“C’è limite oltre il quale la sopportazione cessa di essere una virtù” (Socrate).
Questo aforisma di Socrate riassume abbastanza bene l’essenza dell’ultimo Consiglio Comunale di Ladispoli del 16 ottobre, ma anche di una serie di novità che, per evitare di essere troppo lunghi, accenneremo ed approfondiremo in seguito.
Prima del Consiglio si era assistito ad alcuni fatti interessanti che ci sono sembrati atti di prudenza a valle degli avvisi di garanzia di Fiumicino.
Ci riferiamo al fatto che il concerto di Capodanno verrà assegnato in base ad un bando e non in affidamento diretto come fatto nei due anni precedenti, segno che i dubbi circa la regolarità dei precedenti concerti anche da noi segnalata, era più che fondata.
Abbiamo anche assistito ad un siparietto interno a Forza Italia da noi segnalato ai lettori (https://www.terzobinario.it/fra-forza-italia-ladispoli-e-grando-e-rottura-la-base-chiede-spazio-il-sindaco-preferisce-i-fedelissimi/), così che nel Consiglio si è manifestata la rottura del rapporto, interno a Forza Italia di cui scriveremo fra poche righe.
Il Consiglio Comunale è iniziato con il solito sistema della seconda convocazione a distanza di 30 minuti dalla prima, una abitudine tutta ladispolana che funziona solo per eludere la buona prassi passando subito a numeri più bassi di maggioranza assai più comodi a chi governa.
Una interpretazione cavillosamente corretta ma ridicola e ben diverso da quanto in obbligo ai comuni cittadini ma torneremo su questo punto in futuro.
Il Consiglio è cominciato in un clima mieloso, in cui il consigliere Paparella ha annunciato le proprie dimissioni per una staffetta concordata con la consigliera subentrante Martina Paoli che presenzierà dalla prossima assise e alla quale facciamo fin d’ora i nostri migliori auguri di buon lavoro.
Salutiamo entrambe con una citazione di Pirandello che per Paparella è un saluto a valle di tutti i complimenti ricevuti ieri e la Paoli un monito, “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti” (L. Pirandello). Dopo questo miele è arrivato il fiele.
Il Consigliere di Forza Italia Marco Penge, ha letto una comunicazione del Direttivo di Forza Italia che sfiducia l’assessore Alessandra Feduzi che venne da loro indicata, rimettendo anche tutte le deleghe di Forza Italia. Il comunicato di Forza Italia che ne è seguito tenta di sminuire con sobrietà i fatti ma così non è.
La cosa era stata da noi anticipata come una frattura in corso dentro Forza Italia fra un gruppo storico, facente capo al coordinatore Capuani e al consigliere Penge, ed un gruppo che stava cercando di emergere, non a caso ne era uscita una foto di gruppo con il sindaco presso il Gotha, riferimento dei Grando, a stigmatizzare la fedeltà della Feduzi al sindaco stesso.
Tutto questo stride con le legittime ambizioni di Forza Italia che vorrebbe mantenere una sua autonomia amministrativa specialmente su alcuni argomenti quali i piani integrati. Tutto ci lascia pensare ad un tentativo in corso di occupazione di Forza Italia di Ladispoli da parte delle solite truppe cammellate del sindaco, praticamente una opzione su Forza Italia che il nucleo storico non ha gradito.
Per capire quanto sia verosimile va osservato che al sindaco, con chiacchierate nuove ambizioni ceriti o regionali che siano, farebbe molto comodo un simbolo politico come Forza Italia per cui ha senso il tentativo di attacco, senza contare che il sindaco non tollera opinioni diverse dalla sua. A riprova del fatto che una fronda interna strisciante stesse operando si sono letti sui social alcuni commenti decisamente ridicoli contro il consigliere Penge ed il Direttivo di Forza Italia da parte di persone riconducibili ad un trascorso di scarso successo in Forza Italia.
Dal comunicato si conferma che il Direttivo abbia letto nei comportamenti politici dell’assessora Feduzi una linea diversa da quanto la base indicava ha tutto il diritto di chiederne la sfiducia visto che rappresenta i voti portati da altri. Il sindaco ha preferito tenerla a sé perché ormai è persona di sua personale fiducia, per cui la rottura è più che giustificata a meno che lui non si ritenga garante anche per Forza Italia, un fatto politico forse intrecciato con alcune parentele. Ora vedremo se il tentativo di occupazione avrà successo o verrà rimandato al mittente. Sicuramente è uno scontro che va oltre le logiche locali.
Si è poi passati senza colpo ferire alle variazioni di bilancio previsionale, nulla che meriti di essere osservato tranne il solito autoelogio del sindaco e per le critiche non troppo convinte dell’opposizione che in fondo è stata collaborativa. Si è poi parlato di un rimborso per una causa vinta da un art. 90 nominato dalla giunta Paliotta che dopo aver lavorato in questo contesto ha fatto causa per aver fornito prestazioni diverse dal pattuito. La causa è stata vinta ed i cittadini pagheranno un errore fatto dagli amministratori e che, a tutti gli effetti, è un danno erariale per il quale nessuno renderà conto.
Un brutto segnale, anche perché come ricordato nel dibattito gli assunti come art 90 del TUEL dall’amministrazione Grando, in modo fiduciario, sono 16 ed il loro compito può essere solo di supporto politico. Infatti il personale art. 90 non può avere compiti gestionali o amministrativi (che spettano ai dirigenti o ai funzionari), ma solo di supporto politico e comunicativo per i politici (preparare discorsi, raccogliere informazioni etc).
In un comune con un sindaco e sette assessori, il rapporto è di due art.90 per ogni amministratore, è decisamente abnorme, ed altrettanto lo è la spesa che potrebbe essere meglio indirizzata.
Da ultimo sono state discusse le osservazioni al piano integrato di via Sironi, un progetto che, come tutti gli altri, parte dalla variante di PRG impostata dal sindaco Paliotta, che va ricordato non è ancora definitiva ed era ricca di prescrizioni per la VAS.
Questo piano integrato esce dal cilindro e trova attuazione ma riflette interazioni con il project financing della scuola zona Cerreto di cui alla Delibera di Consiglio n.14 del 17/4/2025, ed avrà anche ripercussioni sullo spostamento del mercato di via Ancona.
Tutto questo pacchetto, unito alla gestione cimiteriale, alla scuola Alpi ed ai villini di San Nicola inventati su uno scambio a dir poco discutibile, sono a favore di una delle aziende costruttrici del posto, diremmo proprio un pacchetto business non da poco.
Le osservazioni presentate dell’opposizione, non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo, sono state tutte respinte, anche se poco potevano contro certi argomenti che già si proiettano oltre-comune, per esempio su Cerveteri.
Resta solo la ridicolaggine, amara, che in assenza di una variante definitivamente approvata dalla Regione Lazio, in presenza di prescrizioni precise della VAS non adempiute e con un rischio ambientale assolutamente reale sulle aree protette, si continuino a deliberare aumenti di cemento come se nulla fosse e che venga consentito di partire con centinaia di nuovi appartamenti in assenza di un piano attuativo urbanistico degno di tale nome.
Il Piano del traffico è appena stato affidato ma già si pianificano zone che non hanno tenuto conto della pianificazione preliminare. Tutto fatto mentre “le stelle stanno a guardare”, così da aggirare il senso autentico delle normative. La triste realtà è che manca totalmente un progetto sociale e tutto sia ricondotto alle logiche del guadagno per pochi speculatori o furbetti semplicemente assecondandoli e lasciando loro campo libero di pilotare l’amministrazione invece che il contrario. Riteniamo singolare che solo su Ladispoli tutto ciò passi inosservato agli occhi di chi potrebbe fare molto per la sicurezza dell’ambiente e dei cittadini mentre sta cambiando in modo preoccupante il tessuto sociale ed economico di Ladispoli. Concludiamo in leggerezza con un aforisma amaro, “Bisogna essere onesti per vivere fuori dalla legge” (Bob Dylan).
