totale spregio del diritto di tutti i cittadini di veder rappresentate le loro idee.
Non resteremo a guardare mentre la città e le sue istituzioni vengono bullizzate e private della loro dignità politica.
