Campidoglio, Orfini su Facebook: "Ho fatto di tutto per aiutare Marino, ma lui ha commesso troppi errori". Inizia la resa dei conti nel Pd romano • Terzo Binario News

Campidoglio, Orfini su Facebook: “Ho fatto di tutto per aiutare Marino, ma lui ha commesso troppi errori”. Inizia la resa dei conti nel Pd romano

Ott 11, 2015 | Politica, Roma, Senza categoria

orfini marinoUn riposizionamento strategico che possa garantire una politica attiva anche nell’era post Marino, ora che dal Nazareno e da Palazzo Chigi è arrivato il redde rationem nei confronti del chirurgo genovese. Questo il senso delle ultime concitate ore di Matteo Orfini, presidente del Pd e commissario del partito a Roma. Una volta diventato commissario e “calato” attivamente nella politica romana, un precetto della sua azione politica è stata la strenua difesa di Ignazio Marino: “Il sindaco non si tocca“, ha ribadito più volte Orfini nelle occasioni pubbliche e private. Poi è arrivata la puntata di Porta a Porta dello scorso giugno, quando il premier Renzi ha iniziato a bacchettare Marino e la sua strategia politico-amministrativa. E da quel momento le cose sono definitivamente cambiate.
Qualche giorno fa, l’ultimo monito di Orfini: “Marino deve cambiare rotta”, sintomo che un segnale di inasprimento della crisi dei rapporti era giunto anche dalle parti del leader dem.
Dopo il precipitare della crisi politica del Campidoglio e l’annuncio delle dimissioni da parte del sindaco, nella giornata di ieri Orfini ha espresso tutti i suoi distinguo in un lungo post su Facebook.
“In questi mesi ho fatto di tutto per aiutare l’ex sindaco Marino. L’ho fatto con convinzione, anche quando tante persone che stimo mi suggerivano di lasciar perdere, quando molti mi spiegavano che sarebbe stato impossibile migliorare le cose”.
Quali sono le colpe del sindaco secondo Orfini? “Una infinita serie di errori che hanno infinitamente compromesso l’autorevolezza del primo cittadino verso la citta’. Le ultime, inquietanti vicende, a cui ancora oggi non e’ stata data una spiegazione, e scaricare la responsabilita’ sui propri collaboratori evidentemente non lo e’, hanno finito per incrinare la fiducia nei suoi confronti”.

Il commissario dem di Roma Capitale non ha dubbi: sono state tre le “colpe” fatali di Ignazio Marino che hanno indotto il Pd ha lasciarlo solo dopo averlo scelto, candidato, eletto e sostenuto. Orfini lo avrebbe detto nel corso di una riunione con i minisindaci dei municipi romani. Tutto e’ iniziato il 27 agosto, giorno del “verdetto” di Alfano sul destino di Roma sulla cui amministrazione pendeva il rischio commissariamento. Marino non c’era. Era in vacanza in America dove e’ rimasto nonostante pochi giorni prima del 27 agosto ci fossero state le polemiche sul funerale show dei Casamonica. Il secondo “peccato” per il Pd poi il nuovo viaggio negli Usa con lo strascico di nuove polemiche sull’invito a Philadelphia e la precisazione del Papa: “non l’ho invitato io, e’ chiaro?”. L’ultima goccia in un vaso gia’ troppo pieno l’affaire scontrini. A quel punto per il Pd il rompete le righe e’ stato “inevitabile”.

“Credo che Marino abbia fatto molte cose buone – continua Orfini -. Che abbia rotto meccanismi discutibili e incrostazioni corporative che indebolivano la citta’. E per questo va ringraziato. Quando lo ha fatto non sempre ha avuto il Pd al suo fianco. Anzi, spesso lo ha avuto contro e fa bene a ricordarlo, ma quel Pd non c’e’ piu’, e’ stato commissariato anche per questo ed e’ stato sostituito da un partito che si e’ messo al servizio suo e di quelle battaglie”.
Adesso per Orfini è il momento di guardare al futuro politico, suo personale e della Capitale, e bisogna ripartire dall’esperienza di Ignazio Marino per sfruttare i pregi e cancellarne i difetti: “Nessuno, nemmeno Marino, puo’ permettersi di dire che dopo le sue dimissioni torneranno quei poteri e vincera’ la mafia. Perche’ in questi mesi il Pd di Roma ha combattuto quei poteri piu’ e meglio di tutti gli altri, Marino incluso”, aggiunge Orfini.

Il presidente del Pd richiama il chirurgo genovese alle sue evidenti responsabilità: “Se è finita così è inutile scaricare altrove le responsabilità o immaginare complotti, atteggiamento davvero poco sincero e per niente generoso”.

Il post di Matteo Orfini ha provocato immediatamente una serie infinita di commenti, alcune critiche ma anche numerose esortazioni ad andare avanti. E’ evidente che per il Pd romano si apre adesso un periodo difficile, in cui i nodi verranno al pettine e potranno essere portate a soluzione tutte le questioni irrisolte dopo l’affaire Mafia Capitale.
Orfini, fattelo dire da un vostro ex-elettore rimasto fedele per oltre vent’anni – scrive un utente – il PD sara’ sempre peggio di quello che e’ adesso. E aver tradito Marino solo per correre dietro al Vaticano e alle infami campagne di stampa non ti fa certo onore”. “Io l’ho votato e voi me lo avete tolto. A che serve votare Matteo? Spero vi rendiate conto di quanti romani avete fatto inc…sono tanti – dice un altro -. E dovrete farci i conti alle elezioni”. “Il PD romano a testa alta non puo’ proprio stare – un altro commento -. E soprattutto merita di perdere le prossime elezioni”. E ancora c’e’ chi grida al tradimento: “La verita’ e’ che avete fatto finta di aiutarlo, ma lo avete pugnalato alle spalle montando la scusa che e’ incompetente e che ha fatto errori. Questi i risultati di 2 anni di amministrazione Marino”.
Qualcuno si spinge fino al prossimo risultato elettorale dicendo “Tutti insieme ce la faremo ad avere un sindaco a cinque stelle. Orfini go home”. Molti anche gli elettori Pd che si sentono traditi. “Il mio voto mai piu'”, dice uno e ancora “Io sono … Scusate da oggi ero un elettore convinto del PD non capisco e non voglio piu’ capire cosa combinate”; “Caro Orfini ma i commenti della gente sulla tua pagina li leggi? Io al posto tuo mi andrei a nascondere”. Sull’opposto fronte chi sostiene la scelta del commissario dem di Roma: “Roma rinascera’ piu’ bella e forte di prima a guida Pd” ed esorta “Dai Matteo, tieni duro”. C’e’ anche chi coglie l’occasione per invocare “Zingaretti sindaco di Roma Capitale” e chi da Fb da’ un consiglio a Orfini: “Matte’, hai una sola possibilita’ di venire fuori da questa storia con un quantum di credibilita’: Sabella commissario, e gli assessori subcommissari. Allora potremo credere che era il sindaco il problema e non l’azione di pulizia che stava facendo”.