Ladispoli, “lo sa Grando cosa significa avere il senso dell’istituzione?”

Set 13, 2020 | Ladispoli, Politica

“Ho servito per quasi quaranta anni le istituzioni (per ventitré alle dirette dipendenze della Procura della Repubblica di Civitavecchia) e non ci sto a sentir dire che rappresentare alla Magistratura le irregolarità rilevate nell’espletamento delle proprie mansioni è da considerarsi atto di mera delazione ovvero discutibile ed inopportuna iniziativa.

Quanto segue non lo devo all’Amico Trani ma a quel giuramento di fedeltà alle Istituzioni che feci tanti anni fa: non ci si deve fare scrupolo di evidenziare agli organi competenti quei comportamenti che possono mettere a repentaglio la salute pubblica e ringrazio Trani per non essere stato omertoso”.

Chi opera dentro le Istituzioni non deve fare rimando a quando si troverà davanti a “giudici terzi ed imparziali” (si vuole forse insinuare che i giudicanti, diversamente dagli inquirenti, sono “sereni” e pronti ad emendare ipotetiche persecuzioni?) per chiarire la propria posizione e non si può sentire “grande” per aver reso noto solo alla conclusione di un iter giudiziario una vicissitudine che era suo preciso dovere morale di rendere subito nota ai cittadini che amministra fin dalla ricezione del primo avviso di garanzia (perché trattavasi di questione che li interessa direttamente) e non di farlo solo quando la notizia inevitabilmente sarebbe trapelata, considerato che dopo la chiusura delle indagini preliminari gli atti vengono resi noti alle parti.

La salute dei cittadini di Ladispoli è una cosa su cui non si scherza, ringrazio il Consigliere Trani per essersi prodigato affinché sulla nostra pelle non si giocasse nel silenzio dei rimpalli burocratici.

Rammento che a fine dell’anno scorso egli evidenzio’ fatti di ben più grande gravità: un’Ordinanza firmata dal Sindaco Grando riportava dati diametralmente opposti a quelli comunicati dall’ASL circa la potabilità dell’acqua immessa nella rete idrica cittadina.

La nota prot. 34451/2019 in data 02.08.2019 della ASL ROMA4 indicava valori NON CONFORMI per la presenza di colibatteri nell’acqua emunta dal nuovo Pozzo Statua mentre nell’Ordinanza nr. 133 del 09.08.2019 fu scritto, facendo riferimento alla suddetta nota della ASL, che i valori erano CONFORMI e si autorizzò l’immissione di tale acqua nella rete idrica cittadina.
Altro che rifiuto di atti d’ufficio!

Ritengo che il Consigliere Trani abbia rappresentato anche quella circostanza alla Magistratura, ma a prescindere da ciò il Sindaco Grando quando riterrà di dover dare al riguardo una spiegazione a noi cittadini? Al prossimo rinvio a giudizio? Sbaglio o un giuramento lo ha fatto anche lui? Cosa gli suggerisce il “suo” senso dell’Istituzione?”.

Filippo Bellantone