Ladispoli, la Corrado Melone incontra la Polizia Ferroviaria • Terzo Binario News

Ladispoli, la Corrado Melone incontra la Polizia Ferroviaria

Gen 10, 2016 | Cronaca, Ladispoli

DSC_0006Riceviamo e pubblichiamo – Qualche giorno fa è venuta a trovare noi studenti della “Corrado Melone” la Polizia Ferroviaria che ci ha raccontato alcune cose importanti.

Lo scopo dei due simpatici poliziotti, come ci hanno detto, era quello di sollevare l’attenzione sui rischi che molti di noi corrono al giorno d’oggi. Infatti noi andiamo a scuola a piedi o accompagnati dalle auto dei nostri genitori, ma il prossimo anno (come è già il caso dei fratelli di alcuni di noi) useremo il treno per andare alle superiori a Roma o a Civitavecchia. Il treno è il mezzo più sicuro che esista oggi, ma non lo sono le stazioni ferroviarie. Infatti, ci hanno fatto notare, nessuno studente che conosciamo va in giro senza cuffiette e con la musica a palla e questo nelle stazioni dei treni può comportare grossi rischi perché non si sentono gli avvisi di pericolo degli altoparlanti o l’arrivo dei treni. In realtà, ci hanno detto, alcuni treni sono ora così veloci che con difficoltà ci si accorge del loro arrivo anche senza cuffiette o comunque ci se ne accorge quando ormai e vicinissimo. Soprattutto a Ladispoli, quasi nessuno rispetta la “striscia gialla” che delimita la zona da non superare per non essere risucchiati da uno dei nuovi treni ad alta velocità o comunque non rischiare di essere urtati dal treno di passaggio. Anzi a Ladispoli è purtroppo “normale” attraversare proprio i binari, senza rendersi conto che per risparmiare meno di 5 minuti, si rischia di perdere tutta la vita. I due poliziotti ci hanno fatto fare una importante scoperta: se una macchina impiega centinaia di metri prima di fermarsi inchiodando i freni, un treno lanciato a 100 chilometri orari impiega invece oltre 4 chilometri per fermarsi, in pratica se il pilota di un treno in arrivo da Roma non vuole investire qualcuno caduto sui binari alla stazione di Ladispoli, dovrebbe “inchiodare” i freni all’incirca da Palo, quando si cominciano a vedere le prime case di Ladispoli e la stazione non si vede per nulla! Quindi non è possibile fare affidamento a chi guida il treno: se questo è in velocità, potrà fermarlo solo dopo vari chilometri, soprattutto se è molto pesante come un treno merci.

Una volta saliti sul treno, si è al sicuro, ma il problema è al momento di salire. Ormai quasi tutti i treni hanno le chiusure automatiche ed il capotreno non lo fa partire se non si sono chiuse tutte le porte, ma un tempo non era così: le porte potevano aprirsi anche in corsa e molti sono morti o hanno subito gravi menomazioni per essere saliti con il treno in movimento. Noi, ad esempio, conosciamo il campione paraolimpico Andrea Pellegrini che perse le gambe proprio a causa del movimento del treno in partenza.

Se per quanto riguarda i borseggiatori, Ladispoli è considerata una stazione tranquilla, al contrario quella di Roma o di altre città non lo sono per nulla. Con dei filmati reali (visibili anche su youtube) i due nostri nuovi amici ci hanno spiegato alcune delle tecniche utilizzate dai ladri e dai borseggiatori per rubare il portafogli, le borse, il telefonino o altra strumentazione elettronica di valore. Innanzitutto non sono certamente i “barboni” un pericolo, anche perché tutti li tengono sott’occhio e chiunque si accorge di cosa sta facendo o vuole fare. Invece i “colpi” vengono fatti da signori distinti che danno sicurezza e tranquillità a vederli. Questi, ad esempio urtandoci senza parere, ci sfilano il portafogli e subito lo passano ad un loro complice che va nella direzione opposta e se non si guarda con attenzione, non ci se ne accorge! Si tratta di persone che “studiano” bene la loro “preda” e vanno “a colpo sicuro”. Cioè non si avvicinano a persone che mostrano di essere attente e veloci, ma mirano a quelle persone distratte, spaesate o stanche dal viaggio. Tipiche “prede” sono i turisti che arrivano nella bella Roma da molto lontano: non conoscono il posto e si distraggono, ad esempio, a cercare di capire dove sia l’uscita, diminuendo l’attenzione per ammirare la grandezza della stazione o i nuovissimi negozi. Per questi borseggiatori, basta un attimo di distrazione ed il portafogli è già nelle mani del loro complice. Un tipico punto di “attacco” è davanti alle macchinette distributrici di biglietti della metro dove facilmente ci si distrae le prime volte per comprenderne il funzionamento. Ma i casi descritti sono stati tantissimi ed il discorso diverrebbe lungo.

Un discorso a parte riguarda le ragazze. Nelle stazioni ci sono zone in cui la sera non c’è illuminazione e non ci sono telecamere di sorveglianza, ma potrebbero non mancare ubriachi o malintenzionati. Il consiglio è quello di andare sempre in gruppo in modo che ci sia sempre qualcuno che abbia la possibilità di lanciare l’allarme in caso di aggressioni.

Un ulteriore consiglio, dovuto ai recenti avvenimenti, è quello di non lasciare mai valigie o pacchi da soli. Potrebbero procurare un allarme bomba e potremmo vedere le nostre valigie ed il loro contenuto fatte a pezzi dagli artificieri.

Un ultimo suggerimento è venuto da una domanda: “giocheremmo ad un gioco in cui se vinciamo incassiamo 1 euro e mezzo, ma se perdiamo dobbiamo pagarne 50?”, la risposta è ovvia, ma è proprio quello che accade se non paghiamo il biglietto del treno!
Il divertente incontro si è concluso guardando alcuni filmati sulla sicurezza realizzati da alcune classi di un liceo di Roma e di Milano.
Grazie per questi consigli, il prossimo anno, quelli di noi che viaggeranno da soli sui treni, staranno certamente più attenti!