I segnali sbagliati inviati da palazzo Falcone possono essere fraintesi da qualche soggetto e tramutati in atteggiamenti sbagliati
Il 23 agosto è stato pubblicato il verbale della seduta di Consiglio Comunale di Ladispoli del 28 luglio, ‘appena’ 27 giorni dopo essersi svolta.
Non colpisce tanto che siano trascorsi 27 giorni contro i consueti 4 o 5 che ci vogliono (magari i funzionari erano tutti sul materassino con la famiglia e non potevano certo degnarsi di redigere una paginetta di verbale) ma quel che lascia interdetti è il titolo con cui essa è stata pubblicata ovvero “MOZIONI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE – VERBALE SEDUTA DESERTA”.
Questo titolo è fuorviante e non rispecchia i fatti, oltre che risultare irrispettoso verso l’opposizione, fatto questo che però ormai non sorprende.
In realtà la seduta, come chiaramente si evince leggendo il verbale, non è andata deserta bensì si è regolarmente costituita con 20 presenti ed è iniziata con l’opposizione che ha presentato le proprie osservazioni ed interrogazioni scritte alle quali il Sindaco e l’Amministrazione erano tenuti a rispondere formalmente.
Però il Sindaco, dopo aver potuto leggere quanto presentato dall’opposizione, ha optato per proporre un pesante contingentamento non previsto dal regolamento.
Questo ha provocato le proteste dell’opposizione che lamentava una violazione dei propri diritti ad avanzare proposte ed evidenziare i problemi lamentati dai cittadini.
Una proposta che, imbavagliando i diritti, l’opposizione tutta percepiva palesemente come un ostacolo illegittimo. Il Sindaco, probabilmente prendendo atto che l’opposizione aveva formalmente ragione e non poteva evitare il confronto, ha ordinato ai suoi la grande fuga facendo così cadere il numero legale, sceso a 12.
Quindi definire la seduta ‘Deserta’ è quantomeno fuorviante in quanto è decaduta durante il suo svolgimento. La questione non è di lana caprina come sembrerebbe in quanto la deriva autoritaria che lascia intravedere questa amministrazione, in continuità alla precedente, ha messo in piedi un modus operandi che non farà bene a nessuno se non ai soliti approfittatori.
I regolamenti servono a creare pesi e contrappesi e seppure era diritto del Sindaco chiedere il contingentamento, altrettanto lo era il rifiutarlo dell’opposizione, vista la quantità delle cose che ritiene doveroso discutere a favore dei cittadini.
Soprattutto perché non vengono rispettate le scadenze periodiche per presentarle. Pertanto il Sindaco che, come i bambini all’oratorio, afferma ‘non gioco più e porto via il pallone’ non dà certo un buon segnale alla popolazione.
Inutile poi chiedersi per quale motivo il tessuto sociale prenda sempre più la strada dell’intolleranza e della prepotenza. Ogni riferimento ai tanti segnali di violenza che stanno accadendo in città è voluto ed opportuno, perché non basta vantare sotto elezioni la nascita di un Commissariato – peraltro voluto dalla ministra Lamorgese – e la nuova caserma dei Carabinieri, se poi si semina intolleranza
Questo poi non deve stupire se qualche soggetto distorca questo messaggio ritenendolo accettabile. Per ora il Sindaco pensa di aver messo sotto al tappeto la polvere facendo saltare la seduta di Consiglio su Mozioni ed Interrogazioni, e questo gli permetterà ancora di operare facendo finta che i problemi rappresentati non esistano, oppure di metterci sopra qualche pezza ma questa non è Amministrazione, è solo guerriglia quotidiana che ben poco ha di educativo.
Difficile pretendere dai cittadini il rispetto delle regole quando poi le istituzioni sono le prime a dimostrare intolleranza e manipolazione.
