Mazzarino frusta i candidati di Ladispoli: "Pochi programmi, quella di Grando è una coalizione 'padronale' " • Terzo Binario News

Mazzarino frusta i candidati di Ladispoli: “Pochi programmi, quella di Grando è una coalizione ‘padronale’ “

Apr 29, 2022 | Ladispoli, Politica

Non appena fissata la data delle elezioni, tutto il circo elettorale si è messo ufficialmente in moto con i suoi riti e le sue manifestazioni ed è logico essendo ciò il condimento del piatto forte che però resta la scelta di chi andrà a governare Ladispoli per ben cinque anni.

Una volta i riti erano fatti di comizi e manifesti, oggi sono diventati gli annunci ed i post sui social con relativo codazzo di commenti spesso lasciati da amici di tizio o di caio al solo fine di dare giudizi e raramente opinioni serie, soprattutto per confondere le idee a chi legge e/o diffondere false informazioni.

Come più volte scritto, le chiacchiere stanno a zero: il sindaco uscente deve riferire su quanto ritiene di aver fatto e prospettare un seguito, mentre gli sfidanti possono parlare di progetti con i quali intendono migliorare le cose.

Visto che il sindaco uscente ha presentato la sua coalizione partiamo da questa. Grando è stato eletto con il nocciolo duro di un gruppo civico supportato da due partiti ed ha sconfitto una sinistra guidata, all’epoca, da Marco Pierini prendendo successivamente la tessera della Lega.

Ha lavorato soprattutto sul cemento riducendosi a palesi retromarce su molte promesse elettorali ed inciampando su alcune problematiche per le quali si attende esito in tribunale.

Afferma di aver risolto il problema delle aree ricettive, dimenticando che la sua famiglia potrebbe beneficiarne, e soprassiede dal parlare di svariati temi come la non potabilità dell’acqua e relativo procedimento giudiziario, del mezzo milione sprecato per un pozzo di discutibile collocazione, dell’enorme numero di assunzioni a spese del Comune, del ruolo in Concorsopoli, della non certo brillante gestione della pandemia e della sicurezza.

Molte cose che vanta come successi sono riconducibili alla normale gestione di un comune di media grandezza e non ad una visione di ampio respiro. Senza dimenticare che sul sociale spicca la demolizione del Parco degli Angeli, costata un procedimento penale in corso a carico di un suo ex assessore e di cui c’è ben poco da vantarsi.

C’è poi tutta la coreografia di lavori svolti negli ultimi mesi come vetrina elettorale per fare da cortina fumogena, tanto che i cittadini dovrebbero ritenersi offesi dal poco o nulla dei quattro anni e mezzo precedenti.

Cinque anni di vita resa difficile solo dalla coerenza di un gruppo di FdI guidato da Ardita, dal Movimento Ladispoli Città guidato da Trani e, troppo blandamente, da Ascani.

A questa opposizione il sindaco ha risposto ‘arruolando’ pezzi della sedicente opposizione che, partendo da posizioni di sinistra oggi ritroviamo passati a destra con salti mortali ideologici da circensi consumati.

La gestione del potere cementizio ha così fatto da esca per molti altri che erano rimasti fuori alla precedente elezione e che hanno consumato il salto della quaglia a valle di qualche piccolo favore.

Oggi la coalizione Grando è sostanzialmente una coalizione ‘padronale’, con una lista civica a suo nome che include buona parte dei suddetti circensi saltafosso.

Da notare Pierini in prima fila alla Grando-presentazione. C’è anche una lista ‘artistico rinascimentale’ come ulteriore simbolo per contenere alcuni personaggi noti.

Le liste dei partiti nazionali, presidiate da fedelissimi, servono solo per portare i voti di chi mette la croce solo sul simbolo, dimenticando che il voto comunale non è come quello politico.

Una coalizione, quella di Grando, a conduzione ‘padronale’, con i partiti presidiati da fedelissimi alcuni dei quali non hanno certo brillato nella precedente consiliatura. Coalizione che rischia fortemente di essere condizionata da personaggi in grado di metterlo in difficoltà ben più di quanto abbia fatto Ardita il quale, pur nella critica spesso severa, è sempre stato coerente con il mandato ricevuto dagli elettori.

Per questa coalizione si può sicuramente parlare di un collante che si chiama cemento visto il piano regolatore e la presenza di un advisor di vecchia memoria e gestore di grossi interessi, ma un collante che deve forzare la mano in termini di ambiente, sociale e trasparenza.

Vedremo, a breve, il programma, ma Grando ha dimostrato già la prima volta che i programmi sono assai relativi.

Ad opporsi a Grando sembra ci siano solo la Mollica Graziano con una coalizione civica sostanzialmente di centro destra, buona anche per i delusi da Grando, con un programma asciutto e schematico cui sta dando forza con un lavoro di affinamento e la presenza di alcuni candidati come lei dotati di concreta esperienza amministrativa.

Altra candidata è Silvia Marongiu la quale ha appena presentato la sua coalizione, ma già ha perso l’appoggio della componente ambientalista schieratasi con Pascucci, anche con qualche piccolo malumore interno, probabilmente in forza di una sua scarsa incisività ed eccessiva debolezza nel rispondere e nel portare aventi gli argomenti critici verso il comportamento del sindaco uscente nel settore ambientale.

C’è poi Pascucci, quest’ultimo con una coalizione fortemente civica imperniata sulla sua lista che, piaccia o meno, ha riscontro a livello nazionale, e sul nocciolo duro del Movimento Ladispoli Città, guidato dal gruppo di Trani, unica vera opposizione nella passata consiliatura.

Ma di questa parleremo appena sarà presentata la compagine al completo.

cardinal Mazzarino