Lavoratrici e lavoratori, dalle 14 di martedì 26 maggio, in piazza del Campidoglio. Si è tenuta ieri una videoconferenza tra le Organizzazioni Sindacali e l’Amministrazione Comunale di Roma Capitale per discutere sul futuro occupazionale e salariale di circa 5000 lavoratrici e lavoratori della Refezione Scolastica e della sanificazione – appalto Global Service – che operano all’interno delle scuole, nidi e materne del Comune di Roma. Un confronto quello di oggi da parte del Comune – irresponsabile, approssimativo e sarcastico – che mette in luce tutte le incertezze e l’indisponibilità di costruire un confronto serio e produttivo con le Organizzazioni Sindacali e che abbia come scopo la tutela dei redditi e dei posti di lavoro. Questo quanto riferito da CGIL Roma e Lazio CISL Roma Capitale e Rieti UIL Lazio Filcams CGIL Roma Lazio Fisascat CISL Roma Capitale e Rieti Uiltucs Roma Lazio Uiltrasporti Roma Lazio
“Le circa 5000 lavoratrici e lavoratori – già penalizzati durante l’emergenza sanitaria a causa del mancato anticipo dei pagamenti da parte delle Aziende e successivi ritardi dell’Inps degli ammortizzatori sociali – andranno incontro a mesi di totale disagio, anche provocato dalla sospensione scolastica e per la quale non è previsto nessun tipo di sostegno al reddito. È questa la responsabilità politica e sociale di Roma Capitale nei confronti di 5000 famiglie ? Possibile che in questi mesi la Sindaca e gli Assessori competenti non siano stati in grado di pianificare un percorso o progetto politico che permetta di salvaguardare i posti di lavoro e i redditi di chi ogni giorno eroga un servizio così importante all’interno delle strutture scolastiche?”.
“È normale – hanno insistito i sindacato – che in piena pandemia il Comune abbia deciso di non sanificare le scuole? Perché in vista dell’apertura dei centri estivi Roma Capitale non ha pensato di impiegare le lavoratrici e i lavoratori di mense e della sanificazione, dando così continuità occupazionale e salariale? Sono già in programma presidi e manifestazioni, perché le tutele e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori vengano rispettati e chiederemo a gran voce certezze sui salari e sull’occupazione per chi ogni giorno si occupa della piccola utenza di Roma”.
