Omicidio Marco Vannini: oggi la sentenza

Apr 18, 2018 | Cerveteri, Cronaca, Ladispoli

E’ oggi il giorno tanto atteso dai genitori di Marco Vannini, il giovane ferito con un colpo di arma da fuoco e morto, dopo oltre 3 ore di agonia, la tragica notte del 17 maggio 2015.

La sentenza di primo grado sarà pronunciata tra poche ore.

Lo scorso 21 marzo il Pm Alessandra D’Amore ha formulato la sua richiesta di condanna: 21 anni al capofamiglia Antonio Ciontoli, che dello sparo “accidentale” si è sempre assunto la paternità, 14 anni alla moglie Maria Pezzillo che mentì al telefono all’operatore del 118, 14 anni ai figli Martina (fidanzata della vittima) e Federico, esprimendo tuttavia qualche dubbio circa la richiesta di pena più lieve – solo 2 anni di reclusione – alla fidanzata di quest’ultimo, Viola Giorgini, presente sulla scena del crimine quando partì il colpo di pistola.

SEGUI LA DIRETTA

  • Ore 10:22 – Inizio previsto
  • Primo colpo di scena: Ciontoli assente
  • Prima replica dell’avvocato di parte civile Celestino  Gnazi
  • “Ricostruzione  irreale effettuata solo sulle dichiarazioni degli imputati. Hanno mentito in continuazione, le loro menzogne sono inaccettabili come tesi difensiva. Il resto non avrebbe rilievo, gli altri testi bugiardi e le evidenze. Replichiamo a questa ricostruzione
  • Hanno scelto la difesa della negazione dell’evidenza. Martina ha mentito sulla scena del crimine e sull’ogiva, oltre che sull’intervento dei soccorritori. Poi nega le evidenze scientifiche come anche sul sangue. Ce lo dice Ciontoli oltre che l’evidenza e la ragionevolezza. Ciontoli ha fermato il sangue con la sola imposizione delle mani. Un altro bugiardo il prof. Gaudio. Questi dice che Marco ha perso tra 1 e 1,5 litri. Un dato scientifico inoppugnabile, che nessuno ha contestato.
  • Il marescialo Izzo per me è stato calunniato. Cipolloni parla di perforazione della costola ad opera del proiettile che forma una cisti. Non c’è stata la forza della pallottola per proseguire la corsa. Ogiva presente e palpabile al momento dello sparo, secondo Cipolloni. I soccorritori sono stati ingannati dai Ciontoli, tanto che Martina e Federico la descrivono.
  • Hanno pulito la scena del crimine rimuovendo tutto il sangue, quella è la provo del solo circa l’impedimento dei soccorsi. Le conseguenze di questo comportamento sono un crimine. 
  • Ore 10:36 – Interviene l’avvocato di parte civile Franco Coppi
  • Ammirazione per la Difesa (dò atto che hanno fatto quanto di meglio come discussione come memorie e come dibattimento. Nei loro confronti sono stati tenuti comportamenti inopportuni) per la Corte, grande compito svolto dalla Pm.
  • Nella prima memoria si parla di casualità fra Ciontoli e gli episodi. Dovevano gli altri rendersi conto della situazione, non lui. Singolare, visto che Matera ha chiesto l’elicottero appena saputo del colpo d’arma da fuoco. Tesi suggestiva della difesa. Ciontoli ha fatto di tutto per nascondere abilmente l’accaduto con ritardi ed omissioni che ha portato all’evento finale. La difesa riporta le dichiarazioni di consulenti e periti come dr. Alessandrini (ritardo è consistenza di tipo causale). Tesi difensiva non si possono cogliere. Calcoli proposti dai consulenti, sui tempi di assistenza di Marco sono inattendibili. Non è possibile tenerne conto perché fondati su un’inesattezza nella diagnosi iniziale. Addirittura si ironizza sui tempi dell’intervento chirurgico asserendo che il medico non ne aveva mai effettuati prima. Ciontoli perfettamente consapevole del colpo d’arma da fuoco e da lì bisognava far partire i soccorsi. Si tratta di una ferita seria che avrebbe dovuto far partire l’intervento medico. i periti sottolineano i ritardi che sono stati causati, persino il consulente della difesa sottolinea che Marco probabilmente si sarebbe salvato se fatto soccorrere subito e oggi non saremmo qui. 
  • Ciontoli deve rispondere all’omicidio colposo o dolo eventuale? La tesi principale della difesa è che l’evento è riconducibile alla volontà del soggetto agente. Il riferimento alla sentenza Tyssen: è vero che valorizza il momento volitivo solo dove ci sia adesione all’evento. Sentenza ’88 della Corte Costituzionale: ‘in tema di colpevolezza grandi passi avanti della dottrina?. Il dolo è innanzitutto volontà. Nel concetto rientra anche il fatto di accettare le conseguenze del proprio agire. Se però accetta quello che non vuole che accada è dolo eventuale. Si accetta lo sviluppo del proprio agire, a cui vanno rimproverati gli eventi impliciti. Tutto nasce da un fatto colposo che Ciontoli abilmente trasforma in evento doloso. Nel momento in cui decide di lasciare scorrere gli eventi senza intervenire (‘Lo porto io’ è prendere tempo) per scampare i problemi contingenti come il posto di lavoro. Chi ti autorizzava ad attendere? Lì si sono accettati tutti i rischi anche la degenerazione della vicenda
  • Difesa mi ha rimproverato le espressioni usate da Ciontoli durante le intercettazioni (ce mette ‘n attimo la cosa a degenera’) peraltro usate due volte. Rileggendo il colloquio del 8 maggio si parla solo dell’incidente. 
  • La questione per decidere va semplificata: Ciontoli ferisce Marco e va chiesto cosa fanno tutti. Il ritardo nei soccorsi consapevole possa essere ricondotto al dolo eventuale. Rimane il problema degli altri: loro possono rispondere di dolo eventuale? Dopo che Federico ha trovato il proiettile e quindi si sapeva del colpo. Chiedono di far intervenire l’ambulanza quindi hanno contezza della gravità della situazione. Nessuno si è mosso però: il tentativo di Federico è stato stroncato dal segnale di ripresa di Marco ma poi non fanno nulla per raddrizzare la situazione Si pensa ad asciugare i capelli e a tenere le gambe di Marco in alto. Nessuno dice niente agli infermieri e dunque si aderisce alla scelta. Quindi si profila il concorso in dolo eventuale. Offensivo dell’intelligenza credere nel colpo d’aria. Invece di agire si adeguano al capofamiglia aderendo alla sua scelta.
  • Ora pausa poi prenderanno la parola i legali di Ciontoli ma Marina e la famiglia Vannini escono dall’aula tranne papà Valerio, che rimane
  • Ore 10:36 – si riprende
  • La presidente della Corte stigmatizza il comportamento di color che hanno insultato il lavoro di Miroli e Messina definendolo “un insulto alla civiltà e verso il lavoro degli avvocati”.
  • L’avvocato della difesa di Andrea Miroli: ringrazio Coppi per la parole ma dissento sulle argomentazioni che divergono. Non c’è dubbio il posto di lavoro era l’obiettivo del piano, totalmente fallito. Talmente chiaro ed evidente che la Corte non può non prendere in considerazione il fattore colposo. I soccorsi li ha chiamati, dicendo la fesseria del pettine ma li ha chiamati. Questa è colpa, non dolo e non c’è dubbio su questo. Dov’è l’adesione degli altri? Federico chiama il 118. O lui effettivamente è preso dal panico, come si sente nelle intercettazioni. Mente solo sulle armi spostate, avendolo fatto io non mio padre. O è vero quello che dice oppure non è vero ma allora ci sarebbe l’accordo di telefonare sapendo di annullare. Ma è la ripresa di Marco a smontare la tesi. Come ha illuso i familiari, Ciontoli avrebbe illuso pure i sanitari.
  • L’elicottero si è alzato per lo stato comatoso, non per colpo di arma da fuoco. Mai il dr. Matera ha percepito il colpo d’arma da fuoco tanto da chiedere se Marco avesse assunto stupefacenti. L’avv. Gnazi cita il sangue sul prof. Gaudi. Il sangue non è uscito, il litro e mezzo è rimasto all’interno. La ferita non ha perso sangue, lo dice la letteratura medica. Per questo non si è avuta contezza della gravità. L’ogiva non si vedeva e lo dicono i sanitari. Già questo indica il ragionevole dubbio. C’è la certezza della non consapevolezza. L’avvocato dice al collega circa alle accuse mosse da me al maresciallo Izzo sono calunnia? Io sono legittimato a porre domande.
  • Relativamente alla condotta concorrenziale nel dolo eventuale – dimostrato che non si prefigura – l’unico dubbio è relativo alla presenza dell’arrivo dei sanitari quando non si dice del colpo. Per il prof. Coppi l’omissione è dolo. Non c’è elemento logico che lo dimostri visto che Federico dice a padre di chiamare i soccorsi. La corbelleria del pettine non prefigura adesione. Manifesta contraddizione dei barellieri: non hanno mentito ma vittime loro stessi della situazione. si è aderito al rischio, alla lesione d’arma da fuoco che è reato ma si profila il favoreggiamento. Chiedo assoluzione per Federico, Maria e Martina oltre che per Viola.
  • Ore 1142 – Prende la parola l’avvocato della difesa Pietro Messina
  • Non è vero che la vicina di casa ha udito lo sparo. Lei non lo dice. Non è facile ricondurre il suono allo sparo. persino Liuzzi che è un militare parla di rottura di vetri. Non sono abituato a prendere esattamente le dichiarazioni degli imputati. Sul dolo, sull’intenzionalità rispetto all’evento che nessuno immaginava. Non credo che il prof. Cipolloni abbia avallato l’ipotesi per cui l’ogiva era visibile perché lui non c’era. Martina invece sì. Nel video n. 5 nel quale Martina rievoca i fatti cita non l’ascella ma lo stomaco. Questo perché lei non ha visto, ma l’ha sentito dire. Ha ripetuto una scena raccontatale dal padre. Voi giudicate un servitore dello stato che ha commesso un gravissimo fatto si sufficienza e imperizia, negligenza, un fatto colposo in cui la sua famiglia si è trovata una condizione drammatica dive si è perso il senso trasformandosi in covo di vipere. Leggendo Martina dice che ce l’hanno con lei, ma questo non è successo per volontà loro. Cinque incensurati e smarriti in quel momento. Non contemplabile che volessero la morte di Marco. Vi affidiamo il futuro degli imputati.
  • La Corte si ritira in Camera di Consiglio e non tornerà in aula prima delle 15. L’udienza è sospesa.