“L’Asaps auspicava un margine di tempo maggiore interpretando la legge in modo più favorevole e con la concessione dei 120 giorni inizialmente previsti, così non è stato. Pertanto genitori, nonni e accompagnatori affrettatevi”. È di questo parere Giordano Biserni, presidente dell’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale: oggi 7 novembre scatta l’obbligo per i seggiolini anti abbandono.
Sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Giannini del Sulpl capitolino (Sindacato unitario lavoratori Polizia locale): “Il decreto, che doveva essere in vigore nel marzo 2020, entra in scena dal 7 novembre. Rischiano di essere in difficoltà chi deve acquistare i dispositivi ma anche chi li deve vendere. Avremmo preferito tutta questa fretta per un dispositivo che limitasse la velocità delle auto”. Per chi non sarà dotato di dispositivi è prevista la sanzione amministrativa da 81 a 326 euro (pagamento entro cinque giorni 56,70 euro) e la decurtazione di 5 punti dalla patente”.
Come riportato su Luceverde: “La legge 117/2018 prevede sì un periodo di adeguamento di centoventi giorni per l’entrata in vigore dell’obbligo, una volta pubblicato il decreto attuativo. Ma in questo caso l’obbligo è “comunque a decorrere dal 1° luglio 2019”. E questa dicitura ha fatto decadere il tempo di adeguamento. Il regolamento di attuazione dell’articolo 172 del nuovo Codice della Strada specifica che l’obbligo riguarda l’installazione a bordo dei veicoli di un dispositivo di allarme la cui funzione è quella di prevenire l’abbandono dei bambini di età inferiore ai quattro anni”.
Da oggi, ha ribadito Biserni, “chiunque trasporti minori di 4 anni è obbligato ad installare dispositivi per prevenire l’abbandono di bambini nei veicoli chiusi. Il Ministero dell’Interno ha appena divulgato la Circolare escplicativa della Direzione Centrale delle Specialità per l’attuazione del Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2 ottobre 2019, n. 122, relativo al Regolamento di attuazione dell’articolo 172 del Nuovo Codice della Strada in materia di dispositivi anti abbandono di bambini di età inferiore a quattro anni (19G00130)”.
“Il Decreto del MIT è chiaro: i dispositivi dovranno attivarsi automaticamente e dovranno essere dotati di un allarme in grado di avvisare il conducente della presenza del bambino nel veicolo attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili all’interno o all’esterno del veicolo (potranno essere dotati anche di un sistema di comunicazione automatico per l’invio di messaggi o chiamate)”.
“Ricordiamo, inoltre, che il Decreto del MIT ha stabilito le caratteristiche tecniche di questi dispositivi che potranno essere integrati all’origine nel seggiolino, oppure una dotazione di base o un accessorio del veicolo, ricompreso nel fascicolo di omologazione dello stesso oppure un sistema indipendente dal seggiolino e dal veicolo”.
Al punto vendita Prenatal di via Salaria, intanto, c’è stato un vero e proprio assalto alla diligenza. Secondo quanto appreso, i ‘pezzi’ sono praticamente esauriti sia al dettaglio e che on line.
Mentre Danilo Toninelli (M5S) scrive sui social: “Ieri il Mit ha ufficializzato che oggi parte l’obbligo di utilizzo dei seggiolini anti abbandono. Dirlo ieri per oggi non va bene. Mi stanno scrivendo a decine in preda al panico. Chi per chiedermi se la notizia sia vera, chi per sapere dove acquistare i dispositivi. Questa incertezza complica la vita alle famiglie italiane e può aprire la strada a speculazioni sui prezzi. Bene l’introduzione di questa norma di sicurezza, che avevamo fortemente voluto, per i nostri bambini, ma male non aver previsto un periodo transitorio che dia alle famiglie italiane il tempo utile per conoscere e per adeguarsi alla nuova misura.
Sì deve intervenire subito e sono certo che la ministra De Micheli lo farà quanto prima”.
“C’è ancora tanta confusione sull’argomento, sotto diversi aspetti. Abbiamo scritto alle istituzioni perché facciano chiarezza e diano tempo congruo ai genitori per informarsi prima di acquistare un prodotto e ai produttori e distributori di avere un numero di sistemi che soddisfi la richiesta nazionale – hanno spiegato da Adiconsum – Va dato alle famiglie il tempo di adeguarsi alla normativa e a produttori e distributori di rifornire i negozi dove ancora non ci sono un numero di prodotti sufficienti a coprire il fabbisogno di circa 1,8 milioni di bambini di età inferiore ai 4 anni. Per altro viene meno l’urgenza dell’acquisto dato che stiamo entrando nella stagione fredda”.
“Restano anche dei dubbi sul fatto che i prodotti in commercio rispettino davvero i dettami della normativa – hanno insistito – dato che la Ministra dei Trasporti nel firmare il decreto ha tenuto in considerazione solo parte delle modifiche segnalate dal Consiglio di Stato, possiamo considerare “adatti allo scopo” la maggior parte dei prodotti presenti sul mercato. Sia che si tratti di sistemi integrati nel seggiolino o indipendenti, l’importante è che il dispositivo scelto:
- si attivi automaticamente ad ogni utilizzo senza ulteriori azioni da parte del conducente;
- dia segnali visivi e acustici o visivi e aptici (vibrazione);
- i segnali siano percepibili all’interno o all’esterno del veicolo.
Tuttavia, se si guarda nello specifico cosa dice la legge, gran parte dei prodotti potrebbero non essere a norma. In particolare tutti quelli che richiedano l’attivazione del Bluetooth sullo smartphone (che spesso è disattivato), così come i prodotti senza sensore di peso che per rilevare il bambino devono “attivati” (Chicco Bebècare easy tech, ma anche il sistema integrato nei seggiolini Cybex) contrastano con il punto del decreto in cui si dice che “il dispositivo deve essere in grado di attivarsi automaticamente SENZA ulteriori azioni da parte del conducente”.
“Anche per i prodotti “indipendenti” ovvero quelli non già integrati nel seggiolino, la norma richiede che “non devono alterare le caratteristiche omologative“. Stando a questo concetto, nessun prodotto “indipendente” potrebbe essere utilizzato sui prodotti omologati secondo la ECE R44, ma anche per i prodotti omologati secondo la norma ECE R129 o Isize sono in realtà “modificati” in termini di misure qualora si utilizzasse un sistema con cuscinetto”.
“Per tutti i genitori che hanno già uno o più seggiolini meglio pensare ai prodotti indipendenti che si possono spostare facilmente da un seggiolino all’altro. Conviene però rinviare l’acquisto: al momento, infatti, non è ancora possibile usufruire del bonus dei 30 euro previsto dal decreto fiscale collegato alla Finanziaria 2020“.
“Abbiamo portato in laboratorio alcuni dei sistemi presenti in commercio e presto torneremo a valutarne altri – hanno evidenziato da Adiconsum – Per il momento abbiamo testato otto sistemi universali e due seggiolini con sistema integrato, ma come abbiamo visto, è possibile che non tutti siano a norma con quanto previsto dal decreto.
Ad oggi esistono diversi sistemi universali (ovvero che si possono aggiungere senza cambiare il seggiolino).
“Ecco quali vantaggi può portare la scelta di uno dei modelli universali:
- non devi cambiare seggiolino;
- puoi passarli da un seggiolino all’altro man mano che il bimbo cresce e usarli su più auto;
- puoi scegliere il seggiolino che più ti convince senza dover limitare la scelta ai pochi modelli con il sensore integrato.
Tuttavia questi sistemi hanno un grosso svantaggio. La maggior parte dei modelli è dotata di un sensore di peso da mettere sotto il bambino, ma poiché il decreto non stabilisce caratteristiche dimensionali e fisiche che assicurino la compatibilità dei sistemi indipendenti con tutti i seggiolini e ha demandato ai fabbricanti la responsabilità della conformità, i produttori di seggiolini indicano in modo più o meno esplicito che nessun prodotto è utilizzabile salvo quello da loro commercializzato (si veda ad esempio Foppapedretti, Inglesina, Chicco). Questo perché in teoria nessun dispositivo dovrebbe interferire con prodotti di sicurezza che sono omologati, perché potrebbero inficiare la sicurezza del seggiolino. Secondo gli esperti di laboratorio, un cuscinetto di pochi millimetri comunque non pregiudica la sicurezza (sarebbe come legare il bambino senza toglierli un giacchetto pesante o un pantalone imbottito), ma senza l’approvazione dei produttori, in caso di incidente su chi ricadrebbe la responsabilità?”
