“Lo “stupore” della consigliera regionale Emanuela Mari merita qualche numero.
Primo. Il subappalto a CSP non lo ha inventato Fratelli d’Italia ieri: lo aveva proposto il Comune mesi fa per mantenere il servizio in capo alla società cittadina. Per mesi è rimasto il dubbio sulla sua praticabilità e solo adesso, dopo un parere pro veritate, arriva il via libera. Nel frattempo costo del lavoro, carburanti e forniture sono aumentati e quella soluzione non è più economicamente sostenibile.
Secondo. Il 14 luglio era la stessa Fratelli d’Italia di Civitavecchia a ricordare che il Comune metteva ogni anno circa un milione di euro sul TPL, chiedendo se intendesse continuare a farlo. Tre mesi dopo si stupisce perché il Comune non vuole caricarsi un costo diventato ancora più pesante. Quel milione era un problema a luglio o diventa indispensabile a ottobre?
Terzo. Ed è il punto politico vero. La riforma delle Unità di Rete prometteva di superare la “spesa storica” e distribuire le risorse sulla base degli effettivi fabbisogni di mobilità dei territori. Eppure nel 2026 la Regione ha dovuto aggiungere 10 milioni di euro per il 2026 e 5,52 milioni per il 2027 per adeguare il servizio alle esigenze emerse e prevenire riduzioni delle percorrenze. 15,52 milioni in più. Se i fabbisogni erano stati calcolati correttamente, perché servono subito altri 15,52 milioni per correggere il sistema?
E non riguarda solo Civitavecchia. Nella stessa Unità di Rete Tirreno Nord, Fiumicino ha ottenuto servizi aggiuntivi che dovrà finanziare interamente con risorse proprie, dopo che proprio la nostra consigliera regionale Michela Califano aveva portato in Commissione la criticità, denunciando circa un milione di chilometri mancanti. Quando i servizi minimi regionali non bastano, dunque, il conto torna ai Comuni. Altro che superamento della spesa storica.
Per questo dire oggi che “il subappalto si può fare” non basta. È giuridicamente possibile: bene. Quanto costa e chi paga? Quanto avrebbe riconosciuto il nuovo gestore a CSP e quanto sarebbe rimasto sulle spalle del Comune? Se la Regione ritiene davvero che il subappalto sia la soluzione migliore per Civitavecchia, dica quanto costa e metta le risorse per sostenerlo. Con i soldi degli altri è facile proporre qualsiasi soluzione.
Non stiamo difendendo questa o quella scelta amministrativa. Stiamo chiedendo a chi governa oggi la Regione Lazio di assumersi la responsabilità del sistema che sta attuando e delle risorse necessarie a farlo funzionare.
Civitavecchia, intanto, mantiene le attuali linee, ottiene il potenziamento per Campo dell’Oro e la Casa della Comunità, il collegamento con il centro oncologico Carlo Chenis e la clausola sociale per i lavoratori.
La domanda resta una: chi paga il trasporto pubblico che serve davvero ai territori?
Perché lo stupore non paga gli autobus”.
Partito Democratico Civitavecchia
