Un vaccino anti Covid “efficace al 90 per cento” nel prevenire le infezioni durante la fase 3 della sperimentazione, ancora in corso. È quanto è stato messo appunto da Pfizer e BioNtech, come annunciato da Albert Bourla, presidente dell’azienda farmaceutica degli Usa.
Come evidenziato da AndKronos Salute, “Pfizer e l’azienda biotech tedesca BionTech stanno lavorando h24 per aumentare la produzione, con l’ambizioso obiettivo di avere 50 milioni di dosi, sufficienti per 25 milioni di persone visto che la somministrazione prevede 2 dosi, entro la fine dell’anno e 1,3 miliardi di dosi nel 2021. Pfizer – ricorda il Washington Post – ha investito 2 miliardi di dollari di fondi suoi nel progetto e ha chiuso un contratto da 1,95 mld di dollari con il Governo statunitense per fornire 100 milioni di dosi, una volta che il vaccino si dimostrerà efficace e sarà approvato”.
“Il vaccino – ha riportato la nota di agenzia – utilizza una tecnologia innovativa. Ogni iniezione contiene nanoparticelle lipidiche – bolle di grasso – che circondano una striscia di materiale genetico, l’Rna messaggero. Dopo che il siero è stato iniettato, la capsula adiposa trasporta il suo carico “prezioso” nelle cellule e l’Rna messaggero le istruisce a costruire la proteina Spike, insegnando efficacemente al sistema immunitario come riconoscere e bloccare il Coronavirus. È lo stesso approccio utilizzato da un altro candidato vaccino contro Covid, quello sviluppato dall’azienda biotech Usa Moderna”.
Il virologo Roberto Burioni, su Medical facts, ha scritto: “Non sono dati definitivi ed è estremamente inusuale che un’azienda diffonda dati prima della fine di un trial clinico, ma non c’è bisogno di spiegare che stiamo vivendo un momento molto più che inusuale. Inoltre, la Pfizer – azienda quotata in borsa – è una azienda molto seria e negli Usa diffondere informazioni scorrette quando si è quotati in Borsa porta a conseguenze catastrofiche, perché da quelle parti sono molto severi in questo campo. Detto questo, oggi la Pfizer ha comunicato che i dati preliminari (ripeto, PRELIMINARI) di efficacia del suo vaccino sono ottimi: avrebbe un’attività protettiva del 90%”.
E poi: “La Pfizer, dopo avere dimostrato in studi di fase 1 e 2 che il vaccino è ragionevolmente sicuro che suscita una risposta immunitaria potenzialmente protettiva, è passata alla fase 3. Ha preso 44.000 persone, le ha divise in due gruppi di 21.000 e metà li ha vaccinati con il vaccino anti-COVID, metà no. Ovviamente i partecipanti allo studio non sanno a quale gruppo appartengono. Fatto questo, una settimana dopo la seconda (e ultima) dose di vaccino i ricercatori hanno cominciato a contare i casi di COVID-19 che si sono verificati nei due gruppi. A oggi se ne sono verificati 94, e pare che siano quasi tutti tra i non vaccinati. Per terminare lo studio bisogna arrivare a 156 infettati, e le cose potrebbero anche cambiare. Ma – per fare un paragone calcistico – siamo al decimo del secondo tempo e stiamo vincendo 3 a zero. Teniamo duro, perché tra poco potrebbe arrivare la conferma definitiva dell’efficacia e a breve la fine di questo incubo che stiamo vivendo da molti mesi”.
