Mentre Ardita dà segni fortissimi di insofferenza e non lo nasconde
Unica certezza: Carmelo Augello e Miriam De Lazzaro sono fuori della maggioranza, stando a quanto risulta a Terzobinario. Quindi Alessandro Grando non può più contare su 16 consiglieri ma su 14 (contro 10). Giovanni Ardita ha rimesso nelle mani del primo cittadino una delega e una presidenza di Commissione. Ed è un mistero cosa faranno gli altri tre esponenti di Fdi con la Marongiu che ha ereditato la delega alle periferie della De Lazzaro.
Allora la foto della maggioranza ricompattata? Teatro mediatico, perché sotto traccia i problemi sono peggiorati rispetto a prima. Necessario ma illusorio, nella speranza di un potenziale rientro dei dissidenti, il cui silenzio pesa come un macigno sul futuro dell’amministrazione ladispolana.
Le dichiarazioni del deputato Claudio Durigon dovevano rimettere ordine e riportare tranquillità e invece hanno sortito l’effetto opposto: la frattura si è allargata fino a diventare insanabile, per giunta all’interno della Lega stessa. Augello, il più votato della maggioranza, è fuori e con lui la bella fetta di Ladispoli che gli ha dato fiducia. E lo stesso la De Lazzaro, forse defilatasi più in sordina degli altri, ma anche lei distante anni luce dal sindaco. E più che dall’opposizione, all’interno dello stesso governo cittadino arrivano critiche che cadono nel vuoto.
Terzo elemento, il malumore di Ardita che diversamente dagli altri lo esterna eccome. “Grando cambiamento o tutti a casa” il mantra che ripete ossessivamente ma quanto al cambiamento non ci crede più nemmeno lui e lo ha detto nient’affatto velatamente.
Per ultima, ma non certo ultima, Amelia Mollica Graziano. Forse la più “zitta” di tutti con le sue dichiarazioni attese più delle altre. Lei, il cui ruolo è stato prima limitato a fine maggio e poi cancellato con un colpo di penna da Grando senza neanche avvertirla (così come non ha avvertito Augello) l’assessora trattata peggio di tutti. Il sindaco si è persino incartato sulle sue stesse dichiarazioni per giustificare la decisione, a dimostrazione di una scelta forzata. Da cosa? Quando e se parlerà, la Mollica lo spiegherà e forse a palazzo Falcone dovranno indossare l’elmetto.
a.v.
