A presentarla, dopo le esternazioni dei Consiglieri di centrodestra Catini e Feola, il Deputato Bonelli di Verdi e Sinistra. La Consigliera comunale Paola Meloni: “In Consiglio comunale donne della maggioranza colpevolizzavano me invece che prendere le distanze dai propri colleghi uomini”

Le esternazioni social e in aula consiliare da parte di alcuni esponenti della maggioranza di centrodestra di Fiumicino diventano un caso parlamentare.

Dopo la diatriba social tra Massimiliano Catini (di maggioranza) e Paola Meloni (opposizione), con il primo che in piena emergenza maltempo liquidò la seconda a seguito di una domanda social con un “a cuccia”, episodio terminato anche sulle colonne di Repubblica, e dopo le esternazioni durante il Consiglio comunale del 20 novembre scorso del Consigliere di Fratelli d’Italia Roberto Feola, che nel proprio intervento ha dichiarato: “il patriarcato non è una malattia, ho due figlie femmine ma non ho insegnato loro che il patriarcato è una malattia, perché non è una malattia, piuttosto un’estremizzazione politica”, il caso ora arriva a Palazzo Montecitorio.

Merito del Deputato Angelo Bonelli, di Alleanza Verdi e Sinistra, che il giorno 21 novembre ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Maria Roccella.

Raggiunta dalla redazione di Terzobinario, la Consigliera Meloni, che nel frattempo ci ha fatto sapere di aver presentato attraverso l’Avvocato Eleonora Magnanini querela per le frasi offensive ricevute pubblicamente nello svolgimento del suo ruolo, ha dichiarato: “Ringrazio il Deputato Bonelli per essersi interessato di questa vicenda. Termini decisamente fuori dai tempi quelli dei due Consiglieri comunali. La maggioranza di centrodestra di Fiumicino ha dimostrato tutta la propria inadeguatezza sul tema della cultura di contrasto alla violenza di genere. Mi ha sorpresa ed amareggiata l’atteggiamento delle Donne della maggioranza: solidali con i loro colleghi uomini durante il Consiglio comunale del 20 novembre e poi unite e compatte pochi giorni dopo in occasione della Giornata Internazionale della Donna per parlare della di tutela e prevenzione. Basta rivedere le registrazioni dell’ultimo Consiglio comunale per avere conferma dell’accaduto: davvero spiazzanti gli interventi delle Assessore Picca e Onorati o della Consigliera De Pascali.

 Dispiace anche il silenzio della delegata del Sindaco che anziché prendere una posizione netta e chiara su un tema che non ha colore politico, ha scelto di non commentare pubblicamente la vicenda”.

 “Fortunatamente – aggiunge la Meloni – c’è una città che reagisce e che ha compreso il senso profondo dell’importanza di questa battaglia culturale, dell’importanza di ripartire (soprattutto con esempi concreti) da atteggiamenti e linguaggi ispirati al rispetto e alla tutela, così come  confermano  i  tantissimi messaggi di sostegno  che mi sono arrivati in questi giorni dalla cittadine e cittadini che, oltre i colori politici, hanno preso in maniera netta una posizione coerente col senso di responsabilità al quale il periodo storico ci chiama”.

Paola Meloni

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERROGAZIONE

BONELLI. — Al Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità.

— Per sapere – premesso che: nella seduta del Consiglio comunale di Fiumicino (RM) dello scorso 20 novembre 2023 il consigliere comunale Roberto Feola di FdI nel suo intervento ha dichiarato che il patriarcato non è una malattia: «ho due figlie femmine ma non ho insegnato loro che il patriarcato è una malattia, perché non è una malattia», piuttosto un’estremizzazione politica;

le parole di Feola sembrano minimizzare la gravità del pensiero patriarcale e della discriminazione di genere e sono pericolose, perché, arrivando da un rappresentante delle istituzioni, ad avviso dell’interrogante contribuiscono a perpetrare una cultura che è alla base della violenza contro le donne; nei giorni scorsi, sempre nella città di Fiumicino, la consigliera comunale di Fiumicino (RM) Paola Meloni, avendo chiesto chiarimenti su quali iniziative intendesse prendere il comune sull’erosione costiera, è stata apostrofata dal consigliere di maggioranza e delegato del sindaco al demanio, Massimiliano Catini, con le parole: «tacete che è meglio» e «a cuccia»;

in nessun luogo questo linguaggio misogino può essere accettato e tantomeno da rappresentanti delle istituzioni, che sono sempre chiamati ad esercitare le proprie funzioni con disciplina ed onore, nel rispetto del principio sancito dall’articolo 54 della Costituzione –

se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non ritenga di dover adottare ogni iniziativa di competenza che possa consentire, con il coinvolgimento di tutte le istituzioni, il superamento delle condizioni che contribuiscono ad alimentare una cultura e un linguaggio spesso alla base della violenza di genere.

Pubblicato martedì, 28 Novembre 2023 @ 07:00:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA
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