Giù le mani dal giornalismo • Terzo Binario News

Giù le mani dal giornalismo

Ott 10, 2015 | Cerveteri, Cronaca, Ladispoli

Dopo il circo mediatico di questi due giorni, viene da interrogarsi sul ruolo che hanno i media nell’informare i cittadini.

Un ruolo indubbiamente difficile che, in circostanze come quelle verificatosi due giorni fa, si rivela in tutte le sue criticità.

Quello che è stato reso pubblico è un documento importante perché se da un lato spetta alla giustizia formulare accuse e celebrare i processi, esiste però un punto di vista laico che commenta quelli che sono i fatti, indipendentemente dai reati.

In questi due giorni nessuna delle persone che risulta comparire in quel verbale ha smentito alcunché, se non il sindaco Paliotta che respinge il collegamento tra un incontro con un imprenditore ed il rinnovo del contratto della figlia con la cooperativa di cui l’imprenditore è presidente. Noi abbiamo posto un fatto ed il sindaco ha ritenuto corretto contestare l’accusa posta dai militari della GdF. Chapeau.  Anche lo stesso indagato Luigi Valà nulla eccepisce sui fatti emersi e si appella, giustamente, al principio di segretezza degli atti in fase di indagine.

C’è però una cosa che deve essere messa in chiaro, almeno per quanto riguarda la nostra testata. Nei nostri articoli non si riportano condanne preventive a nessuno, né giudizi diffamanti. Questo sia ben chiaro a chi invece ieri ha diffamato l’immagine del giornale e dei professionisti che vi lavorano ritenendo il nostro operato “sciacallaggio”.

Mentre qualcuno reputa di usare sentenze nei nostri confronti e parole offensive, si può osservare che mai in un nostro articolo abbiamo utilizzato offese dirette nei confronti di nessuno. A noi c’è stato dato degli sciacalli, mentre non abbiamo mai dato del delinquente a nessuno.

Ritornando ai fatti, che se pubblici sono anche notizia, non sta ad un giornale dire chi deve essere a sua volta inquisito, chi condannato ecc. Però ci si permetta di commentare almeno “fatti” che al di là dell’esito delle indagini e dell’iter processuale fanno riferimento alla sfera pubblica ed al ruolo pubblico di alcuni degli attori di questa vicenda.

Hanno diritto o no i cittadini di sapere che impiegati comunali intrattengono, attraverso utenze pubbliche, conversazioni confidenziali con imprenditori che attendono l’esito di una gara d’appalto?

Hanno diritto o no i cittadini di sapere che impiegati comunali dai telefoni dell’ente organizzano i propri affari con fornitori del comune?

Hanno diritto o no di sapere che il consigliere che hanno votato ricopre sia il ruolo di amministratore sia quello di consulente per ditte che partecipano ad appalti del comune?

E’ chiaro che parliamo di questioni delle quali si sarebbe dovuta avere conoscenza solo al termine delle indagini, ma oggi la notizia è pubblica, non parlarne è censura.

Sarà quindi la giustizia a condannare tutti, ad assolvere tutti o a fare i distinguo. Racconteremo al termine del suo operato l’esito dell’inchiesta in maniera oggettiva. Ci si consenta però, alla luce dei fatti, di assolvere al nostro dovere: di informare i lettori.

Non abbiamo negato mai a nessuno il diritto di replica e lo abbiamo fatto sempre nel rispetto della normativa, anche quando la replica aveva chiaro scopo di criticare il nostro operato invece che chiarire i fatti ai lettori.  Per diritto di replica c’è capitato di dare ampio spazio a dichiarazioni che poi nel proseguo degli sviluppi si sono anche rivelate infondate, ma siamo lo stesso contenti di averlo fatto. Noi non calpestiamo i diritti.

Se questo ragionamento non è contemplato che si sappia: noi non accetteremo mai di passare le nostre giornate lavorative a copiare ed incollare comunicati auto celebrativi che raccontano soltanto di tagli di nastri, complimenti a personaggi residenti nelle città o comunicazioni di servizio.

Rivendichiamo il ruolo di aver portato sul litorale una nuova formula di giornalismo e di questo i lettori ce ne danno atto quotidianamente. I lettori non rimpiangono il passato e la politica deve prenderne atto, scendendo dal gradino dell’onnipotenza e del controllo su tutto, compreso il giornalismo. Libertà è partecipazione.