Cupinoro, Tirabassi sui vertici dell’Università Agraria: “Politiche miopi, vecchie e stantie”

Ott 23, 2017 | Ambiente, Bracciano, Politica

Riceviamo e pubblichiamo – “A quanto pare mi trovo, del tutto involontariamente, ad essere l’unico rappresentante dell’Università Agraria di Bracciano a riconoscere la dovuta importanza all’argomento “Cupinoro, Bracciano Ambiente, nuovi impianti”: unico consigliere presente all’incontro del 17 c.m. nell’Aula Consiliare del Comune di Bracciano, unico a rispettare il mandato conferitogli dagli utenti esprimendo la propria opinione su una vicenda che vede questo Ente tanto coinvolto quanto, apparentemente, disinteressato!

Innanzitutto va precisato che i vertici dell’Università Agraria non possono negare di essere stati informati sullo svolgimento dell’incontro in argomento, in quanto io stesso avevo chiesto agli uffici copia ufficiale della corrispondenza tra Università Agraria e Bracciano Ambiente avendo saputo proprio tramite la testata online TERZO BINARIO della vicenda della probabile impiantistica da realizzarsi nel sito di Cupinoro – per cui, anche se “informalmente”, l’informativa in proposito c’era stata, e l’importanza delle possibili conseguenze doveva far superare le “formalità”! – e comunque voglio sottolineare che non sono stato avvertito neanche dell’invito ricevuto via PEC, anche quando ne hanno preso visione.

Questo episodio comunque si inserisce perfettamente nel loro modus operandi e nelle politiche miopi, vecchie e stantie, quasi “ottocentesche”, messe continuamente in pratica dai vertici dell’Università Agraria, che non appaiono assolutamente in grado di partorire iniziative che valorizzino le coltivazioni moderne e/o a più alta redditività, tanto sono chiusi su se stessi con comportamenti da “carboneria del terzo millennio”, limitando le entrate ai soli cespiti provenienti dagli affitti dei locali disponibili (ex uff. Forestale – Sede Univ. per Infermieri – Locali Coldiretti – Attività sanitaria odontoiatrica – Bar – Frantoio, e altre attività commerciali private), ai proventi del taglio dei boschi, tanto caro al Presidente Ercolani (attività che si svolge praticamente in automatico dietro autorizzazione Regionale) e alla Fida pascolo per bestiame, che era pochi anni fa di circa 7/800 capi ma ormai ridotti a circa 200 sia per problemi sanitari epidemici che all’età avanzata di vari allevatori che ormai stanno dismettendo l’attività.

Con 2.300 ettari a disposizione, di cui 1700 di seminativo e 600 di boschivo, un qualsiasi privato svilupperebbe fatturati da media impresa, creando anche qualche decina di posti di lavoro (e di qui la questione occupazionale non certo di secondaria importanza), mentre attualmente si riesce a fatica a pagare lo stipendio (ancorché molto più che “dignitoso”) a 4 dipendenti, ricorrendo magari anche ad “inopportune” vendite di terreni con dubbie procedure che producono varie denunce penali e contabili. Il risultato finale è che da vari anni i bilanci vengono di fatto chiusi in rosso, viste le consistenti perdite, con ulteriore aggravio dei costi dovuti agli interessi passivi applicati dalla banca, per lo scoperto ampiamente utilizzato.

Semplicemente per il rispetto dovuto per la fiducia dimostrata nei miei confronti dai numerosi utenti che mi hanno gratificato del loro consenso elettorale, non posso non chiedermi come, e a chi, sarà venuto in mente di poter solo pensare e poi tentare di nascondere le loro intenzioni e/o decisioni riguardo l’area di Cupinoro, argomento sotto gli occhi di tutti e da anni attenzionato da tutte le istituzioni comprensoriali (Comuni, ASL, Regione, Sopraintendenze e N.O.E, solo per citarne alcuni) e al contempo sottovalutare il serio, competente e tenace impegno dei vari Comitati di cittadini.

Certo è che incassare 20/25.000 Euro/mese (soprattutto in prospettiva di nuove elezioni, nel corso del 2018, che non potranno non vedere una sostituzione nello scranno più alto, se non altro per sopraggiunti limiti di età) farebbe molto comodo soprattutto a chi da anni, come l’attuale Vice Presidente, aspira sfacciatamente a sedere sulla sedia di Presidente e gestire l’Ente Agrario senza alcuno sforzo, ma in totale tranquillità, con identico modus operandi (cioè, senza cambiare nulla!) come un benestante che vive di rendita, senza mai ingegnarsi per modificare, migliorare e diversificare le proprie attività. Prima per questa ricca rendita c’era la discarica, poi accade che Cupinoro chiude e allora arriva il panico ma cade dal cielo questa nuova opportunità, ed allora … a cosa serve informare il Consiglio dell’Università Agraria in proposito? Per quale motivo portare in discussione una così importante decisione nella più opportuna (e dovuta!) delle sedi? E’ sufficiente che i “Targhini” e i “Montanari” del 21° secolo si incontrino “riservatamente/segretamente” e decidano le sorti di migliaia di utenti, di decine e decine di ettari di territorio di uso civico e del futuro stesso dell’intero comprensorio.
Fortunatamente le elezioni sono prossime … speriamo che i Soci-Utenti chiamati a votare per il rinnovo del Consiglio dell’Università Agraria ne terranno conto.

PS: il riferimento ai due storici personaggi risorgimentali Targhini e Montanari era ovviamente limitato alla loro appartenenza alla Carboneria, visto che loro agivano per nobili fini, questi No!”

TIRABASSI Roberto
Consigliere dell’Università Agraria di Bracciano