Gesam in sciopero a Santa Marinella il 26 maggio, la solidarietà del Paese che Vorrei • Terzo Binario News

Gesam in sciopero a Santa Marinella il 26 maggio, la solidarietà del Paese che Vorrei

Mag 20, 2025 | Politica, Santa Marinella

“Il Paese che Vorrei esprime solidarietà e sostegno ai lavoratori della GESAM, che sciopereranno il 26 maggio.

Chi vive o frequenta  Santa Marinella verifica quotidianamente i pesanti  disservizi che la Gesam ci fa subire e non da oggi.

Poco sappiamo invece delle condizioni di lavoro in cui operano i suoi dipendenti. Eppure quanto essi denunciano nel documento di proclamazione dello sciopero è strettamente collegato con il servizio di pulizia e raccolta rifiuti e quindi ci riguarda da vicino.

Ne viene fuori un quadro sconcertante: i mezzi sono fatiscenti, sporchi e insalubri perché non sanificati periodicamente; vengono  utilizzati oltre i livelli massimi di carico, con grave rischio per chi li conduce e in violazione del codice della strada; le condizioni di lavoro sono sempre più stressanti; si ricorre al subappalto in contrasto con le norme vigenti; e se poi qualcuno protesta ne subisce le conseguenze sul piano disciplinare.

Tutto ciò d’altra parte non stupisce più di tanto: la GESAM non solo non rispetta le regole del rapporto di lavoro, ma neanche quelle del contratto d’appalto: tutti vediamo, e da anni i salti di corsa nella raccolta porta a porta e il conseguente  accumulo dei rifiuti, le discariche a cielo aperto non bonificate, le strade sporche, e così via.

Quello che invece stupisce è la sostanziale assenza di reazione dell’Amministrazione, che pure ha gli strumenti, offerti dal contratto d’appalto, per ottenerne il rispetto, a cominciare dalle sanzioni economiche. Nel contratto, ad esempio, si elencano dettagliatamente le sanzioni economiche, che vanno irrogate per ogni mancanza o inadempimento, e che però, dall’inizio dell’appalto sono state applicate una sola volta, il mese scorso.

Come Paese che vorrei ribadiamo quindi la nostra vicinanza ai lavoratori, consapevoli che la loro battaglia è anche la nostra”.

Il Paese che vorrei