Il 20 gennaio 2016, noi ragazzi dell’IC “Corrado Melone” abbiamo partecipato in sala consiliare del Comune di Ladispoli, all’incontro con Stefano d’Errico, massimo esponente del sindacato UNICOBAS, che si batte per i diritti degli insegnanti.
Il simpatico relatore ci ha portato a riflettere sui concetti di responsabilità, democrazia e partecipazione. Tutti dovremmo essere responsabili e democratici, avere voglia di partecipare (come diceva una canzone di Gaber) e se vi rinunciamo siamo degli “ignavi”, come li chiama Dante che li colloca nell’Inferno, dove sono condannati a gravi sofferenze, perché nella vita non si sono mai assunti la responsabilità di esprimere il proprio pensiero non hanno mai preso posizione. Virgilio, la guida di Dante, lo invita a non parlarne nemmeno, condannandoli al niente eterno. Secondo d’Errico è preoccupante la continua diffusione dell’ignavia nell’umanità. Ci ha esortato a non avere paura di essere se stessi, a non avere timore delle proprie idee e convinzioni, ma a sostenerle e portarle avanti, confrontandosi con gli altri in modo civile, ma senza paura. Spesso seguiamo il valore o l’opinione della maggioranza per non incontrare nessun conflitto e per il piacere di essere accettati dal gruppo, ma ci ha fatto riflettere sul fatto che è fondamentale conoscere il pensiero di tutti in quanto non sempre la maggioranza ha ragione e dice la cosa giusta: anche il gruppo più numeroso può sbagliare perché non tutti hanno veramente ragionato, ma solamente seguito la “moda” del momento. Ad esempio la Costituzione non dovrebbe essere modificabile da una maggioranza qualsiasi, bensì solo da una grande maggioranza che veda l’accordo del maggior numero possibile di persone. Democrazia è partecipazione, conoscenza, tolleranza, altrimenti non è nulla. È soprattutto un “grande gioco” a cui tutti dobbiamo partecipare. La tolleranza è uno strumento per interagire con gli altri e permette di giocare insieme, senza tolleranza non ci sarebbe nemmeno la cultura perché non ci sarebbe confronto. Il gioco della democrazia, come tutti gli altri, possiede delle regole, regole che ci permettono di essere corretti e portare avanti e a fondo i nostri ideali. Le regole sono identificate nella Costituzione che dice, fra l’altro, che tutti hanno diritto di parola, il diritto di scegliere e di decidere liberamente. La Costituzione detta indicazioni precise, condivise da tutti i cittadini, e impedisce di creare leggi sbagliate, cioè non “favorevoli” per i cittadini.
Sono tante le riflessioni che ci sono piaciute, fra tutte quella che ci ha colpito molto è che tutti noi nasciamo ignavi, ma possiamo cambiare, credendo in noi stessi e sapendoci relazionare bene e civilmente con chi ci circonda. Questo ci ha fatto comprendere che possiamo veramente decidere che tipo di persone essere all’interno della società, senza correre dietro le mode solo per sentirci accettati dagli altri.
Ascoltarlo è stato piacevole, grazie anche alla scorrevolezza del suo discorso. Infatti il linguaggio usato è risultato chiaro e comprensibile. È anche capitato che abbia utilizzato dei termini difficili ma, essendo un insegnante (un maestro della scuola primaria) come ci ha rivelato, ha saputo fornirci sempre le giuste spiegazioni.
Alla fine dell’incontro ci ha parlato anche della problematica dell’organizzazione scolastica, cercando di far capire quanto siano necessari dei cambiamenti per migliorare la scuola che è importantissima perché è nell’ambiente scolastico che si formano sia culturalmente che socialmente le persone, i cittadini del domani che siamo noi.
È molto probabile che questo incontro ci servirà per le scelte future e per aiutarci ad affrontare la vita in modo giusto e democratico.
Abbiamo capito che bisogna credere nelle idee che abbiamo ed essere pronti al confronto per seguirle.
