Tarquinia, “Prima alzano la spesa, poi le tasse e il conto lo pagano i cittadini”: Sinistra Italiana vota contro l’aumento dell’addizionale IRPEF

Lug 30, 2026 | Comune, Politica, Tarquinia

“Se si chiedono nuovi sacrifici ai cittadini, la prima cosa da fare è dimostrare di aver
amministrato con rigore. A Tarquinia, invece, accade esattamente il contrario.”
Con queste motivazioni Sinistra Italiana ha espresso voto contrario all’aumento
dell’addizionale IRPEF, contestando una scelta che considera politicamente sbagliata e
profondamente incoerente.
L’amministrazione giustifica l’aumento dell’aliquota con la necessità di compensare la perdita,
dal 2027, del contributo annuale ENEL. Una circostanza conosciuta da anni, che avrebbe
richiesto una programmazione seria e lungimirante. La risposta, invece, è stata quella più
semplice: aumentare la pressione fiscale su lavoratori, pensionati e famiglie.
Non possiamo fare a meno di sottolineare che nella gestione delle risorse pubbliche il Sindaco
ha una curiosa interpretazione, a corrente alternata e a convenienza, del principio del “buon
padre di famiglia”.
Perché è proprio qui che emerge la contraddizione politica. Mentre si sostiene che il bilancio
necessita di nuove entrate e che è inevitabile chiedere ai cittadini di pagare di più, con
l’assestamento di bilancio vengono reperiti ulteriori 130 mila euro per incrementare le risorse
destinate agli spettacoli estivi e ai selfie.
Nessuno mette in discussione il valore della promozione del territorio. Il punto è un altro:
quando si sostiene di non avere risorse, le priorità dovrebbero essere ben diverse. Prima si
riducono le spese non essenziali, poi, solo se davvero inevitabile, si chiedono sacrifici ai
cittadini. Fare il contrario significa far pagare ai cittadini il prezzo di precise scelte
amministrative.
Le incongruenze, secondo Sinistra Italiana, non finiscono qui.
Anche l’accordo sottoscritto con Talete sul recupero di un credito superiore ai due milioni di
euro lascia molte perplessità. L’amministrazione ha accettato un piano di rientro lungo, con un
tetto ai rimborsi annuali che non può superare i centomila euro e senza pretendere interessi,
rinunciando di fatto a una tutela più incisiva degli interessi economici del Comune. Una scelta
difficile da comprendere mentre i cittadini continuano a fare i conti con bollette dell’acqua
sempre più elevate.
Così come resta senza una convincente spiegazione la rinuncia a esercitare il diritto di
prelazione sull’immobile di via dei Granari 28, nonostante vi fossero margini per ottenere
condizioni economiche più favorevoli nell’ambito dell’accordo con la regione.
“Il problema ̶ – sottolinea Sinistra Italiana – non è il singolo spettacolo estivo o il singolo accordo.
Il problema è un metodo di governo che sembra applicare il rigore soltanto quando bisogna
aumentare le tasse. Quando invece si tratta di contenere le spese, recuperare risorse o
difendere con fermezza gli interessi economici della collettività, quello stesso rigore sembra
improvvisamente sparire”.
Per Sinistra Italiana il principio del “buon padre di famiglia” (un modo di dire che – detto tra
parentesi – è retaggio di un’idea dell’amministrazione della cosa pubblica patriarcale e
discriminatoria nei confronti delle donne) non può essere evocato solo quando si chiedono
sacrifici ai cittadini. Significa programmare, fare scelte coraggiose, eliminare ciò che non è
prioritario e difendere fino in fondo ogni risorsa pubblica.
“La credibilità di un’Amministrazione – conclude Sinistra Italiana – non si misura dalla facilità
con cui aumentano le imposte, ma dalla capacità di dimostrare ai cittadini che prima di
chiedere nuovi sacrifici ha fatto tutto il possibile per evitarli.
Per questo abbiamo votato contro una manovra che riteniamo ingiusta sul piano sociale e
incoerente sul piano politico”.
Le risorse pubbliche non possono essere amministrate con una curiosa interpretazione, a
corrente alternata e a convenienza, del patriarcale principio del “buon padre di famiglia”.

La Segreteria del Circolo di Sinistra Italiana “Luigi Daga” di Tarquinia