Con la formale discesa in campo di Alessio Pascucci il quadro dei candidati sindaco per Ladispoli si è completato e si palesa in modo netto la divergenza etico-culturale che contrappone i due schiaramenti.
Per ragioni di “competenza” mi limito a parlare delle questioni che investono il sociale.
Da un lato c’è chi fa quadrato attorno ad Alessandro Grando, sindaco in carica che si autoelogia nell’affermare che ha “dato terreni e sedi” alle associazioni del territorio ma che non ha il coraggio di confrontarsi sullo scempio di una struttura per ragazzi disabili, il Parco degli Angeli, che è stato “condotto” sotto la bandiera del Comune di Ladispoli sventolata dalla sua assessora alle Politiche Sociali, Lucia Cordeschi.
Lo stesso sindaco che mi ha impedito l’accesso alla Casa Comunale in occasione della manifestazione contro i tagli al sociale (da lui disposti) perché ero critico nei suoi confronti.
Lo stesso sindaco che ha affermato che a Ladispoli non ci sarebbero aree da destinare per la realizzazione del “Dopo di noi” e che ha provato a sfrattare i ragazzi disabili dal centro diurno creato per loro nell’area artigianale verso i locali angusti e certamente non idonei di via Genova.
Dall’altro lato il Sindaco uscente della vicina Cerveteri il quale, sebbene angustiato dai noti problemi del distretto socio-sanitario che si sono verificati sotto il “capofilato” ceretano, non si è mai negato al confronto ed alla ricerca della soluzione ai problemi.
Rammento che mentre a Ladispoli siamo stati costretti ad organizzare una manifestazione contro i tagli alle risorse per il sociale a Cerveteri la Parco degli Angeli Onlus ha intavolato con l’assessore alle Politiche Sociali Francesca Cennerilli un sereno confronto all’esito del quale non sono state sottratte risorse ai disabili.
Nello stesso spirito di collaborazione a Cerveteri abbiamo portato avanti un progetto per il “Dopo di noi” che si è interrotto solo per un insormontabile problema tecnico derivato da un ente privato.
Sullo stesso versante di contrapposizione all’attuale modo di gestire la cosa pubblica come se fosse privata, Silvia Marongiu con la quale ho condiviso “in pectore” la prospettiva di occuparmi delle questioni dell’handicap dall’interno dell’amministrazione comunale: nella passata tornata elettorale ero stato indicato quale potenziale Delegato per la disabilita’ con precipuo incarico per il “Dopo di noi” di una Giunta che avrebbe visto la Marongiu quale assessore alle Politiche Sociali.
Poi è andata come è andata e, purtroppo, Ladispoli non ha visto le strutture per il “Dopo di noi” il cui progetto era già pronto con un’impresa che si era dichiarata disponibile per la realizzazione.
Sull’impegno che Amelia Mollica Graziano ha dichiarato di voler profondere per la realizzazione del “Dopo di noi” ladispolese mi sono già espresso e non ho dubbi: le ho parlato ed ho “sentito” che ci crede veramente, così come ci crede Fausto Ruscito l’imprenditore di cui è pupilla ed ho registrato una disponibilità che va al di là dell’esito delle elezioni.
Concludo con un’affermazione netta: è un dovere civico contrapporsi a chi ha portato avanti solo un “sociale di facciata” dimostrando che i suoi interlocutori possono essere solo quelli che gli soggiacciono e che non ha voluto confrontarsi sui danni fatti e le bugie dette “sotto la bandiera” del Comune di Ladispoli.
Ladispoli ha bisogno di un Sindaco che sia il Sindaco di tutti e non solo dei suoi elettori”.
Filippo Bellantone / Presidente APS Parco degli Angeli Onlus
