“Se siete stanchi del sinistro Marino, stanchi di degrado, illegalità e campi rom, stanchi di vivere in una città sporca e insicura, vi aspetto, insieme a tanti romani perbene, questa sera al teatro Brancaccio. Roma merita di meglio”. E’ questo il messaggio che ha inviato Matteo Salvini su Facebook per confermare l’appuntamento al Brancaccio. Non ha voluto sfidare, come invece aveva promesso, i manifestanti di Garbatella, preferendo eliminare la tappa allo storico quartiere di sinistra:
“Alla Garbatella ci andrò. Magari senza 50 carabinieri in assetto antisommossa perché qualcuno decide dove si può o non si può andare. Magari ci vado dicendo dopo di esserci andato”.
Ad attenderlo fuori il teatro una folla di persone e la zona intorno è stata presidiata dalle forze dell’ordine per l’intero corso del comizio per evitare il rischio di contestazioni. All’ingresso del teatro un’ovazione ha salutato l’arrivo del segretario Federale della Lega, che prima di salire sul palco ha voluto indossare una maglietta nera con la scritta in giallo «Maró Liberi». A pochi minuti dall’inizio ha voluto condividere con i suoi fans un messaggio su Facebook:
“Uno spettacolare teatro Brancaccio strapieno a Roma: 1.300 persone per preparare un futuro più tranquillo e sicuro, con più lavoro e meno clandestini, con più speranza e meno paura.”
Nel suo discorso ha toccato diversi punti tra i quali il futuro politico del centro destra:
“Non mi metterei mai a capo di una armata brancaleone di centrodestra ma, in ogni caso, il leader della coalizione alternativa a Matteo Renzi lo dovranno scegliere le piazze d’Italia. Delle primarie con Berlusconi ne riparliamo il 2 giugno, dopo le regionali”, aggiunge Salvini che continua promettendo uno sit-in per il rimborso delle pensioni: “Domani mattina alle 11:30 vado davanti al Ministero delle Finanze e fino a quando non mi danno una risposta mi stendo davanti all’ufficio del ministro Padoan”.
Frasi ad effetto anche sul tema caldo di questo periodo, l’immigrazione clandestina: “Affondare nei porti libici i barconi che poi trasporteranno gli immigrati significa fare un atto di guerra? Allora partiamo con l’atto di guerra.”
Una provocazione anche nei confronti del Ministro dell’Interno che qualche giorno fa aveva proposto di far lavorare gratis nei Comuni i clandestini. “La cosa grave che ha detto Alfano è che l’Europa non permetterà mai che uno come Salvini governi l’Italia. Fino a prova contraria sono gli italiani a decidere chi governa l’Italia. Perché l’Europa? Perché hanno finalmente gettato la maschera”.
Dal teatro Brancaccio l’avvio del progetto politico per lanciare la sfida a Marino per un nuovo spazio politico a destra: “A settembre faremo gli stati generali di «Noi con Salvini» a Roma per rilanciare la città. Non siamo i parolai alla Renzi o i finti buonisti interessati delle Coop. Noi non siamo abituati a fare le cene da mille euro con chi poi facciamo affari il giorno dopo”. L’annuncio proviene direttamente dal senatore della Lega Nord e coordinatore di «Noi con Salvini», Raffaele Volpi.
Salvini comizia al Brancaccio, evita la Garbatella e lancia una provocazione: “Affondiamo barconi in Libia”

