Possibile razzismo su un campo di calcio a Civitavecchia • Terzo Binario News

Possibile razzismo su un campo di calcio a Civitavecchia

Apr 1, 2026 | Calcio, Civitavecchia, Cronaca, Sport

L’episodio al Guerrucci durante San Pio X-Santa Marinella under 15, l’arbitro ha sospeso la gara anzitempo

Una gara fra quindicenni in provincia ma con il germe del razzismo che rischia di covare persino sull’erba un po’ spelacchiata di un campo di periferia come il Guerrucci.

È quanto accaduto domenica scorsa, nella gara dell’under 15 provinciale fra San Pio X e Santa Marinella.

Vittima, un giocatore della squadra di casa, protagonista dell’aggressione verbale un avversario e sembra se ne sia accodato anche un secondo.

Arrivano quattro espulsioni e la decisione dell’arbitro di far finire anzitempo la partita. a società civitavecchiese ha voluto rendere pubblico l’episodio tramite i suoi canali poiché lo ritiene inaccettabile per il contesto, per l’età dei protagonisti e per il messaggio (ipocrita) che si lancia sui campi dalla serie A in sù sul “no al razzismo”.

«La partita si stava svolgendo nel massimo della tranquillità – racconta Enrico Leopardo, direttore generale della San Pio X – con noi che stavamo vincendo e poi siamo stati rimontati. Quando si è accesa la miccia eravamo sul 4-4 finché non è uscita quella frase bruttissima “negro di m.» L’episodio ha acceso gli animi al punto che l’arbitro Manuel Madeddu Carpita di Civitavecchia non solo ha espulso due giocatori per parte, ma anche decretato la fine anticipata dell’incontro. Nel brutto di un episodio deprecabile, spicca un barlume di lucidità: «Voglio spendere una parola di apprezzamento per l’intervento dei dirigenti del Santa Marinella che si sono spesi per sedare la tensione scoppiata in campo». E proprio dal fronte santamarinellese si cerca di raffreddare i bollenti spiriti: «Quando si è generato il caos stavo assistendo dagli spalti – afferma Fabio Ceccacci, direttore tecnico e responsabile del settore giovanile del Santa Marinella – e ammetto che quella frase non l’ho udita, così come altre persone presenti in tribuna. Quindi prima di arrivare a conclusioni affrettate, è bene attendere il referto del giudice sportivo, che assumerà le sue decisioni sulla base di quanto scritto dall’arbitro a fine partita. Di certo c’è che quattro ragazzi sono venuti a contatto, due dei quali vestono la nostra maglia e che la partita è finita prima del previsto. Per questo, nei giorni scorsi, si è ritenuto di dover prendere dei provvedimenti nei confronti dei nostri tesserati perché non hanno tenuto un comportamento idoneo rispetto ai valori che professa la società. Poi, se nel comunicato ufficiale, verrà messo nero su bianco che è stata proferita quella frase orribile, allora si interverrà ulteriormente. Questo è il modo in cui si ritiene di dover agire. Però intendiamo evitare i processi sommari anche perché se qualcosa non va nel comportamento dei giovani calciatori si interviene immediatamente e senza sconti sebbene gli atteggiamenti sbagliati – conclude Ceccacci – vadano capiti e analizzati».
Un episodio dello stesso tenore, fanno sapere dalla società di via dell’Immacolata, è successo qualche settimana fa su un campo in riva al lago di Bracciano ma con un finale diverso. Stessa categoria stessa società, stesso ragazzo preso di mira solo che stavolta è finita diversamente: «Nessuno ha voluto enfatizzare l’episodio, anzi si è persino voluto negarlo o ignorarlo. E rispetto alla partita del Guerrucci, l’arbitro non è intervenuto. Poi si vedono i messaggi antirazzismo in Serie A e a questo punto mi chiedo a cosa servano» la conclusione di Enrico Leopardo.
Alessio Vallerga