Riceviamo e pubblichiamo – Ladispoli “città compatta” (termine urbanistico) è stata negli anni caratterizzata dallo sviluppo del commercio, cresciuto parallelamente al lievitare del numero di ladispolani di nuova residenza. Un fenomeno, quello commerciale, tale ormai da rappresentare la voce regina dell’economia locale e con considerevoli ricadute occupazionali. La nuova Amministrazione che uscirà dalle urne del ballottaggio di domenica 25 giugno dovrà tenere conto, con rinnovato impegno e forme di promozione, di questa risorsa che non tutti i Comuni della stessa dimensione di Ladispoli possono vantare soprattutto per la varietà e la diversificazione dei prodotti in offerta. Praticamente con tabella merceologica quasi al completo.
Il contrario di una “città compatta”, con i confini ben definiti, (tra il mare e l’Aurelia nel caso di Ladispoli) è la “città diffusa, ossia luoghi dove non si riesce a capire quando iniziano e quando finiscono, una continua periferia suburbana che tra l’altro aumenta notevolmente i costi di gestione pubblica in termini di servizi di base, ” e con scarse possibilità di punti aggregativi per i consumatori. Il cuore dello shopping ladispolano è senza dubbio Viale Italia con le sue vetrine invitanti, un vero “Centro Commerciale Naturale” che merita una costante attenzione e possibilmente un miglioramento sotto il profilo dell’ornato cittadino. Ma pure le strade e stradine contigue o più periferiche hanno la loro attrattiva commerciale contribuendo a creare nel complesso cittadino un centro commerciale allargato, diffuso e gradevole, ben diverso dai mega scatoloni pluriplano, di vetro e cemento, al chiuso, peraltro irrealizzabili a Ladispoli sia per la mancanza di aree a dimensione adatta, sia perché si stravolgerebbe anche in termini di concorrenza un tessuto che ormai è diventato una tradizione locale con la capacità di attrarre per prezzo e qualità anche una clientela esterna. Soprattutto l’abbigliamento, con gli accessori, che varia dall’articolo economico al capo griffato.
E poi la ristorazione, e qui apro una piccola parentesi: recentemente qualcuno ha scritto all’indirizzo di “Ladispoli protagonista” che “la tavola è il luogo in cui si soddisfano altri appetiti. Certamente la soluzione si troverà ancora una volta (chiaro il riferimento alla passata Amministrazione) a tavola, dove, come consiglia la buona educazione, quando si mangia non si parla”. Capisco che le urne possono riservare cocenti delusioni quando registrano preferenze numericamente pari a poco più di un condominio, ma vorrei ricordare all’estensore che il palazzetto comunale non si conquista con la baionetta in canna ma con il voto popolare, libero, e si chiama tra le altre cose “Legalità”, e vorrei suggerire, sempre all’estensore, di consolarsi, rilassandosi, con un tour gastronomico ladispolano e tutto di prima scelta: dalla pizza bianca mattutina con prosciutto e fichi (locali) allo spuntino di mezzogiorno nei vari bar e localini, all’apericena o al menù per i palati più esigenti.
Mi dia retta, conoscerà meglio questa città. A tavola. E per tornare a bomba, sul tema commerciale, sarebbe positivo “creare una consulta delle attività produttive, commerciali e professionali per essere di supporto alle proposte e alle iniziative che nel territorio si riterrà di intraprendere” anche perché l’imprenditoria è un motore per il turismo a sua volta in sinergia con la cultura.
Carla Zironi
